martedì 26 aprile 2011

MEGLIO UN UOVO...

Vasto al voto

È facile, ora, farsi venire la voglia di opposizione. Un ultimo conato, sospetto di questi tempi, per poter dire, a se stessi, a mero uso interno: ecco, ci siamo, ci siamo sempre stati. Il Pdl chiama a raccolta i consiglieri comunali (come al solito, non sono presenti tutti) e certifica, ora, l’inconcludenza della giunta Lapenna e la sua inadeguatezza. Non c’era bisogno che ce lo dicesse il Pdl locale, sempre più sfilacciato, perché s’era capito da un pezzo, soprattutto da quando, a sinistra, è lotta intestina, tanto più accesa quanto più ci avviciniamo alla data delle elezioni. Saltano i consigli comunali, saltano i nervi. E pensare che la giunta, e quelle che l’hanno preceduta in questo quinquennio (quattro in tutto), erano lì lì per cadere, a più riprese: sarebbe bastato un nonnulla, per esempio una piccola spallata da parte del Pdl, una opposizione un po’ più decisa. E invece…
A volte, dal 2006 ad oggi, abbiamo avuto la sensazione, per non dire la certezza, di una benevolenza da parte di qualcuno nei confronti di una periclitante maggioranza. Qualcuno, che, all’interno del partito berlusconiano, ha avuto un occhio di riguardo per la parte avversa. Il discorso è sempre lo stesso: meglio un uovo oggi che una gallina domani, meglio una insignificante opposizione che una campagna elettorale anticipata, col rischio di rimettersi in gioco e di dover magari fare spazio a qualche giovane, perdendo per sempre piccole posizioni di rendita, meglio campicchiare e rinviare le decisioni importanti. Insomma, più che un’opposizione è stata una maggioranza-ombra, una ruota di scorta sempre a disposizione. Sembrava quasi che il centro-sinistra, o parte del centro-sinistra, per togliersi dall’impaccio, supplicasse l’altra parte: ma quand’è che ci fate cadere? E invece Lapenna è arrivato a scadenza naturale, al di là dei suoi meriti o nonostante i suoi demeriti, i demeriti di una compagine di maggioranza divisa e rissosa fin dall’inizio. Quante volte gli elettori del Pdl hanno pensato: “è fatta, si torna alle urne e si volta pagina”. Ma il partito di riferimento ha tirato dritto per la sua strada girandosi dall’altra parte, anche quando la giunta ha perso il vice-sindaco. Nessuno, in cinque anni, che abbia invocato le elezioni anticipate, mai, nemmeno per finta. Avendo abdicato ai suoi compiti, che sono poi quelli di ogni opposizione che si rispetti, il Pdl sarà ricordato per il più scialbo lustro della storia recente, che fa il paio con un’equivalente prestazione della maggioranza uscente.

Giacinto Zappacosta
pubblicato su Il Taglio

2 commenti:

  1. Ma non è che non ci hanno provato...il fatto è che non avevano una soluzione unica da proporre, atteso che nessuno voleva anticipare il voto di maggio prossimo, nessuno era tanto debole da farsi egemonizzare dagli altri, nè tanto forte da proporsi come leader e chi per storia politica personale avrebbe potuto ricoprire il ruolo, da tempo era assente...

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  2. Caro Preside, è la politica asservita agli interessi di una o due persone (Tu hai parlato di Dioscuri). Grazie.

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