Un altro buco nell’acqua prodotto
dall’amministrazione comunale vastese: salta la gara per l’affidamento in
concessione del Servizio di gestione del mercato di Santa Chiara.
Il 21 maggio scorso, infatti,
la Commissione giudicatrice per l’esame delle offerte e per l’aggiudicazione
altro non ha potuto fare che dichiarare la gara “deserta”. In verità una risposta è arrivata ma non conteneva la
dimostrazione del possesso dei requisiti richiesti e, quindi, è stata esclusa.
Risultato? Il Mercato di Santa
Chiara resta chiuso ed inutilizzato. Nonostante il suo restyling, i produttori agricoli ed piccoli commercianti restano per
strada, i cittadini vastesi hanno perso quel punto di riferimento che pur
rappresentava luogo d’incontro tradizionale per la commercializzazione di
prodotti tipici a chilometro zero.
Il primo tentativo vede quindi
il fallimento della esternalizzazione della gestione del mercato tanto vantata dall’amministrazione
comunale.
E’ appena il caso di ricordare
quanto l’opposizione disse e suggerì, nello scorso gennaio e poi in Consiglio
comunale, anche presentando emendamenti alla Delibera con cui si decideva
l’operazione:
- evidenziammo che, per legge,
le competenze per la “concessione dei
pubblici servizi, …, affidamento di attività o servizi mediante convenzione,…, acquisti
e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni…”, erano del Consiglio comunale
ed invece veniva demandato tutto alla Giunta;
- sostenemmo che, con l’esternalizzazione, i canoni che gli esercenti le attività commerciali sarebbero stati chiamati
a pagare, non sarebbero stati calmierati e che, quindi, sarebbero stati sottoposti
alle logiche di ricavo di chi avesse gestito la struttura;
- affermammo
che l’operazione mostrava gravi carenze di carattere programmatico nel momento
in cui l’ipotesi di esternalizzazione si sarebbe potuta ritenere valida soltanto
se configurata in una ampia visione che puntasse al rilancio del commercio nel
Centro storico;
- auspicammo
un confronto con l’Amministrazione comunale basato sul ruolo centrale che il
Mercato avrebbe potuto assumere nella realizzazione di un grande “Centro commerciale naturale”, che vedesse
direttamente interessati, in una concreta collaborazione pubblico-privato, gli
attuali operatori nel mercato, produttori e commercianti, e questo al solo fine
di rendere più attraente, caratteristico e proficuo il commercio esercitato
nella parte antica della città;
- suggerimmo
una durata di 5 anni e non di 10, così come, invece, previsto in Delibera;
-
chiedemmo l’ammissione alla gara dei commercianti all’ingrosso di prodotti
alimentari, produttori alimentari, consorzi o cooperative di produttori o di commercianti
di prodotti alimentari e organizzazioni di produttori alimentari, anche in
raggruppamento apposito e temporaneo, così come previsto dalla legge.
Cosa
intende fare adesso l’amministrazione comunale? Quale la sua scelta di fronte
al fallimento dell’idea iniziale? Lasciare le cose come stanno, chissà fino a quando, con i bancali dei prodotti tipici buttati per
strada e solo il sabato?
Massimo Desiati Nicola Del Prete Etelwardo Sigismondi
Andrea
Bischia Davide D’Alessandro

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