domenica 19 febbraio 2017

VASTO E I FRENTANI


Se dovessimo chiedere, in giro per Vasto, “chi sono i Frentani?”, ci sentiremmo rispondere da tutti, o quasi, che i Frentani sono i Lancianesi. La storia ci dice che i Frentani, gente di stirpe sannita, nel V secolo a. C. scesero dalle cime più alte dell’Appennino Molisano dando vita a diverse comunità, tutte a nord del fiume Fortore (in latino Frentrum, da cui il nome dei Frentani). Nacquero così, tra le altre, proprio la città di Lanciano, Ortona, Larino e, non certo ultima (udite udite), Histonium che, come tutti sappiamo, è l’attuale Vasto. Quindi, quando si parla di Frentani, o della regione frentana, si indica quel territorio che va da Larino ad Ortona: ogni altro significato è pertanto anti-storico e frutto di una conoscenza approssimativa della storia umana. Il che è grave, perché un popolo senza memoria e senza coscienza di sé non fa una bella figura, nella migliore delle ipotesi. Ma c’è di più. Nel nostro Museo Civico, ospitato all’interno di Palazzo d’Avalos, una interessante iscrizione in lingua osca (la lingua dei Sanniti e quindi, con alcune evoluzioni intervenute nel tempo, peraltro non significative, la lingua dei Frentani), rinvenuta proprio a Vasto, indica, quali censori, due personaggi: Calvius Hosidius Gavius e Vibius Octavius Ofius. A parte il fatto che il primo è sicuramente di Histonium, è interessante il parere di Giulio Beloch, riportato dal nostro d’Anelli, secondo il quale “i due magistrati non erano del comune di Histonium, bensì avevano competenza su tutta la Confederazione Frentana”. Capito? L’odierna Vasto era la capitale della regione abitata dai Frentani. Allora, cominciamo a studiare la storia e a tramandarla ai nostri figli. In fin dei conti, è una storia gloriosa.

Giacinto Zappacosta

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sabato 18 febbraio 2017

FRATELLI STUPRATORI



Normalmente (e Dio solo sa perché) l’arretratezza economica e sociale del Sud Italia viene riferita ad un dato atavico, precipitato storico di un regno oppresso da una monarchia, quella borbonica, spazzata via dai “fratelli liberatori”. Troppo semplice, o semplicistico, troppo scontato. Soprattutto, troppo propagandistico. La verità è che i problemi del Sud seguono, non precedono l’unificazione. Rimane da capire come mai, a distanza di 150 anni, i ragazzi debbano studiare a scuola una narrazione del risorgimento secondo i canoni della storiografia ufficiale. Il discorso ci porterebbe molto lontano, a concludere, amaramente, che sono i vincitori a raccontare i fatti, a loro modo: cerchiamo, piuttosto, di approdare a qualche punto fermo.
  1. Il Regno delle Due Sicilie aveva un’economia solida, tanto da meritarsi, all’Esposizione internazionale di Parigi, nel 1856, cioè a pochi anni dalla fine, il premio come terzo paese al mondo per lo sviluppo industriale (primo fra gli Stati pre-unitari). Le riserve auree, seconde soltanto a quelle russe, nonché lo sviluppo della marineria, terza al mondo, testimoniano di un dato macro-economico significativo. Per non parlare poi del fatto che il Regno, soprattutto la Sicilia e la Campania, attirava manodopera qualificata (il marchio della celebre pasta Voiello è l’italianizzazione di Von Vittel, bernese che si trasferì in quel di Napoli).
  2. I primati del Regno, di cui nessuno parla, possono solo essere accennati. Si va dalla obbligatorietà delle motivazioni nelle sentenze penali, introdotta in anticipo rispetto agli Stati nei quali si articolava la Penisola, al primo ponte sospeso in ferro (sul Garigliano), all’albergo dei poveri in Napoli, voluto da Ferdinando II di Borbone, alla prima tratta ferroviaria che collegava la capitale a Portici, al Codice della Navigazione. E tanto basti.
  3. In generale, il risorgimento, lungi da essere uno spontaneo movimento di popolo, ci appare, al di là delle brume storiografiche, un fenomeno etero-governato a direzione elitaria (leggasi: massoneria internazionale). Emblematica, in tal senso, la figura di un protetto di Cavour, tale Filippo Curletti, funzionario della polizia piemontese, abilissimo nell’organizzare, arruolando delinquenti comuni ed evasi, “spontanee” sollevazioni ad Ancona, Fano, Senigallia, Perugia, per poi aprire il cordone della borsa quando si trattò di comprare il tradimento degli ufficiali borbonici.
  4.  Veniamo ai morti e ai soprusi. Stupri di massa, rapine, incendi, 800mila morti, 54 paesi rasi al suolo, un’economia distrutta per sempre, lo stato d’assedio esteso a tutto il territorio dell’ormai ex regno (legge Pica). Questi i regali recati dai “fratelli italiani”. E poi la deportazione dei soldati che non vollero abiurare il giuramento di fedeltà a Francesco II di Borbone. Quello di Fenestrelle è uno dei tanti lager dove furono ammassati questi sventurati, morti per fame, stenti, per il freddo. Come al solito, esistono morti di serie A e morti serie B. Si consideri che dopo l’annessione, il Regno d’Italia era alla ricerca, a livello internazionale, di un’isola verso cui avviare al confino oppositori e legittimisti.

Non possiamo accusare il popolo italiano di non aver avvertito la sacralità del 150° anniversario: non si sfugge alla nemesi della storia, oppure, se si preferisce, possiamo dire che l’albero nato storto tale rimane. L’unità e l’appartenenza ad una comunità nazionale, strutturate attorno ad un sano federalismo, che sappia armonizzare le differenze territoriali, vera ricchezza dell’Italia, vanno rifondate su altre basi.

Giacinto Zappacosta

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venerdì 17 febbraio 2017

SENTENZA SU BUSSI: FINALMENTE !


















