sabato 9 luglio 2011

Il prof. Zappacosta
Ovvero “l’addetto stampa di se stesso”


Non so se gioire o dolermi della attenzione che il dr. Giacinto Zappacosta dedica ai miei articoli (che tali non sono a suo autorevolissimo parere): in ogni caso, visto che ormai da qualche tempo filosofeggia su punti, virgole, troncamenti, apostrofi e anacoluti devo dedicargli un commento (unico e definitivo). Limitandomi all’ultimo articolo oggetto della sua attenzione, devo contestare l’incipit (lui lo chiama “attacco”), perché non vedo che cosa ci sia di untuoso nell’affermare una ovvia verità; intanto cita il “caldo” a mo’ di scusante pensando a strani effetti, forse paragonandoli a quelli che agiscono su lui stesso. Andiamo al nocciolo della questione: io affermo, senza possibilità di equivoci, che quando un accordo non va a buon fine non si possono ricercare le responsabilità in una sola parte. Se ha capito il contrario lo invito a rileggersi le mie considerazioni che altri, più velocemente hanno compreso. Salito in cattedra, il Nostro si esibisce in una serie di “sanzioni” esclusivamente rivolte alla forma, mai entrando nel merito dell’articolo: in pratica pensa più al “saio” che al “monaco”. Il Progetto l’ho letto! Ma qualcuno non ha voluto “vincere” e così lo ha accantonato! Perché? Io non conosco il perché: so solo quale è stato il risultato. Chiude il nostro “addetto stampa” con uno sfoggio di cultura che prescinde dalla conoscenza della parola “refuso”, facendo finta di non capire che in chiusura era saltato un semplice, misero, proletario “da”. La sostanza di quello che immodestamente chiamo articolo, era ed è una sola: per quali motivi un accordo con la coalizione del centro destra, prospettato, sottoscritto e “tradito”, potrebbe essere accettato oggi con gli stessi protagonisti di allora? A questa domanda il buon Zappacosta non ha risposto e francamente non me ne può fregar di meno! Non posso però fare a meno di riconoscermi colpevole di avere attentato gravemente alla lingua di Dante, Machiavelli e dello stesso Zappacosta e sommessamente chiedo al prof. In incognito, se anche io posso venire a ripetizione di Lingua e Letteratura Italiana, quali gli orari, dove e, soprattutto, i costi che dovrebbero essere conosciuti data la rilevanza fiscale degli stessi (anche perché non si può sempre fare il volontario come ben sa lo stesso Zappacosta)!

Elio Bitritto
da Quiquotidiano di oggi, 9 luglio

foto a cura di Cana Culex

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