Tutti allle urne
Armiamoci e partite. Oppure, in altri termini: non tutti sono disposti a metterci la faccia, ma qualcuno preferisce agire dietro le quinte, al coperto, senza esporsi, da una comoda posizione. È, in fin dei conti, un’assicurazione sulla vita (politica), tenuto conto che, in caso di sconfitta, la colpa è di chi, bene o male, combatte in trincea, in prima linea. Viceversa, in caso di improbabile vittoria, con un semplice comunicato stampa, il nostro, o i nostri (sono solo due, i soliti due) guadagnano senza sforzo il palcoscenico: il merito è nostro. Fuor di metafora, il rischio concreto, il 15 e 16 maggio, è disperdere il voto, e il modo più facile per rendere inutile il proprio voto è scegliere le liste collegate a Della Porta. Scorrendo i nomi, col dovuto rispetto per i singoli che, in quanto tali, meritano la massima considerazione, il Pdl locale, alleati ed emanazioni varie non convincono, non attirano le simpatie dell’elettorato, non suscitano entusiasmo. Lo abbiamo già scritto a caratteri cubitali sul numero scorso: “Non disperdiamo i voti, scegliamo Desiati”. Fare paragoni è un po’ antipatico, ma certe volte ne vale la pena, specie se in ballo c’è il futuro di questa Città, della nostra Comunità che, tutti insieme, vogliamo emancipare dalle logiche padronali dei Dioscuri, i due (sedicenti) ex calibri da 90 che non hanno più niente da dire. E neanche da fare. Le liste in appoggio al candidato sindaco Della Porta, difatti, appaiono, ictu oculi, già ad una prima lettura, come un insieme raffazzonato all’ultimo momento, a fatica, nel fuggi-fuggi di potenziali validi candidati, che pure c’erano, nauseati da un certo modo di gestire questo Pdl. D’altra parte, chi ha qualcosa da dire e da proporre non è funzionale ad una certa politica. Desiati, viceversa, ci ha messo la faccia, si è candidato per la carica di Sindaco, ha presentato il suo programma, gli uomini e le donne che lo sostengono, e chiede ora la fiducia dei cittadini elettori, nella massima trasparenza, senza trucchi e senza riserve mentali. Massimo, che noi sosteniamo, non è etero-diretto, non ha alle spalle chi lo guida, non agisce per conto terzi. Semplicemente, deve rendere conto solo ai propri sostenitori e, soprattutto, ai Vastesi.
Giacinto Zappacosta
pubblicato su Il Taglio
Armiamoci e partite. Oppure, in altri termini: non tutti sono disposti a metterci la faccia, ma qualcuno preferisce agire dietro le quinte, al coperto, senza esporsi, da una comoda posizione. È, in fin dei conti, un’assicurazione sulla vita (politica), tenuto conto che, in caso di sconfitta, la colpa è di chi, bene o male, combatte in trincea, in prima linea. Viceversa, in caso di improbabile vittoria, con un semplice comunicato stampa, il nostro, o i nostri (sono solo due, i soliti due) guadagnano senza sforzo il palcoscenico: il merito è nostro. Fuor di metafora, il rischio concreto, il 15 e 16 maggio, è disperdere il voto, e il modo più facile per rendere inutile il proprio voto è scegliere le liste collegate a Della Porta. Scorrendo i nomi, col dovuto rispetto per i singoli che, in quanto tali, meritano la massima considerazione, il Pdl locale, alleati ed emanazioni varie non convincono, non attirano le simpatie dell’elettorato, non suscitano entusiasmo. Lo abbiamo già scritto a caratteri cubitali sul numero scorso: “Non disperdiamo i voti, scegliamo Desiati”. Fare paragoni è un po’ antipatico, ma certe volte ne vale la pena, specie se in ballo c’è il futuro di questa Città, della nostra Comunità che, tutti insieme, vogliamo emancipare dalle logiche padronali dei Dioscuri, i due (sedicenti) ex calibri da 90 che non hanno più niente da dire. E neanche da fare. Le liste in appoggio al candidato sindaco Della Porta, difatti, appaiono, ictu oculi, già ad una prima lettura, come un insieme raffazzonato all’ultimo momento, a fatica, nel fuggi-fuggi di potenziali validi candidati, che pure c’erano, nauseati da un certo modo di gestire questo Pdl. D’altra parte, chi ha qualcosa da dire e da proporre non è funzionale ad una certa politica. Desiati, viceversa, ci ha messo la faccia, si è candidato per la carica di Sindaco, ha presentato il suo programma, gli uomini e le donne che lo sostengono, e chiede ora la fiducia dei cittadini elettori, nella massima trasparenza, senza trucchi e senza riserve mentali. Massimo, che noi sosteniamo, non è etero-diretto, non ha alle spalle chi lo guida, non agisce per conto terzi. Semplicemente, deve rendere conto solo ai propri sostenitori e, soprattutto, ai Vastesi.Giacinto Zappacosta
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