Le associazioni del Comitato Bussiciriguarda, accogliendo con 
soddisfazione l’esito del processo presso la corte d’Appello 
dell’Aquila, che costituisce una pietra miliare nella giurisprudenza 
nazionale, e conferma la nostra tesi sulla strategia d’impresa, 
ribadisce che la sua azione è sempre stata finalizzata ad ottenere il 
risanamento ambientale della Valpescara.
Questa sentenza non solo dà ragione alla nostra battaglia, ma ci 
consente di rafforzare il nostro impegno dandoci ulteriori energie 
affinché si possa ottenere quanto prima il ripristino della qualità dei 
luoghi. Da domani, pertanto, abbandonate le aule dei Tribunali, saremo 
sentinelle vigili e di stimolo continuo affinché tutte le 
Amministrazioni, nazionale, regionale e locali facciano quanto di loro 
competenza per restituire alla collettività acque e terreni risanati.
             

ECOISTITUTO ABRUZZO, ITALIA NOSTRA, MAREVIVO, MILA 
DONNAMBIENTE

Voucher, il Comune riapre i termini per la presentazione delle domande


FdI-An: “Mole di richieste è conferma di legittimità delle proposte che presentammo a novembre”

VASTO. “Con determina dirigenziale n° 16 del 16 febbraio scorso, il Comune di Vasto ha riaperto i termini per la presentazione di domande per lavoro occasionale di tipo accessorio retribuito tramite voucher, fissando la nuova scadenza al 28 febbraio. Il motivo della proroga espresso nel documento, tra gli altri, è quello per il quale  ‘alla data odierna, continuano a pervenire da parte dei soggetti interessati, numerose richieste di partecipazione alla su citata procedura di selezione’. Questa notevole partecipazione è la conferma della bontà del lavoro di Fratelli d’Italia-An che è stato il primo partito a chiedere l’adozione di un regolamento e di un bando pubblico per l’assegnazione dei voucher. Così come, questa mole di richieste proveniente da tanti cittadini vastesi, giovani e meno giovani, dimostra quanto, fino alla approvazione del regolamento, la gestione dei voucher era opaca e veniva riservata a pochi ‘fortunati’. In linea con gli impegni assunti in campagna elettorale, ci siamo attivati per sostituire una situazione di privilegio con un contesto di trasparenza. Coloro che alla data del 10 febbraio, scadenza prevista dopo la prima proroga avvenuta per motivi tecnici, hanno presentato domanda per usufruire dei voucher, sono oltre trecento. Ci auguriamo che l’Amministrazione comunale dia adeguata pubblicità a questa ulteriore proroga, per favorire ulteriormente la partecipazione dei cittadini interessati e che sappia gestire con la massima trasparenza la fase successiva di formulazione delle graduatorie”.

È quanto afferma in una nota il circolo cittadino di Fratelli d’Italia-An.

EMERGENZA FURTI NEL PESCARESE, ATTENTI ALLE SOLUZIONI ‘FAI DA TE’


Confartigianato: “La soluzione migliore è sempre un buon sistema di allarme, ma rivolgersi a operatori esperti”

Pescara, 17 febbraio - "E' di nuovo emergenza furti in provincia di Pescara. Dopo i tanti colpi nelle attività commerciali, sono numerose, nelle ultime settimane, le abitazioni prese di mira dai malviventi, in particolare nell'entroterra. In un clima del genere è indispensabile evitare che tra i cittadini si diffonda l'idea di difendersi da soli, con tutti i rischi che ne conseguono". A lanciare l'allarme è Confartigianato Imprese Pescara che fornisce alcuni consigli utili per prevenire il fenomeno e suggerisce la soluzione di un buon sistema di allarme, ricordando che gli artigiani - elettricisti ed impiantisti - sono formati appositamente per garantire la sicurezza ed offrire i migliori sistemi antintrusione.
Secondo l’associazione, osservando gli ultimi episodi, “preoccupa soprattutto il fatto che a farne le spese non sono più soltanto le famiglie che lasciano la casa incustodita per andare al lavoro, ma anche coloro che sono all'interno dell'abitazione. Frequenti, infatti – dicono a Confartigianato - i colpi notturni, alcuni dei quali sventati grazie alla prontezza d'intervento delle forze dell'ordine”.
"Quando si parla di sistemi di allarme e di sicurezza - sottolineano il presidente ed il direttore di Confartigianato Pescara, Giancarlo Di Blasio e Fabrizio Vianale - è bene affidarsi a operatori qualificati e abilitati. I nostri associati sono professionisti che si aggiornano costantemente per proporre le migliori ed ultime tecnologie. Sono in grado di svolgere anche un ruolo di consulenza, andando ad individuare i punti deboli dell'edificio da proteggere e studiando, in base alle diverse esigenze, una soluzione personalizzata. Solo gli installatori e gli impiantisti abilitati, con una qualificata preparazione in materia, sono in grado di fornire agli utenti una risposta adeguata alla richiesta di maggiore tutela dei beni e degli spazi personali".
"In un mercato sempre più variegato, in cui il web la fa da padrone con offerte vantaggiosissime - aggiungono presidente e direttore di Confartigianato Imprese Pescara - è sconsigliabile il ricorso al 'fai da te'. Sulla rete, infatti, si trovano prodotti di ogni tipo, ma non vi sono reali garanzie sul funzionamento e sull'efficacia. Quando si parla di sicurezza, invece, bisogna poter stare tranquilli. Esiste sempre un sistema più idoneo dell'altro, a seconda delle esigenze e del tipo di edificio e solo un operatore esperto è in grado di valutare quale sia la soluzione migliore".
"Un risparmio di pochi euro potrebbe vanificare la spesa, con il rischio di vedere la propria privacy, la sicurezza e i propri beni violati. Gli artigiani che operano sul territorio, tutti altamente qualificati, in un momento economico come quello attuale, anche su nostro impulso - evidenziano Di Blasio e Vianale - sono in grado di offrire la soluzione migliore e più sicura a prezzi onesti".
E' da tempo, d'altronde, che Confartigianato lavora con i propri associati sul tema della sicurezza, con incontri ed appuntamenti dedicati all'aggiornamento e alla formazione. Per il prossimo 31 marzo, ad esempio, l'associazione ha promosso un corso gratuito sulla videosorveglianza rivolto ad elettricisti ed installatori.

“CONVEGNO/DIBATTITO SULLA VARIANTE STATALE 16: QUALE TRACCIATO?”




