domenica 29 agosto 2010

SIG. PROCURATORE DELLA REPUBBLICA, C'E' LAVORO PER LEI

Antonino Spinnato, Verdi-Vasto, segnala questo intervento sulla questione dei pini

La legge 269 del 1973 protegge una trentina di specie di alberi: dalla quercia a tutte le qualità di pini, abeti e faggi. Pertanto, diventa illegale tagliare gli alberi che vengono tutelati da questa legge, senza che vi sia una precisa autorizzazione. Ma per tagliare i pini di via Spalato, c’era un’autorizzazione? Firmata da chi? Ricordiamo che in zona era stato affisso un avviso che vietava la sosta per consentire la potatura dei pini. Quell’avviso richiamava l’Ordinanza 200 dell’8 agosto 2010 prot. 35180. Sembrava tutto in regola, l’unica stranezza era il tipo di intervento praticato: capitozzatura netta e selvaggia in luogo di una potatura utile al benessere della pianta e alla sicurezza dei bambini che, a breve, avrebbero frequentato la scuola. Ma la sconcertante novità è che l’ordinanza recitata dall’avviso esposto non parla di potatura dei pini ma di tutt’altra materia! Infatti, è un’ordinanza del Comandante della Polizia Municipale emessa in occasione del Vasto Film Festival e recita testualmente: “Dal giorno 1882010 fino al giorno 2282010, dalle ore 18 alle ore 01, è istituito il divieto di circolazione, per tutti i veicoli, in Piazza del Tomolo e nel tratto di Via XXIV Maggio ricompreso tra Via Cavour e Corso Italia.” Cosa c’entrava un divieto di circolazione coi lavori di potatura di via Spalato? Lavori, peraltro, che non avevano nulla di professionale, che non avevano nulla che riguardasse la sicurezza e nulla che potesse contenere un interesse pubblico. Tanto più che il Comune, visto che non esiste nessuna ordinanza, non ne sapeva nulla! Non per caso, la Polizia Municipale intervenuta, interruppe immediatamente lo scempio. Ora, se non era il Comune, chi era il mandante di quella operazione? Beh, qui c’è da dire che le operazioni sono state due: una nel 2009 e l’altra quest’anno. Entrambe nel periodo estivo e con identiche caratteristiche. Il risultato di esse è che quasi tutti i pini sono stati deturpati, uno di essi è in gravissima sofferenza, una cabina ENEL spaccata, rami tagliati ancora penzolanti e in pericolo di cadere in testa ai bambini della scuola, tutto il secco (pigne e rami) della parte inferiore delle chiome intatto e pericolante. E tutto fa pensare ad una cricca ben organizzata che ha eseguito “favori” ad amici che avevano bisogno di migliorare la vista verso il mare. Il 2009 c’era stata una prima richiesta e la seconda è stata esaudita il 20 agosto 2010. Ma di tutto questo, il sindaco chissà se ne sa qualcosa. Ultimo sviluppo: nella settimana successiva al misfatto, una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato si recava sul posto per rendersi conto della situazione e, da uno scambio d’idee con l’appuntato che accompagnava un ispettore il quale, a sua volta, non aveva voluto pronunciarsi sulla questione, si percepiva la vaga intenzione di stilare un rapporto “addolcito” per normalizzare la cosa e mettere tutto a tacere. Difatti, l’atteggiamento mentale dell’appuntato, in merito alla questione, era completamente diverso, se non addirittura opposto a quello dei suoi colleghi del 1515 contattati nel momento in cui si consumava lo scempio.

Vincenzo Buonomo

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