La mancata percezione del gesto “censorio”, la consapevolezza (erronea) di avere il monopolio dell’informazione
Su Semidiceviprima l’amico Giovanni Spinelli ha portato all’attenzione di noi cittadini-lettori (ma anche elettori) una storia molto interessante di piccola “censura”. Quiquotidiano, così si lamenta una lettrice, non ha pubblicato una accorata richiesta di rettifica. Il motivo, francamente, mi sfugge. Ma il problema non è questo: quello che rileva è l’atteggiamento provincialotto, alla paesana, immaturo, di chi decide a tavolino di cassare, di non dare spazio ad esseri pensanti che, comunque, hanno qualcosa da dire. 
Fatto isolato? Non direi. È capitato anche a me. Ho inviato a Qui, per due volte, il 25 e 26 giugno di quest’anno (la mia casella di posta elettronica è a disposizione di chi volesse verificare), una critica (legittima, credo) ad un “pezzo” pubblicato dallo stesso quotidiano. Risultato: il mio intervento ha trovato comoda ed idonea allocazione nel cestino. O forse il messaggio è stato cancellato senza nemmeno transitare per il cestino, cosa tecnicamente possibile, come sanno tutti quelli che hanno un minimo di dimestichezza col computer. Motivo della scelta redazionale? Vale quanto detto sopra, con una piccola aggiunta: bisognerebbe capire che la proliferazione di blog, siti e testate rende accessibile al cittadino il megafono mediatico. Tanto vale pubblicare quello che ti arriva, piuttosto che vederlo pubblicato altrove.
Per la cronaca, non per la storia, riporto la mia lettera gentilmente “censurata” da Qui.
Con preghiera di pubblicazione
Caro Tagliente,
noto che il Tuo giornale, un po’ distratto per quanto attiene l’ortografia (il “sì” di Pomigliano va scritto con l’accento, che cavolo), è invece molto preciso nel dare risalto agli interventi dei lettori che si dichiarano d’accordo con Te. L’argomento, spinoso, è quello delle recinzioni a pro degli stabilimenti balneari. Ha cominciato il signor o la signora P.R., seguito a stretto giro da un anonimo (potevi inserire la dicitura “lettera firmata”, che cavolo di Bruxelles). Devo dirTi: mi è venuta la tentazione di fare una passeggiata di prima mattina là, dove il Sinello si getta nel mare, per fare quattro chiacchiere col signor o signora P R.

Comunque, per farla breve, vorrei farti qualche domanda. 1) Non Ti sembra, sull’argomento specifico, di esserTi mosso in splendida solitudine, mentre avresti dovuto coinvolgere perlomeno i consiglieri comunali del Pdl? 2) Non credi di aver dato l’impressione, magari al di là dei Tuoi intendimenti, di esserTi mosso a favore di poche persone? 3) Non Ti sembra di continuare a sbagliare, in continuità con la Tua sciagurata adesione a Rialzati Abruzzo, dopo che eri stato eletto dal comodo posizionamento nel listino? 4) Non Ti sembra, anche in questo caso, che avresti dovuto consultare i Tuoi?

Un’ultima cosa, sempre a proposito di Pomigliano. Come fai a pubblicare, su un giornale che esce alle 7 di mattina, “nonostante echeggi ancor oggi su L’Unità ed Il Manifesto la parola ricatto …”? Il problema è l’ “oggi”. Ti saluto.
Giacinto Zappacosta
Su Semidiceviprima l’amico Giovanni Spinelli ha portato all’attenzione di noi cittadini-lettori (ma anche elettori) una storia molto interessante di piccola “censura”. Quiquotidiano, così si lamenta una lettrice, non ha pubblicato una accorata richiesta di rettifica. Il motivo, francamente, mi sfugge. Ma il problema non è questo: quello che rileva è l’atteggiamento provincialotto, alla paesana, immaturo, di chi decide a tavolino di cassare, di non dare spazio ad esseri pensanti che, comunque, hanno qualcosa da dire. 
Fatto isolato? Non direi. È capitato anche a me. Ho inviato a Qui, per due volte, il 25 e 26 giugno di quest’anno (la mia casella di posta elettronica è a disposizione di chi volesse verificare), una critica (legittima, credo) ad un “pezzo” pubblicato dallo stesso quotidiano. Risultato: il mio intervento ha trovato comoda ed idonea allocazione nel cestino. O forse il messaggio è stato cancellato senza nemmeno transitare per il cestino, cosa tecnicamente possibile, come sanno tutti quelli che hanno un minimo di dimestichezza col computer. Motivo della scelta redazionale? Vale quanto detto sopra, con una piccola aggiunta: bisognerebbe capire che la proliferazione di blog, siti e testate rende accessibile al cittadino il megafono mediatico. Tanto vale pubblicare quello che ti arriva, piuttosto che vederlo pubblicato altrove.