I Consiglieri Comunali di Minoranza Cappa, Del Prete, D’Elisa, Laudazi, Prospero e Suriani, dopo aver contestato l’ordine del giorno dell’ultima seduta della Commissione Assetto e Territorio dove, la maggioranza, invece di trattare un argomento prioritario, di interesse generale e di vitale importanza per lo sviluppo della nostra Città e dell’intero comprensorio, come  quello della variante alla Statale 16 Adriatica, ha preferito inserire nell’ordine del giorno le proposte di programma integrato per insediamenti commerciali in variante al PRG, hanno deciso di richiedere un Consiglio Comunale Straordinario Monotematico sull’argomento.
Nel contempo, al fine di illustrare, pubblicamente, le ipotesi al vaglio dell’ANAS e della Regione Abruzzo, il 24 febbraio p.v., alle ore 18;00, in Vasto, presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso, organizzeranno un convegno-dibattito, con gli autorevoli Relatori Geom. Francesco Palchetti e Prof. Ing. Antonio Montepara, dal titolo “Variante alla Statale 16: Quale Tracciato?”.
Gli organizzatori ritengono che sia necessario studiare una soluzione condivisa dai Vastesi da portare, insieme all’amministrazione comunale, all’attenzione degli Enti preposti evitando, così, di subire l’ennesima decisione “calata dall’alto”.
Pertanto, tutti i Vastesi sono invitati a partecipare, dando il proprio contributo, affinchè si possa individuare la soluzione migliore per il nostro territorio.

L'IGNORANZA SI ALLEA CON L'ISLAM

Siamo alle solite, alla consueta, e drammatica, per certi aspetti ridicola, pantomima. Con un interessante cambio di prospettiva. Per gradi. Tutti, ma proprio tutti, fino all’ultimo ignorante semi-analfabeta che scrive (oggi si dice “posta”) su facebook rivendicano all’islam un sostrato di amore, di bontà. Ora, come ignorato dai più, la religione predicata da Maometto, storicamente, da sempre, si è affermata, più che con una inesistente predicazione, a mezzo della scimitarra. I fatti che precedettero la battaglia di Lepanto ne sono un preclaro esempio, così come la barbarie consumatasi a Otranto, e ad essi rimando chi ne voglia sapere di più. Chiudere gli occhi avvinazzati di fronte a quello che ci insegna la storia è un segno dei nostri tempi. Brutti tempi, nei quali la contrapposizione, fatua, del tutto emotiva, per non dire puerile, tra un islam moderato e un islam radicale è l’epifenomeno preoccupante di una mancata percezione, peggio ancora, forse, di una volontà di non intendere quello che è apodittico, palese, fattuale. Come ben sanno le vedove dei ventuno cristiani copti sgozzati in riva al Mediterraneo. Parlavo di una mutata prospettiva, un inatteso e nuovo cambio scenico che annulla l’altra dicotomia, quella tra due culture, l’una occidentale e umanistica (cristiana non lo è più da tempo) e l’altra musulmana. Lo scontro di civiltà, ipotizzato da pochi e negato da molti, è assorbito dalle simpatie militanti di noi europei, uomini e donne affascinati dal richiamo delle bandiere nere che svettano spettralmente. Se uno scozzese al kilt preferisce il tetro vestimento islamico, in effetti più consono al lavoro di taglia-teste, vuol dire che il problema è endogeno.  

Giacinto Zappacosta

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giovedì 16 febbraio 2017

LA STELLA DEL VIOLINO SUYOEN KIM A TERAMO, L’AQUILA ED ATRI CON L’OSA



L’Aquila 16 febbraio 2016 – È una stella del firmamento musicale internazionale la violinista Suyoen Kim, ospite solista della prossima produzione dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese in programma domani, venerdì 17 febbraio a Teramo alle 21 presso l’Aula Magna del Convitto “M. Delfico” per la Stagione della Società della Musica e del Teatro "Primo Riccitelli", all’Aquila sabato 18 febbraio alle 18 presso il Ridotto del Teatro Comunale “V. Antonellini” per la 42ª Stagione Concertistica dell’ISA e ad Atri domenica 19 febbraio sempre alle 18 presso il Teatro Comunale per la I Stagione concertistica ISA nel centro teramano. Per l’occasione l’Orchestra Sinfonica Abruzzese sarà diretta dal direttore ospite principale ISA, Sesto Quatrini.

La produzione cade ad un mese esatto dai fatti tragici che hanno colpito l’Abruzzo nel mese di gennaio 2017 e ad Atri, centro che nell’Hotel di Rigopiano ha perso tre giovani concittadini, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese offrirà il brano I Crisantemi di Giacomo Puccini dedicandola alla loro memoria.

 

Molto interessante il programma. L’OSA  debutterà con la Seconda Sinfonia in la minore op. 55 di Camille de Saint-Saëns, il più prolifico compositore del romanticismo francese, autore di celebri pagine fra cui questa “opera vulcanica e funambolica” come la definisce il direttore Sesto Quatrini. Aprirà il concerto l’Ouverture in si bem. magg. per orchestra D 470 di Franz Schubert, un’opera giovanile raffinata, elegante e allo stesso tempo capace di grande potenza in cui convivono i tratti dei grandi maestri (Mozart, Haydn, Beethoven).

Completa il programma l’affascinante e celebre Concerto in mi min. op. 64 per violino e orchestra di Felix Mendelsshon, sicuramente uno dei concerti romantici per violino più amati dal pubblico, un vero miracolo della penna dell’unico compositore nella storia che può considerarsi contemporaneamente classico e romantico.

I protagonisti: ad interpretare il Concerto di Mendelsshon sarà Suyoen Kim, giovane star del violino dalla sorprendente maturità interpretativa. Ha già all’attivo un’importante discografia dedicata alle opere di K. A. Hartmann, J. S. Bach e F.Schubert, incise per Naxos e Deutsche Gramophon e che, a giudizio della critica musicale internazionale, è un punto di riferimento per la comprensione di questi autori. Di tutto riguardo il suo palmares: Primo premio ai Concorsi Leopold Mozart e Joseph Joachim.
La direzione dell’orchestra è stata affidata a Sesto Quatrini, il direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese. Brillante bacchetta, è stato assistente di Fabio Luisi al Festival lirico Valle d’Itria, secondo direttore al Metropolitan Opera di New York, ha lavorato con star della lirica come Jonas Kauffmann, Sondra Radvanovsky, Matthew Polenzani e Elina Garanca. Reduce da un grande successo al Teatro Bolshoi di Mosca alla testa della National Philharmonic Orchestra of Russia, prossimi impegni lo vedranno a Vilnius con il Teatro dell'Opera Nazionale Lituano, a Parigi e ancora al Festival della Valle d'Itria e a Perpignan.

