sabato 6 giugno 2015

BRUTTO CLIMA



Le preoccupazioni espresse in questi mesi nel territorio vastese a proposito della perdita dei livelli occupazionali, l’assenza di lavoro, la crescente disoccupazione giovanile, le nuove povertà, e i dati negativi che riguardano il settore industriale ci spingono a riflettere. La nostra riflessione ci conduce inevitabilmente in quella parte di mondo del lavoro che per anni è stato riferimento di sicurezza e garanzia per almeno due generazioni di questa zona:  parliamo dello stabilimento Pilkington/NSG (Nippon Sheet Glass). Una realtà industriale creata negli anni sessanta con oltre 4500 dipendenti (1995), apparso come grande investimento pubblico, ma che ha imposto e rinnovato un contratto di solidarietà (riduzione dello stipendio di 200 euro che si protrae dal 2014) tra i suoi dipendenti diminuiti di oltre la metà. Una azienda finita nel corso degli anni ad anonimi privati : Multinazionali straniere che hanno affidato la gestione e ruoli decisivi per il futuro dell’azienda e della vita di migliaia di famiglie nelle mani di una ristretta cerchia di dirigenti, sul cui operato nessuna critica sarebbe ammessa, che nessuno potrà sindacare, visto che nel ventennio i sindacalisti hanno vissuto collateralmente con l’azienda, diventando oscuri burocrati, lontanissimi dalle condizioni reali dei lavoratori i quali hanno perso diritti conquistati nel corso degli anni con durissime lotte, acquisendo diritti, salari, dignità. Insomma privilegi da casta e reti familistiche consolidate incrostatesi nel tempo. Non mi sembra che si respiri un bel clima se molti lavoratori sono costretti a subire in silenzio decisioni di alcuni dirigenti dell’azienda che attentano e ledono i diritti legittimi dei lavoratori. Come il caso di una lavoratrice, professionista molto apprezzata e stimata da oltre 25 anni, che, rivendicando un suo diritto, si vede costretta a promuovere una causa sul lavoro. Per tutta risposta a mo’ di ritorsione viene sospesa dal lavoro, dopo che coraggiosamente ha denunciato alcuni dirigenti per falsa testimonianza nella causa proposta. Un clima pesante certamente dovuto alla perdita di peso dei lavoratori ma che non trova una adeguata risposta da parte sindacale. Insomma tolleranza zero da parte dei nuovi mandarini dell’azienda. Un episodio grave ma che si inserisce negli abituali comportamenti dirigenziali da quando vi è stato un arretramento delle condizioni dei lavoratori in termini di diritti e di libertà. Sarebbe comunque molto interessante che il gruppo dirigente invece di adottare comportamenti vessatori e in alcuni casi di terrorismo psicologico, meglio farebbe ad informare la popolazione e i territori che per lunghissimi anni hanno fornito operai, tecnici, intelligenze, e anche molti decessi a causa delle malattie contratte come silicosi e mesoteliomi provocati da amianto (quest’ultimo molto presente negli altiforni);  quali strategie future,  quali progetti e piani per i prossimi anni,  quali interventi l’azienda ha messo in atto per migliorare la qualità del prodotto, i costi, la qualità della vita, visto che in Polonia, la stessa Pilkington  ha realizzato un impianto per la produzione di vetro molto concorrenziale con lo stabilimento di San Salvo. Non vorremmo che il sistema che viene adoperato nei confronti dei lavoratori serva a coprire inefficienze, assenza di controllo, miopia industriale, assenza di qualsivoglia idea di rilancio di quella che fu un gioiello pubblico come la storia ci ha dimostrato. Sono questi atteggiamenti che ci avvertono della incertezza sul futuro e scadimento industriale del territorio. Quando forze sociali, forze politiche, associazioni varie come Assovasto, Confindustria, CNA, e altre sigle vorranno aprire un confronto utile per verificare e capire cosa è necessario fare per superare e rinnovare? E quando soprattutto i sindacati decideranno di riprendere quella autonomia politico culturale  che nel passato li ha distinti e che ha conferito forza e diritti ai lavoratori?

Vasto 6 Giugno  2015
Ivo Menna 
ambientalista storico e coordinatore regionale O.N.A.(osservatorio nazionale amianto)


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