Per la cronaca, non per la storia, riporto la mia lettera gentilmente “censurata” da Qui.
Con preghiera di pubblicazione
Caro Tagliente,noto che il Tuo giornale, un po’ distratto per quanto attiene l’ortografia (il “sì” di Pomigliano va scritto con l’accento, che cavolo), è invece molto preciso nel dare risalto agli interventi dei lettori che si dichiarano d’accordo con Te. L’argomento, spinoso, è quello delle recinzioni a pro degli stabilimenti balneari. Ha cominciato il signor o la signora P.R., seguito a stretto giro da un anonimo (potevi inserire la dicitura “lettera firmata”, che cavolo di Bruxelles). Devo dirTi: mi è venuta la tentazione di fare una passeggiata di prima mattina là, dove il Sinello si getta nel mare, per fare quattro chiacchiere col signor o signora P R.

Comunque, per farla breve, vorrei farti qualche domanda. 1) Non Ti sembra, sull’argomento specifico, di esserTi mosso in splendida solitudine, mentre avresti dovuto coinvolgere perlomeno i consiglieri comunali del Pdl? 2) Non credi di aver dato l’impressione, magari al di là dei Tuoi intendimenti, di esserTi mosso a favore di poche persone? 3) Non Ti sembra di continuare a sbagliare, in continuità con la Tua sciagurata adesione a Rialzati Abruzzo, dopo che eri stato eletto dal comodo posizionamento nel listino? 4) Non Ti sembra, anche in questo caso, che avresti dovuto consultare i Tuoi?