Prossimo appuntamento Sabato 25 febbraio, nell’ambito della 42ª Stagione Concertistica ISA all’Aquila, alle ore 18, l'Orchestra Sinfonica Abruzzese offrirà al pubblico una produzione speciale presso il Gran Teatrozeta - Parco delle Arti (loc. Monticchio). Per la serie "Tutti a Teatro!", l'istrionico Bustric sarà con l'OSA protagonista di Pierino e il lupo. Direttore Giordano Ferranti.




INFO: Per tutte le informazioni sulla stagione dell’ISA e sui concerti è possibile consultare il sito www.sinfonicaabruzzese.it – info: 0862 411102 - info@sinfonicaabruzzese.it

RIFLESSIONI SUL LIMITARE DI UNA FOIBA

Insieme al sangue
Che irrorò l’ignuda terra
Ne uscì la cara vita
(Anonimo)

La contestualizzazione, la storicizzazione, che sfociano in un giustificazionismo buono per tutte le stagioni, sono l’ultimo approdo di una stanca propaganda. Qualche giorno fa, ho parlato con un esule istriano: nei suoi racconti, sobri, pacati, ho rivissuto il dramma di popolazioni vessate nell’indifferenza del mondo intero. Prima che sia troppo tardi, ascoltiamo le testimonianze di chi ha vissuto sulla propria pelle la tragedia di essere italiano ed inseriamole nella nostra coscienza collettiva. Senza pruriti ideologici, senza alzare disumani steccati. La morte, comune destino, va rispettata ed onorata, in ogni caso. In questi giorni, ho letto dichiarazioni di ogni tipo sulla vicenda storica delle foibe. Colpisce la difficoltà interiore di soffermarsi, cristianamente, a considerare le sofferenze dei nostri simili, quasi che un omaggio alle vittime possa ledere la nostra individuale dignità e credibilità politica, quasi che versare una lacrima per quei morti possa essere interpretato come una debolezza borghese. Eccoti, allora, di lato al negazionismo, ormai sempre più debole, prendere vigore la richiesta di valutare, o iper-valutare, il contesto storico, estrema frontiera, un po’ più sofisticata, per svilire il disvalore delle uccisioni sul limitare delle foibe. Come se i presupposti creati al di qua dell’Adriatico giustificassero gli accadimenti che hanno visto coinvolti i Giuliano-dalmati. In quel dramma, a volte miserevole, che chiamiamo storia, tutto è storicizzabile, tutto è inserito in un contesto creato dagli eventi precedenti e guidato dai fatti susseguenti, a volte da banali episodi secondari. Ma allora anche Hitler va letto in chiave storica, al pari di Stalin. La dottrina, che vorrebbe farsi largo tra gli animi, si traduce, in fin dei conti, in una cesura per cui i fatti riconducibili alla mia parte politica vanno esaminati alla luce della storia, mentre i misfatti dei miei nemici vanno condannati senza indugio. Non se ne esce altrimenti: se vogliamo ridare dignità a noi stessi, uomini e donne di questo millennio, dobbiamo recuperare una umanità che va disperdendosi in sterili dispute. Fra tutte le prese di posizione sull’argomento, ho apprezzato le parole dell’on. Maria Amato, mia avversaria politica, parole semplici, limpide, chiare. Riassumibili in quell’atteggiamento di ossequio di fronte alla morte. Sono frasi che, per il loro contenuto, senza eccessi e solenni al tempo stesso, ci richiamano, come comunità nazionale, alla esigenza, sempre più impellente, di ritrovarci attorno ad una memoria condivisa. Per parte mia, mi riconosco in quelle parole senza difficoltà. Mi piace pensare ad una Nazione che faccia riferimento a valori essenziali, non negoziabili, vorrei aggiungere, primi fra tutti quello della vita dei singoli membri che la compongono. Epperò, mi preoccupa quella puntigliosità di parte che affiora ad ogni anniversario, ad ogni data segnata in rosso sul calendario. È il precipitato storico di una guerra civile, sopita, ma mai cessata, combattuta dapprima con le armi e ora a mezzo di ostracismi e litigi infiniti. In più, mi fa specie che l’Italia non sappia riconoscere gli orrori commessi dai piemontesi e dai garibaldini all’atto della conquista del Sud, perché di conquista in effetti si tratta. È quella coscienza, del singolo prima ancora che comune, per cui i morti non si contano ma si pesano. Dopo tutto, è il succo del discorso imperante, cosa vale la vita di donne meridionali stuprate dai bersaglieri, che significato ha la vita di soldati napoletani deportati nei campi di concentramento del Nord? L’ho già scritto: sarebbe sufficiente che lo Stato italiano, per mano di chi incarna la più alta magistratura, depositasse un fiore nel forte di Fenestrelle. Non accadrà mai.

Giacinto Zappacosta


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LASCIAMOLI NASCERE. E' UN LORO DIRITTO


Nessuno può convincermi del contrario.
La procreazione, con i suoi atti propedeutici, che sottendono un progetto condiviso da un uomo e una donna, è uno dei fatti più straordinari della vita umana, bello, esaltante. 
Come notava Pasolini, l'eretico, ma eretico nei riguardi di una sinistra già allora squallidamente nichilista, direi aristocratica e sprezzante nel suo negazionismo vitalista, non c'è nulla di più legato all'esistenza del feto, che, nella sua personalità, nella sua individualità, vuole vivere. 
Scomodando Aristotile, possiamo affermare che tutti noi, avendo origine da una vita uterina, siamo in atto quello che in potenza eravamo nel periodo pre-natale. Il resto, l'illiceità, grave, dell'interruzione volontaria della gravidanza, viene da sé. L'umanità, proiettata in una falsa e arrogante pretesa palingenetica, non se ne avvede, non si ferma a considerare i diritti dei bambini, degli individui, che domandano di conoscere il nome dei genitori naturali. 
Un utero lontano, affittato per nove mesi ad equo canone da riccastri annoiati, pretende la sua presenza accanto a quel bimbo. La mia generazione credeva che la malvagità albergasse negli animi di Hitler e di Stalin. Non so cosa pensi la nuova generazione. 

Giacinto Zappacosta

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mercoledì 15 febbraio 2017

PD, PARTITO POLITICO O COMITATO ELETTORALE? EVOLUZIONE ALL’AMERICANA?



