martedì 5 luglio 2011

INDIETRO TUTTA

Nebbia fitta in corso Garibaldi

Il tono è quello paludato imposto dalla ufficialità. Dopo aver letto la nota con attenzione, se ne ricava agevolmente il sugo del discorso, che è questo: per Desiati e i suoi, la tremenda batosta elettorale subita dal Pdl vastese, sceso al 12% dei consensi, ha nome e cognome. Anzi, due nomi e altrettanti cognomi, se è vero che “i due consiglieri regionali vastesi, responsabili della pesante sconfitta” sono facilmente identificabili in Prospero e Tagliente, la cui presenza, e si tratta di una presenza ingombrante, inversamente proporzionale alla simpatia presso iscritti e sostenitori, è inibitoria di qualsiasi ipotesi evolutiva del partito. Un partito fermo al palo, dunque, destinato a regredire in termini di consensi e di capacità aggregativa. Non importa, sembra essere la dottrina dominante, meglio galleggiare, meglio essere generali senza esercito, comunque i primi, piuttosto che passare la mano. C’è dell’altro: l’oligarchia, non aristocrazia, quella che decide tutto e su tutti, vale a dire i vertici provinciali e regionali del partito berlusconiano, ha interesse, per questioni geo-politiche, a che la sezione di corso Garibaldi non decolli. È triste, ma è così. Corollario: il dialogo tra “Progetto per Vasto” e il Pdl locale si interrompe qui. Massimo Desiati, forte del risultato ottenuto alle recenti elezioni comunali, andrà avanti per la sua strada, col suo programma alternativo all’attuale amministrazione. Gli altri si arrangino.

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