Meglio la carbonella…anzi no!
Da alcuni giorni mi assale un atroce dubbio. Ho comprato una stufa pellet, vuoi vedere che ho fatto un danno a me, ai miei familiari, ai miei vicini, alla città, all’umanità intera? Il dubbio mi è venuto documentandomi sulle fonti energetiche a biomassa, di cui si parla (in verità non molto) a Vasto, in questi giorni. Mi chiedo: le pellet di che materiale sono fatte? Da dove arrivano? Inquinano? Potrebbero essere fatte con legni impregnati di qualche sostanza nociva, potrebbero provenire da luoghi come Cernobyl, potrebbero essere trasportati con mezzi che, a loro volta, inquinano molto. Insomma quelle “palline” che hanno un aspetto così innocuo, quelle “palline” che sembrano utili anche per “riciclare” materiale di scarto che altrimenti dovrebbe essere smaltito in altra maniera, sì! proprio quelle palline, potrebbero essere nocive.
Pensare che io accendo poco la stufa. E coloro invece che ne fanno largo uso? Vuoi vedere che mi faranno ammalare? Non devo più aprire le finestre in inverno.
Io volevo costruirmi un caminetto. Ho un piccolo uliveto con una trentina di alberi. Magari un albero ogni anno, per trenta anni sarei tranquillo. Mi dispiace però. Se solo mio nonno e mio padre si accorgessero di questo mio pensiero, dall’altro mondo mi verrebbero a “tirare i piedi” nel letto. E poi sono attaccato alla tradizione, non li taglierei mai.. E chissà, sono legni inquinati dai prodotti chimici che i vicini usano per trattare le loro piante. Quindi anche le mie, bruciando, potrebbero emanare sostanze tossiche.
Il caminetto no, le pellet no, forse dobbiamo ancora utilizzare il metano. E se per qualche motivo questo non dovesse arrivare? Magari un fornitore decide di non fornire? “Il metano ti dà una mano” ma non è detto per sempre. Le bomble? No! E se esplodono? E se il tubo è fallato e si produce una perdita? No! Non ci penso nemmeno.
Ok! ho deciso: una bella stufa elettrica o un condizionatore, magari “inverter” così d’estate lo uso per stare al fresco. E sì! mi metto anche dei bei pannelli solari sul tetto, così risparmio sulla bolletta “della luce”. (Mica posso svenarmi per pagare il consumo per il riscaldamento!?) … Accipicchia però! E se dovesse piovere o addirittura nevicare? “No sole, no riscaldamento!” Mi ha detto una volta un cameriere in Croazia. E quindi? … Rimangono le pale eoliche. Ma immaginate due pale che girano sul tetto di casa? E se poi anche i vicini hanno la stessa idea? Poi mi hanno detto che oltre al problema estetico ed al rumore, le pale creano problemi relativi all’impollinazione.
Per la miseria! Un gran “dilemma”. Io col carbone le mani non me le sporco, il cherosene non saprei se è ancora in vendita, … il braciere, sì! il braciere con la carbonella. Ci si possono anche cuocere dentro le patate. Solo che bisognerebbe ricordarsi di mettervi dentro un contenitore con l’acqua perché altrimenti si potrebbe morire per le esalazioni. Con l’età che avanza se mi dimentico?
Per la Maiella uèh ! Se non avessi comprato la stufa a pellet non avrei avuto questi problemi.
Francescopaolo D’Adamo
Da alcuni giorni mi assale un atroce dubbio. Ho comprato una stufa pellet, vuoi vedere che ho fatto un danno a me, ai miei familiari, ai miei vicini, alla città, all’umanità intera? Il dubbio mi è venuto documentandomi sulle fonti energetiche a biomassa, di cui si parla (in verità non molto) a Vasto, in questi giorni. Mi chiedo: le pellet di che materiale sono fatte? Da dove arrivano? Inquinano? Potrebbero essere fatte con legni impregnati di qualche sostanza nociva, potrebbero provenire da luoghi come Cernobyl, potrebbero essere trasportati con mezzi che, a loro volta, inquinano molto. Insomma quelle “palline” che hanno un aspetto così innocuo, quelle “palline” che sembrano utili anche per “riciclare” materiale di scarto che altrimenti dovrebbe essere smaltito in altra maniera, sì! proprio quelle palline, potrebbero essere nocive.Pensare che io accendo poco la stufa. E coloro invece che ne fanno largo uso? Vuoi vedere che mi faranno ammalare? Non devo più aprire le finestre in inverno.
Io volevo costruirmi un caminetto. Ho un piccolo uliveto con una trentina di alberi. Magari un albero ogni anno, per trenta anni sarei tranquillo. Mi dispiace però. Se solo mio nonno e mio padre si accorgessero di questo mio pensiero, dall’altro mondo mi verrebbero a “tirare i piedi” nel letto. E poi sono attaccato alla tradizione, non li taglierei mai.. E chissà, sono legni inquinati dai prodotti chimici che i vicini usano per trattare le loro piante. Quindi anche le mie, bruciando, potrebbero emanare sostanze tossiche.
Il caminetto no, le pellet no, forse dobbiamo ancora utilizzare il metano. E se per qualche motivo questo non dovesse arrivare? Magari un fornitore decide di non fornire? “Il metano ti dà una mano” ma non è detto per sempre. Le bomble? No! E se esplodono? E se il tubo è fallato e si produce una perdita? No! Non ci penso nemmeno.
Ok! ho deciso: una bella stufa elettrica o un condizionatore, magari “inverter” così d’estate lo uso per stare al fresco. E sì! mi metto anche dei bei pannelli solari sul tetto, così risparmio sulla bolletta “della luce”. (Mica posso svenarmi per pagare il consumo per il riscaldamento!?) … Accipicchia però! E se dovesse piovere o addirittura nevicare? “No sole, no riscaldamento!” Mi ha detto una volta un cameriere in Croazia. E quindi? … Rimangono le pale eoliche. Ma immaginate due pale che girano sul tetto di casa? E se poi anche i vicini hanno la stessa idea? Poi mi hanno detto che oltre al problema estetico ed al rumore, le pale creano problemi relativi all’impollinazione.
Per la miseria! Un gran “dilemma”. Io col carbone le mani non me le sporco, il cherosene non saprei se è ancora in vendita, … il braciere, sì! il braciere con la carbonella. Ci si possono anche cuocere dentro le patate. Solo che bisognerebbe ricordarsi di mettervi dentro un contenitore con l’acqua perché altrimenti si potrebbe morire per le esalazioni. Con l’età che avanza se mi dimentico?
Per la Maiella uèh ! Se non avessi comprato la stufa a pellet non avrei avuto questi problemi.
Francescopaolo D’Adamo
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