Eppure hanno vinto le ultime consultazioni a livello comunale. 
Il Pd, a Vasto, semplicemente non esiste, tanto che le ragnatele, nella locale sezione, si moltiplicano nell’aria stagnante protetta da finestre che nessuno si preoccupa di aprire. 
Un partito, commissariato, ma solo sulla carta, dato che Zappalorto (brutto nome: sembra Zappacosta), Rapino e Paolucci non si vedono in Città, un partito che non è un partito amministra le sorti di 42mila abitanti. 
Qualcuno potrebbe farmi notare che in riva all’Adriatico il Pd si sia evoluto all’americana, cioè in un comitato elettorale che si attiva esclusivamente per le votazioni, ma il paragone sarebbe troppo impegnativo. Figuriamoci. 
Intanto, soltanto otto mesi fa, quando già la crisi interna era profonda, ha vinto, mostrando una capacità organizzativa e di coagulo notevole. 
Non resta che prenderne atto, così come dell’esistenza di un comitato, non elettorale, ma di altro tipo, una tipologia meno nobile, possiamo dire, in grado di far convergere consensi su un giovanotto in svantaggio al primo turno.

Giacinto Zappacosta

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STORIE DI INNAMORAMENTI, DIFFERENZA TRA PROSA E POESIA E TANTO ALTRO ANCORA


Era una bella donna. Penso lo sia ancora. A pensarci, e me ne rendo conto solo ora, mi comportai con lei alla stessa stregua di Siddharta, almeno così come narrato da Hesse: mirai dritto al seno, bello, invitante, non ostentato, ma ammirabile. La signora ne fu estasiata e non lo nascose. La differenza, non proprio trascurabile, tra me e il Buddha, attiene però all’età, nel caso mio abbastanza tarda, quando, già maturo da un pezzo, ebbi la ventura di imbattermi in colei che sola mi pareva donna. Mi scoprii capace di amare ancora, di condividere sentimenti, passioni e interessi. In principio fu così, e la passione ci travolse nei fugaci incontri, nelle lunghe chiacchierate, nei discorsi impegnati, nelle invettive contro la meschinità del mondo, nella bellezza di quel manto di neve che guardammo a lungo in una fredda notte. Eppure, qualcosa subito stonò nell'animo mio, che pure traboccava di un intenso moto d’amore, ricambiato, debbo dire. Sperimentai, senza volermi paragonare, ci mancherebbe, quello che occorse al Sommo Poeta, allorquando, ebbro di sentimenti, diede il meglio di sé in termini culturali. Nel mio piccolo, anch’io poetai, vergando frasi che leggevo alla gentile dama, che sembrava apprezzare. Ecco, stava prendendo corpo un gabinetto culturale, si stava concretizzando un vivace scambio di idee, in pieno godimento estetico. L’ho sempre detto: una donna va amata nella sua interezza, cominciando dalla testa, al cui interno è il vero discrimine, il quid che fa scattare l’innamoramento. Almeno così pensavo, così speravo, così mi illudevo. Qualcuno parlò del ‘mondo come volontà e rappresentazione’, elegante ed efficace perifrasi ad indicare, molto più prosaicamente, la triste situazione di chi se la suona e se la canta, di chi si costruisce un’idea che esiste solo nella sua capoccia. Me ne resi conto sulla base degli scivoloni linguistici della mia dolce amica, in quello stillicidio di errori che, se non altro, ebbero il merito di riportarmi alla realtà. A quel punto, che fare? Far finta di niente? Limitare gli incontri all’eros, escludendo il godimento estetico? Ormai, l’atmosfera, prima esaltante, bella, entusiasmante, era rovinata per sempre. Rimangono quelle poesie vergate currenti calamo. Si vede che l’infatuazione produce versi, mentre, è ormai evidente, la prosa alligna nella tranquillità di un animo sereno.


Giacinto Zappacosta   

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martedì 14 febbraio 2017

L’ONOREFICENZA NEGATA DALLA GERMANIA. UN ANTIFASCISMO DA QUATTRO SOLDI. LA LEZIONE DI MACHIAVELLI



I tedeschi non amano leggere Machiavelli. Se lo avessero fatto, avrebbero evitato di incorrere in un diniego che sa tanto di provincialismo ottuso, di antifascismo di pessima fattura, senza anima.
È noto l’antefatto. Due poliziotti italiani, durante una brillante azione, alle porte di Milano, uccidono un pericoloso terrorista ricercato dalle autorità germaniche. Incautamente, il ministero dell’Interno italiano, adiuvante un ebbro Minniti fresco di nomina, rende pubblici i nomi dei due servitori dello Stato. Per comprensibili ragioni, sarebbe stato meglio non arrivare a tanto, ma, comunque, non è questo il punto.
I tedeschi, dopo essersi complimentati, scoprono che i due agenti della polizia italiana, così dicono, hanno simpatia per il Ventennio. Conclusione: non meritano la teutonica onorificenza dapprima prospettata. Viene da pensare e da chiedersi cosa sarebbe accaduto se i due, per ipotesi, avessero una certa ammirazione ad esempio per Pol Pot, il cane rosso, uno dei più grandi criminali che l’umanità abbia conosciuto. Nessuno avrebbe battuto ciglio, nemmeno i tedeschi, che quindi avrebbero appuntato la medaglia sul bavero dei nostri poliziotti. Minniti avrebbe gioito e avrebbe rivendicato a sé una larga fetta del merito.
Soccorre, per l’appunto, il grande Machiavelli: “le repubbliche bene ordinate costituiscono premi e pene a’ loro cittadini, né compensono mai l’uno con l’altro” (Discorsi, libro I, par. XXIV). Premi e punizioni, dunque, per i cittadini, regola che si estende, come ovvio, anche allo straniero. L’argomentare del segretario della seconda cancelleria fiorentina, può constatare chi abbia voglia di sincerarsene, è lineare. Con la particolarità, tipica del Machiavelli, di uno studioso che sa guardare oltre il banale, il fatto scontato, che cioè il premio e la punizione, in capo ad un medesimo individuo, non si compensano. Potendo accadere, come esplicitato nei Discorsi, che un cittadino riceva un elogio, un pubblico riconoscimento, essendo già destinatario di una pena, o viceversa. Nel caso specifico, ammesso e non concesso che avere simpatie mussoliniane equivalga ad un delitto, i rigidi tedeschi, abbacinati da una propaganda che si sono costruiti a loro uso e consumo, avrebbero potuto e dovuto dare un segno della loro gratitudine. La limitatezza mentale alberga anche da quelle parti.

