martedì 19 aprile 2011

Le nostre Osservazioni al PRP di Punta Penna

Associazione civica Porta Nuova – Vasto
www.portanuovavasto.altervista.org



comunicato stampa 19 aprile 2011


1. Ieri 18 aprile abbiamo presentato –gli unici a Vasto, per quel che se ne sa- le nostre Osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del nuovo Piano Regolatore Portuale (PRP) del porto di Punta Penna. Chi fosse interessato ai dettagli tecnici può leggerli nell’allegato. Qui invece ci preme anzitutto di esprimere la nostra valutazione politica su tutta la vicenda.
Una vicenda straordinariamente istruttiva, anzi esemplare, non solo per se stessa, ma ancor più per quello che rivela della città, e più nello specifico dell’imprenditoria e del ceto politico locali. Ma cominciamo a fornire un po’ di dati.

2. Anzitutto la cifra. 145 milioni di euro di investimenti pubblici –in 8 anni- sono davvero tanti. Tanti quanti probabilmente non si erano mai visti, da tempo, nella nostra zona. L’opera, poi. Due dighe foranee, l’una di prolungamento della diga di sopraflutto (a Nord) per uno sviluppo complessivo di circa 650 m; l’altra, una nuova diga di sottoflutto (a Sud) di circa 600 m, a raddoppiare la superficie attuale. In più, la ferrovia che arriva direttamente sul molo, e vari edifici di servizio.
È importante anche sapere come ci si è arrivati. Il PRP è stato approvato il 6 novembre 2007 da un Consiglio comunale convocato con un anticipo di 5 giorni (il 31 Ottobre), 4 dei quali festivi. Nessun consigliere l’aveva visto prima, non essendo passato neppure in Commissione Urbanistica. I consiglieri hanno ascoltato la sola relazione, di parte, degli ingegneri che hanno redatto il progetto, e poi l’hanno votato 24 a 1, dopo aver bocciato (17 a 6, più 3 astenuti) la proposta di rinvio della discussione allo scopo di acquisire maggiori informazioni. Nessun partito ha fatto una piega, nonostante le reiterate dichiarazioni programmatiche di trasparenza.

3. Non è una novità che il partito della spesa pubblica avesse nella nostra città la maggioranza assoluta; e neppure che esso potesse contare in seno al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici di una preziosa sponda (ne è membro, com’è noto, Giuseppe Tagliente). Quello che sorprende è che tanta coesione tra ceto politico e imprenditori locali, e all’interno dello stesso ceto politico, si sia realizzata su un progetto così impresentabile.
Impresentabile per molte ragioni, come argomentiamo nelle nostre Osservazioni, a cominciare dall’impatto ambientale che avrà sulla costa a Sud. Ma questo si vedrà tra decenni. Da subito, invece, è possibile rilevare alcuni fenomeni di una certa evidenza.
a) La permeabilità del ceto politico nel suo insieme alle pressioni dell’interesse economico locale. Com’era già accaduto col PRG, le scelte principali vengono prese fuori dagli ambiti istituzionali, che al più sono chiamati a ratificare. La città, poi, è posta regolarmente di fronte al fatto compiuto.
b) La mancanza di una guida politica di fondo. Il ceto politico locale, nel suo insieme –salvo qualche dissenso peraltro molto remissivo- mostra di sostenere contemporaneamente il raddoppio del porto e il Parco Nazionale. E dimostra così di non credere in nessuno dei due, aggravando, piuttosto che risolverle, le contraddizioni urbanistiche maturate nel passato.
c) Il localismo esasperato del ceto politico e imprenditoriale, latore di un progetto, come quello contenuto nel PRP, in contrasto, e anzi in opposizione a tutta la programmazione regionale e provinciale senza eccezione.
d) Infine l’avventurismo. Il PRP fonda tutto il suo impianto su previsioni di traffico palesemente errate (come si vede nella figura); e gli ultimi dati (2010) sono addirittura del 32% al di sotto delle previsioni. Ma nessuno fa mostra di accorgersene, né di avvertire la benché minima resipiscenza.


Andamento dei volumi (in migliaia di tonnellate) movimentati nel porto di Vasto.
Anni 1994 – 2010.
In rosso le previsioni, in blu i dati effettivi.


4. Conclusioni. Sono nuovi questi discorsi? Non sono nuovi, li andiamo ripetendo da anni. Con tutto ciò, l’informazione locale continua ad allestire imperturbabile la solita commedia della lotta tra “gli ambientalisti”, da una parte, e, dall’altra, “lo sviluppo”. Una mistificazione comoda, e ormai abituale.

2 commenti:

  1. Le "Osservazioni" sono eminentemente politiche: "permeabilità del ceto politico", "mancanza di una guida politica di fondo", "localismo", "avventurismo"....e quindi facilmente contestabili. Inoltre le cosiddette "Osservazioni" sono chiaramente offensive almeno nei confronti della maggioranza del CC che ha votò il PRP prioposto. Ma tant'è....siamo abituati a questo linguaggio...

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  2. Per chi sa leggere (Nicolangelo evidentemente non è tra questi), così è scritto al punto 1.: "Ieri 18 aprile abbiamo presentato –gli unici a Vasto, per quel che se ne sa- le nostre Osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del nuovo Piano Regolatore Portuale (PRP) del porto di Punta Penna. Chi fosse interessato ai dettagli tecnici può leggerli nell’allegato. Qui invece ci preme anzitutto di esprimere la nostra valutazione politica su tutta la vicenda."
    Le Osservazioni vere e proprie si possono leggere in: http://www.scribd.com/doc/53427764/Porto-PRP-Osservazioni-18-04-11

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