Qualcuno, i più, plaude. Il radicale desiderio di libertà, che non conosce argini, che anela a spazi sempre più ampi, lo chiama diritto civile, auto-determinazione. Non mi piace una società nella quale a rimetterci è sempre il più debole, disoccupato, inabile, down, povero o feto che sia, una società, una forma mentis, nel negare il diritto primario alla vita a chi è malformato, che stanno pericolosamente scivolando verso forme di eugenetica. Disfarsi di chi non può opporre resistenza è facile, meno semplice dimostrare che quella vita che si sviluppa nel grembo materno non sia un essere umano, un individuo. Andando su internet, all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=H_6JXj3m4Mc, è possibile farsi un’idea di che cosa sia un aborto. Sono scene tristi, epifenomeno, a livello mondiale, di una crisi profonda delle coscienze.
G.Z.

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