Giacinto Zappacosta


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‘Giorno del Ricordo’, solenne celebrazione stamani a Vasto con autorità, associazioni e scuole


Si è rinnovato l’appuntamento del “Comitato 10 Febbraio” con i patrocini di Comune e Provincia

VASTO. Si è svolta stamattina, al Monumento ai Caduti in Piazza Caprioli a Vasto, la celebrazione per ricordare i martiri delle foibe e l’esodo istriano, fiumano e dalmata, del secondo dopoguerra. Alla iniziativa, organizzata dal “Comitato 10 Febbraio” presieduto in provincia da Marco di Michele Marisi, con i patrocini del Comune di Vasto, della Provincia di Chieti e dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, hanno preso parte il Sindaco di Vasto, le autorità civili e militari, e le associazioni combattentistiche e d’arma; gli alunni delle scuole della città, i parenti degli infoibati e i cittadini che hanno risposto all’invito.

Dopo la deposizione della corona d’alloro, è stato di Michele Marisi a ricordare quel dramma tutto italiano, e poi il Sindaco di Vasto, Francesco Menna. Commossa e commovente la testimonianza dell’esule istriana Magda Rover.

“Abbiamo rinnovato, come ogni anno d’altronde, questo importante appuntamento, coinvolgendo soprattutto le scuole, dalle quali bisogna partire per raccontare quel doloroso pezzo di storia italiana del secondo dopoguerra, che racconta di figli d’Italia gettati nelle foibe o costretti ad abbandonare la propria terra per sfuggire alla follia dei partigiani di Tito e di quelli italiani” ha detto Marco di Michele Marisi, Responsabile provinciale del ‘Comitato 10 Febbraio’, che ha spiegato come  sia necessario, appunto, “cominciare dai luoghi di istruzione, nei quali fino a qualche anno fa non si parlava di quella dolorosa pagina nostrana, peraltro mancante anche nei libri di storia. Un silenzio pure tra le Istituzioni, per troppo tempo, voluto e colpevole, che non ha reso giustizia, la giustizia che si fa col ricordo, ai nostri connazionali che hanno perso la vita per quel folle progetto di ‘jugoslavizzazione’ delle terre italiane”.

Alle 18:00, invece, la Santa Messa nella Cattedrale di San Giuseppe.

Ha collaborato alla organizzazione di queste due iniziative, ‘Giovani In Movimento’. Le manifestazioni sono state realizzate senza alcun contributo economico pubblico.

LA VANITA’ DEI VIVI E IL SILENZIO DEI MORTI


Un piccolo lembo di cimitero, quasi nascosto
Che stupida vanità è il mondo dei vivi! Per puro caso, ho scoperto che nel cimitero di Vasto c’è una piccola area riservata alla sepoltura di bambini nella nuda terra. Non ci sono quindi loculi, cappelle, e nemmeno pietre tombali, ma solo croci su un piccolo tumulo di terra, piccolo come la bara sottostante. Si tratta di neonati, al massimo di bambini vissuti qualche mese. C’è anche la tomba di due gemellini. Accanto alla Croce, che non manca mai, in qualche caso ci sono oggetti appartenuti ai piccoli defunti, o comunque riconducibili al mondo infantile: una girandola, dei peluche, e cose simili. Queste piccole anime innocenti ci hanno preceduto nel viaggio che faremo tutti. Così mi piacerebbe essere sepolto: come terra fra la terra, in attesa della resurrezione. A tutti i superbi (anch’io faccio parte del gruppo?) consiglio una visita in quel lembo di camposanto.


Giacinto Zappacosta

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lunedì 13 febbraio 2017

L’ORCHESTRA SINFONICA ABRUZZESE SU RAI 5



Giovedì 16 febbraio alle 22.40 circa il canale culturale della RAI trasmetterà il concerto “Omaggio a Busoni” tenuto dall’Osa lo scorso maggio all’Aquila

L’Aquila 13 Febbraio 2017 - L’Orchestra Sinfonica Abruzzese giovedì 16 febbraio 2017sarà protagonista del palinsesto culturale della Rai. Alle 22:40 circa, su Rai 5 – canale di riferimento per la cultura e l’arte del bouquet Rai – verrà trasmesso il video dello straordinario concerto “Omaggio a Busoni”che l’OSA ha realizzato il 5 maggio 2016 all’Aquila presso l’Auditorium “Gen. S. Florio” della Guardia di Finanza.
Sul podio il brillante M° Sesto Quatrini, direttore ospite principale dell’ISA. Pianista solista il musicista, abruzzese di nascita ma di casa sui più prestigiosi palcoscenici del mondo, Carlo Grante. Riprese audiovideo, regia e montaggio Michael Croitoru Weissmann per Ella Studio Wien.

Il programma del concerto “Omaggio a Busoni” - composto dal direttore artistico dell’ISA, Luisa Prayer, all’interno di un progetto generale di rinnovamento dei repertori dell’orchestra - è stato dedicato al 150° anniversario della nascita di Ferruccio Busoni (1866-1924), compositore italiano ed europeo tra i maggiori e più originali del Novecento, di cui Grante è interprete tra i più accreditati a livello internazionale e include due rarità busoniane: la Fantasia Indiana op. 44 per pianoforte e orchestra, brano di grande impatto virtuosistico, intessuto di riferimenti alla musica degli Indiani d’America, e la Lustspiel Ouverture per orchestra, giovanile e brillantissimo omaggio di Busoni a Mozart.