Un’ultima cosa, sempre a proposito di Pomigliano. Come fai a pubblicare, su un giornale che esce alle 7 di mattina, “nonostante echeggi ancor oggi su L’Unità ed Il Manifesto la parola ricatto …”? Il problema è l’ “oggi”. Ti saluto.
Giacinto Zappacosta
Non capisco perchè ora questo accanimento verso Tagliente...
RispondiEliminaNon è mica l'unico? E poi non fa niente altro che ciò che si è sempre fatto: dare importanza a chi è già importante!
Indipendentemente da quale credo (politico) si professa...
E' una cosa comune e di uso, specialmente a Vasto ma non solo...
Lo vedi nei locali... magari uno va tutte le mattine a depositare i suoi 0,70 centesimi in cambio di un caffè sperando ogni giorno che sia decente... poi un giorno, ti vedi entrare il tipino importante... solo per quel giorno o due, e ti vedi il gestore esultare per chissà quanto tempo perchè nel suo locale è entrato tizio... Come se tutti quelli che giornalmente vanno a buttarci i loro soldi facendo in modo che il locale esista ancora non contano una mazza, (anche in alcuni blog è così)e se ci si lamenta, ti hai pure un bel: ci sono tanti locali, se non ti piace il mio... puoi andare altrove!
La stessa cosa succede su alcuni blog, su alcuni siti e tutto il resto... !
Ricordo uno dei primi giorni di Tagliente Sindaco... Io andai insieme al mio adesso marito a fare la fila per parlare con il Sindaco e continuare un discorso iniziato con Prospero (inerente ad un locale dove poter aprire un club scacchistico) era il 1992 0 '93, non ricordo bene... Tutti in fila ed ad un certo punto uno della fila si urta in quanto non riusciva ad avere la precedenza... sono un avvocato diceva e devo dare comunicazioni importanti... Ecco che uscì Tagliente e disse: Si calmi, qui ogni persona è per qualcosa di importante, altrimenti non starebbe qui...
Inutile dire che colpì tutti i presenti... (forse ognuno credeva che era finito il tempo delle preferenze... Ma Vasto è Vasto, se non ti adegui... puoi sempre andare da un'altra parte!)
Per il circolo scacchistico... Ci disse che c'era una stanza, ma era un piccolo magazzino al palasport... Per noi era un sogno, l'importante era cominciare... Ma quando andammo a vedere questa stanza, uno del palasport ci dicce: io sono qui da prima di voi, ed anche io chiesi un locale, se non c'è per me, non vedo perchè deve esserci per voi!
Ma lui non voleva lo sgabuzzino, voleva di più... Ma il pensiero dello sgabuzzino per noi... non lo mandava giu! Quindi... ecco che si mettono in moto le resistenze... E tutto torno allo stato di prima!
Bisogna adeguarsi!
Buogirno Maria. Ti leggo sempre con piacere. Perché ce l'ho con Tagliente? La sua presenza impedisce al centro-destra di crescere e di presentarsi come alternativa al centro-sinistra. Un male per tutta la Città. Buon S. Michele.
RispondiEliminaAspetta... ho sbagliato...buongiorno!
RispondiEliminaPerchè hai sbagliato?
RispondiEliminaIo non ti ho aggredito, ho espresso solo un parere ed una domanda...
Vedo molti che prendono un capro espiatorio, per poi fare lo stesso, quasi, ma solo per esprimere altri concetti che si ritengono più importanti...
Non credo che sia più tanto un discorso di centri, ma di modo di fare politica...
La stessa di sempre... almeno in questi anni, i miei anni che la conosco, senza fare "paragoni storici" del passato... Il modo di fare politica che vedo e che ho visto, è sempre nel presente, anche se poi si è passati alla seconda Repubblica... (è solo la mia opinione, opinabile da ogni parte, ma non per il mio vissuto, dove avverto le cose con i miei sensi e dove pago per le mie mancanze e per i miei errori nel non aver saputo affrontare le cose "politicamente parlando" per il verso giusto)
Buona giornata anche a te e buona festa Padronale
Calmi tutti. Ricominciamo da principio. Sono intervenuto la seconda volta per dire semplicemente che avevo sbagliato a scrivere "buongiorno". Tutto qui. Quanto al resto: perché questo accanimento ora, mi chiedi. Perché sono tornato in questa città, dove non volevo tornare, e comincio ora ad incavolarmi. Ma il breve periodo di permanenza mi è stato sufficiente per vedere le porcate, lo schifo e tanta, tanta ignoranza. E poi, per dirla tutta, io ho fatto la mia piccola campagna elettorale a favore di Tagliente, alle ultime regionali. Senza avvisare nessuno, Tagliente ha cambiato casacca. Non è una presa in giro? Io, perlomeno, mi sento preso in giro. Ciao.
RispondiEliminaUffiiiiiiii
RispondiEliminaScusami, e che ultimamente, mi sento come se volessero azzittirmi tutti...
E' un mio problema.. Io personalmente, non so nemmeno da quanti anni vivi a Vasto.. se sei nato a Vasto ecc. So come ti chiami solo dal blog e da altri commenti letti su altro sito!
Se volevo accanirmi verso te, ti avrei aggredito appunto... e che credevo che tu mi avessi aggredita...
Sta diventando una mia "forma mentis" ti chiedo scusa!
Se posso oggi vengo a Vasto, farò una passeggiata e magari ti penserò, nella speranza che tu possa scusarmi...
Ciao, e scusa...
P.S. Non mi permetterei mai di rivolgerti una simile domanda... Non è da me, credimi.. A meno che non voglia prenderti in giro... in tal caso ti porrei ogni tipo di domanda, ma solo per divertirsi un po' ...
Stavo cominciando ad innervosirmi anche io per il commento mal compreso...
Ti dedico questo pezzo a me molto caro...
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=BxQJszghXpo&feature=related
Da parte mia, Maria, con i miei omaggi.
RispondiEliminahttp://dailymotion.virgilio.it/video/xa91rh_inno-nazionale-regno-delle-due-sici_news
Stupendo, non lo conoscevo, grazie!
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