venerdì 8 aprile 2011

FIOR DA FIORE

Qualcuno (forse uno solo) ha interesse ad uno scontro di un certo tipo

“Se ne ricordino i Vastesi e scelgano di non votare per un omino[…]”. Scivolone in più, sfarfallone in meno, il quotidiano fiancheggiatore ci aveva abituati, in un tripudio di anacoluti, a tutte le variabili. Questa volta, il giornale dei paperi ha toccato il fondo: non posso tacere, perché la politica e la campagna elettorale non devono essere imbarbarite da comportamenti ineducati. Il “fondo”, in tutti i sensi, senza firma e quindi riconducibile al direttore, che è anche consigliere comunale, spesso assente, invita a votare per Della Porta e a non votare per il sindaco uscente Luciano Lapenna. Fin qui siamo nei limiti del consentito, così come è legittima la critica che l’estensore dell’articolo rivolge all’attuale giunta, primo cittadino in testa. Dove l’inciviltà trionfa è in quella parola, “omino”, che, in quanto tale, riferita all’indole, alla persona, non al suo operato di amministratore, costituisce una offesa grave e gratuita. Come elettore non voglio che il confronto degradi verso forme di maleducazione, utili solo, nella mente di qualcuno, a nascondere il fallimento di una opposizione, fatte le debite eccezioni, non all’altezza delle promesse di cinque anni fa. Perché, a volerla dire tutta, anche la minoranza deve rendere conto del suo operato, a cominciare dal computo delle presenze in aula. Che pensa sul punto specifico il candidato Della Porta, l’ex magistrato Della Porta? È lecito usare espressioni che dovrebbero essere estranee anche al più duro scontro? Posso solo aggiungere che conosco Luciano Lapenna da 25 anni, da quando non aveva i baffi, e lo considero una persona perbene, sempre disponibile al dialogo, anche quando l’ho criticato come amministratore. Mai come persona.

Giacinto Zappacosta

già pubblicato su piazzarossetti.it

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