Grandi la soddisfazione e l’orgoglio dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese per la messa in onda di questo concerto che raccolse, lo scorso maggio, un vastissimo pubblico che molto apprezzò l’originalità del programma e la qualità dell’esecuzione. Evidentemente d’accordo la Direzione di Rai Cultura che ha inserito il video nel palinsesto della rete culturale della Rai.
L’Orchestra Sinfonica Abruzzese, una delle 12 Istituzioni Concertistico Orchestrali riconosciute dallo Stato, conferma così il suo ruolo di grande interprete dell’eccellenza culturale regionale sul panorama artistico nazionale, protagonista da sempre di appuntamenti di prestigio e rilievo. Solo nell’ultimo anno si ricordano fra gli altri, il Festival Materadio di Radio Rai 3, il Festival della Partecipazione, la produzione “Concerto per Amleto” all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

I protagonisti Carlo Grante è pianista di altissimo profilo artistico, per il rilievo internazionale della sua attività concertistica, che lo ha visto ospite di grandi sale come il Lincoln Center di New York, Barbican e Wigmore Hall di Londra, Philarmonie di Berlino, S. Cecilia di Roma, Musikverein  e Konzerthaus di Vienna, e di stagioni concertistiche in tutti i continenti. Formatosi in Italia e negli Stati Uniti, specializzato nell’esecuzione di partiture particolarmente impegnative dal punto di vista strumentale e interpretativo, virtuoso del pianoforte e fine ricercatore e musicologo, ha un repertorio vastissimo e originale. Ha al suo attivo una attività discografica di oltre 50 titoli, tra cui l’incisione live del Concerto di Busoni a Vienna (direttore Fabio Luisi, Orchestra dei Wiener Symphoniker), concerti di Mozart (direttore B. Sieberer, Orchestra dell’Accademia di S. Cecilia), opere di Roman Vlad e Finnissy a lui dedicate, e il progetto dell’integrale delle oltre 600 Sonate di Scarlatti (unica integrale pianistica mai realizzata).
La direzione dell’orchestra è stata affidata a Sesto Quatrini, il Direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese. Brillante bacchetta, è stato assistente di Fabio Luisi al Festival lirico Valle d’Itria, secondo direttore al Metropolitan Opera di New York lavorando con star della lirica come Jonas Kauffmann, Sondra Radvanovsky, Matthew Polenzani e Elina Garanca. Prossimi impegni lo vedranno sul palco delTeatro Bolshoi di Mosca alla testa della National Philharmonic Orchestra of Russia; a Vilnius con il Teatro dell'Opera Nazionale Lituano, a Parigi, e ancora al Festival della Valle d'Itria e a Perpignan.

TRIBUNALI: LETTERA APERTA DI TONIA PAOLUCCI E FRANCESCO PROSPERO AI SINDACI DI LANCIANO E VASTO


Istituzione di una Commissione di Studio - con la partecipazione del Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, il Sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, i parlamentari e i consiglieri regionali del territorio, i Presidenti degli Ordini degli Avvocati di Vasto e di Lanciano - per elaborare una proposta, da inviare al Governo e al Parlamento Nazionale,  sull'accorpamento dei Tribunali di Lanciano e Vasto.

E' la proposta congiunta - contenuta in una lettera aperta inviata ai Sindaci di Lanciano, Mario Pupillo, e di Vasto, Francesco Menna - avanzata dal capogruppo di Libertà in Azione al Comune di Lanciano, Tonia Paolucci, e dal capogruppo di "Progetto per Vasto" Francesco Prospero.

"Troppo spesso, negli ultimi anni, abbiamo assistito, inermi, ai continui 'saccheggi' di servizi, fondi, sedi di enti e presidi sanitari, in favore delle Città capoluogo di provincia - scrivono la Paolucci e Prospero - che, in controtendenza a quanto accade da noi, incrementano i servizi sul loro territorio con un netto miglioramento della qualità della vita dei loro residenti. I comprensori del Vastese e della Frentania, che rappresentano insieme un vasto territorio con circa 200mila abitanti, non possono più essere penalizzati e devono essere tenuti nella giusta considerazione dalla politica regionale e nazionale. Pertanto, per invertire la tendenza,  è necessario fare squadra, dare peso ai nostri territori e condurre delle battaglie comuni per il miglioramento e la tutela dei servizi dei nostri comprensori".

Saca Spa e Parco Nazionale della Majella uniti per l’ambiente



Sottoscritta una convenzione per l’adeguamento dell’impianto di depurazione di Pescocostanzo con metodi di ingegneria naturalistica


Saca Spa e Parco Nazionale della Majella uniti per l’ambiente. I due enti, infatti, hanno sottoscritto una convenzione, che svilupperà una importante collaborazione, per l’adeguamento dell’impianto di depurazione delle acque reflue di Pescocostanzo anche attraverso la realizzazione di un trattamento di fitodepurazione
Il progetto di adeguamento dimensionale, funzionale e tecnologico dell’impianto (redatto dagli uffici della Saca), tiene conto dell’importanza di preservare la zona in cui lo stesso sorge, Quarto Grande, situata in zona B del Parco Majella, all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria (Sic) e in Zona di Protezione Speciale (Zps).
Si tratta di un’area caratterizzata dalla presenza di specie rare di flora e da una conformazione carsica naturalmente predisposta all’assorbimento di eventuali inquinanti i quali, a valle, rischierebbero di contaminare il fiume Vera.
Per evitare qualsiasi danno, quindi, nel nuovo impianto verranno insediate specie selvatiche di piante depurative (tifa, iris, coltellaccio, salici), in grado di ossigenare e purificare l’acqua e trattare, quindi, naturalmente, le acque reflue. E’ questo il campo sul quale si muoverà il personale del Parco fornendo circa 8mila piante autoctone, scelte all’interno dei suoi giardini botanici, con il sostegno nella fase di piantumazione e supportando la sua valorizzazione per finalità accessorie.
Tra queste risaltano quelle legate alla formazione di uno stagno biologico di forte richiamo per l’avifauna, punto di partenza per un percorso naturalistico-didattico, di avvistamento uccelli e visite guidate.
“La Saca spa-dichiara l’amministratore Luigi Di Loreto- è, oggi più che mai, impegnata in prima linea sul campo della tutela ambientale attraverso l’utilizzo di tecnologie di depurazione naturale. La progettazione è stata condivisa sin dall’inizio con gli Enti a presidio del territorio, soprattutto con il Parco Majella con il quale si è iniziato un percorso virtuoso che vuole diventare, nel tempo, sempre più organico e strutturato”.
“Le sinergie messe in atto tra Enti che pure operano in campi diversi- dichiara a proposito Franco Iezzi, presidente del Parco Majella- possono condurre a risultati considerevoli, segno che la collaborazione resta sempre un ingrediente imprescindibile a beneficio dell’intera comunità e, in questo caso, della natura”.

GAMBE DIVARICATE PER SEMPLICE SFIZIO


Ha ragione Pansa, nella sua risposta burbera e sbrigativa, in ogni caso, per me, fin troppo cortese. 'Non lo so e non me ne frega niente'. Qualcuno, incautamente, gli aveva chiesto un'opinione sulle cosiddette unioni civili, che saranno unioni, ma sicuramente non sono civili. Se le persone sono di sesso opposto, non capisco per quale cavolo di motivo non possano andare dinanzi ad uno con la fascia tricolore a tracolla per mettere un paio di firme a testa, avendo tra l'altro tutte le guarentigie del caso, divorzio, ormai breve, compreso. Se sono dello stesso sesso, si rassegnino: non c'è spazio per carnevalate. Ma, ci spiegano con viva, falsa, preoccupazione, che i bambini figli di non si sa chi, per loro disgrazia conviventi in una famiglia che tale non è, rischiavano, in assenza di un intervento legislativo, di varcare la porta degli orfanotrofi. Il che presupporrebbe, da parte dei servizi sociali e dei giudici minorili, un'attenzione paricolare. Tutta propaganda. Chi si azzarda ad ordinare l'allontanamento di un bambino da una coppia di omosessuali? Figuriamoci, col clima in atto nessuno oserebbe. Eppure insistono. L'utero, intanto, gambe divaricate, aspetta. Non per godimento, da una parte e dall'altra, sia pure dietro compenso, ma per semplice sfizio, un modo come un altro per poter dire 'ho fatto come Elton John'.

Giacinto Zappacosta


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domenica 12 febbraio 2017

“Hai parlato come Fomà Fomíč”



Non amava le persone grasse. Disponibile e affabile con tutti, andava in bestia al solo pensiero che potesse esistere una persona in sovrappeso. L’addetta alle relazioni esterne era fatta così. Ma Mosè, benché filiforme, ne ebbe piene le tasche. “Hai parlato come Fomà Fomíč” le urlò in faccia con adeguato livore. “Come chi?” chiese l’addetta. “Come Fomà Fomíč” scandì Mosè. “Ah, come Fomà Fomíč - fece eco l’addetta – ma chi cavolo è questo Fomà Fomíč?”. “E’ un personaggio citato in un romanzo, Candido per la precisione”. L’addetta se ne andò, imprecando ad ogni passo “Fomà Fomíč,  Fomà Fomíč”. Arrivata in ufficio, prese carta e penna: appuntò quel nome così strano e così complicato. Certo, omise l’apocope, aggiunse, a piacer suo, un’ h finale al cognome, fu incerta su qualche accento, ma il primo passo era compiuto. Bisognava ora organizzarsi, passare alla controffensiva culturale, pianificare la spedizione punitiva in tempo di pace, creare alleanze, anche tra i nemici, se necessario, ripristinare l’onore vilipeso, calpestato coram populo. Sì, perché quel nome, quel cavolo di  Fomà Fomíč, era stato proferito davanti alle persone che contano, di fronte al capo, che tutto vede, tutto osserva e tutto considera. Ma, intanto, a chi rimanda quel Fomà Fomíč? Era un personaggio dell’antichità? O forse un politico vivente? Ecco, conoscere e approfondire la persona,  questa è la prossima mossa. Ma a chi chiedere, dove diavolo andare a scovare quel nome ? E poi quell’altro, quel  Candido, più che il nome di un romanzo sembra la marca di un detersivo. Ma certo, è d’uopo procurarsi il libro, ammesso che esista, perché Mosè potrebbe anche aver detto tanto per dire. O potrebbe anche aver sbagliato. Spolparsi un intero volume  alla ricerca di un nome, magari citato alla fine e una sola volta ? Non era proprio il caso. Leggere è faticoso di per sé, figuriamoci leggere e ricercare insieme. Che fare? Le sovvenne di un ragazzotto da poco laureatosi in lettere. Detto fatto. Il giovanotto si prestò volentieri: si procurò il romanzo, non si sa per quali canali, e lo lesse tutto d’un fiato. L’addetta fu raggiante quando si sentì dire che quel nome, quel Fomà Fomíč, proprio non c’era. Si fece avanti giuliva e sputò il rospo. Mosè capì subito: “c’è il Candido di Voltaire, ma anche il Candido di Sciascia, Leonardo Sciascia”. 

Giacinto Zappacosta

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Emergenza sisma e ricostruzione. L'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Teramo scrive ai propri iscritti: attenzione al rispetto della deontologia professionale e delle norme di legge


L'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Teramo torna a farsi 
sentire in tema di emergenza sisma e ricostruzione, e lo fa con una nota 
indirizzata ai suoi iscritti per ricordare loro il rispetto delle norme 
deontologiche e di legge e per invitarli a vigilare su eventuali 
anomalie negli affidamenti degli incarichi.

Nella nota l'Ordine invita i colleghi ad evitare comportamenti che 
possano creare equivoci nella committenza, attenendosi strettamente alle 
norme deontologiche e di legge, in particolare per quanto riguarda la 
pubblicità delle proprie prestazioni, la costituzione in società e/o 
associazioni temporanee di professionisti, il rispetto delle norme in 
materia di ricostruzione e delle relative ordinanze, in particola modo 
per quanto riguarda l’iscrizione all’elenco speciale, la regolarità 
contributiva e la concentrazione di incarichi, segnalando, nel contempo, 
eventuali comportamenti non conformi alla deontologia e alle norme di 
legge riscontrati da parte di colleghi, anche iscritti ad altri Ordini e 
Collegi professionali.

Il Consiglio dell'Ordine invita, inoltre, i singoli cittadini, a 
segnalare a questo Ordine ogni comportamento ritenuto illegittimo o 
sospetto, posto in essere da parte di professionisti tecnici che si 
propongano quali incaricati per attività inerenti la rilevazione dei 
danni subiti dal sisma e la successiva ricostruzione.

"Un doveroso e necessario segno di trasparenza - dichiara il presidente 
Arch. Giustino Vallese - in un momento nel quale, con le pressioni 
dovute all'emergenza, spesso emergono comportamenti sul filo della 
legalità e dell'opportunità, che non contribuiscono certo a tutelare il 
ruolo dei tecnici e gli interessi dei cittadini".

Nel frattempo l'Ordine sta portando avanti verifiche su alcuni atti che 
comuni ed enti della Provincia hanno stipulato con singolo 
professionisti e altre realtà professionali, onde accertarne la 
legittimità e la correttezza.