L’anabasi verso l’assessorato alla Sanità, la censura diomedea, il precedente di Giulio Cesare
Daniela Stati, assessore dimissionario, parla ormai in terza persona. Lo faceva anche Giulio Cesare, ma solo per esigenze narrative. Per il resto, parlava normalmente in prima persona singolare, trattando alla pari i suoi soldati, che chiamava commilitoni, coi quali divideva le fatiche e i rischi delle guerre. Combatteva anche corpo a corpo, come nella battaglia di Munda, contro i pompeiani.
A parte queste affinità, quello che importa è l’imminente rimpasto di giunta, imposto non solo dalle dimissioni della Stati, ma anche dall’arresto di Venturoni e dalla formazione del gruppo finiano-futurista. Movimenti di truppe all’orizzonte, dunque. Il tutto potrebbe evolvere, o involvere, in una nomina ad assessore del figliol prodigo Tagliente, rientrato nel Pdl e fuoriuscito da Rialzati Abruzzo. L’anabasi verso l’assessorato alla Sanità (attento, Peppino: non c’è due senza tre), oggetto del desiderio da quando l’ex sindaco si vide scavalcato da Chiodi come candidato presidente, verrebbe così a sancire definitivamente il grande rientro nella casa paterna.

O forse no. Diomede, quello al quale abbiamo intitolato una piazza, quello sepolto nell’isola di San Nicola, lo disse chiaramente: chi tradisce una volta tradirà sempre. Espressa la sua dottrina, il nostro lontano progenitore la esplicò immantinente, senza nemmeno chiedere il permesso ad Agamennone, tagliando di netto la testa del malcapitato fedifrago. A parte l’emulo Ciarrapico, la frase ha una sua valenza esclusivamente politica, nel senso che il buon Peppino ci ha abituati a troppi cambi di canottiera. Chi ci garantisce, chi garantisce Chiodi che non lo farà più e che se ne starà buono buono? Ecco il punto: la notizia non è che Tagliente è rientrato; la notizia è che lo hanno ripreso.
Continua…
Daniela Stati, assessore dimissionario, parla ormai in terza persona. Lo faceva anche Giulio Cesare, ma solo per esigenze narrative. Per il resto, parlava normalmente in prima persona singolare, trattando alla pari i suoi soldati, che chiamava commilitoni, coi quali divideva le fatiche e i rischi delle guerre. Combatteva anche corpo a corpo, come nella battaglia di Munda, contro i pompeiani.
A parte queste affinità, quello che importa è l’imminente rimpasto di giunta, imposto non solo dalle dimissioni della Stati, ma anche dall’arresto di Venturoni e dalla formazione del gruppo finiano-futurista. Movimenti di truppe all’orizzonte, dunque. Il tutto potrebbe evolvere, o involvere, in una nomina ad assessore del figliol prodigo Tagliente, rientrato nel Pdl e fuoriuscito da Rialzati Abruzzo. L’anabasi verso l’assessorato alla Sanità (attento, Peppino: non c’è due senza tre), oggetto del desiderio da quando l’ex sindaco si vide scavalcato da Chiodi come candidato presidente, verrebbe così a sancire definitivamente il grande rientro nella casa paterna.
O forse no. Diomede, quello al quale abbiamo intitolato una piazza, quello sepolto nell’isola di San Nicola, lo disse chiaramente: chi tradisce una volta tradirà sempre. Espressa la sua dottrina, il nostro lontano progenitore la esplicò immantinente, senza nemmeno chiedere il permesso ad Agamennone, tagliando di netto la testa del malcapitato fedifrago. A parte l’emulo Ciarrapico, la frase ha una sua valenza esclusivamente politica, nel senso che il buon Peppino ci ha abituati a troppi cambi di canottiera. Chi ci garantisce, chi garantisce Chiodi che non lo farà più e che se ne starà buono buono? Ecco il punto: la notizia non è che Tagliente è rientrato; la notizia è che lo hanno ripreso.
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Oeri ho letto la notizia, veramente solo il titolo come faccio spesso, e se dal titolo vedo e sento che la cosa può interessarmi, mi inoltro nella lettura.
RispondiEliminaAppena finito di leggere il titolo ho pensato a te, inteso al tuo blog e ciò che dicesti, scrivesti in precedenza, ed ho sorvolato per andare su altre notizie concludendo il pensiero sul fatto che una cosa simile, paragonabile anche ad altri personaggi politici, non fa più notizia...Purtroppo.
Oggi mi hai dato un nuova chiave di lettura a quel titolo!
Un caro saluto.
Giaci' ti ho citato
RispondiEliminaCaro Giovanni, il fatto di essere citato da Te mi fa molto piacere, mi inorgoglisce. Leggere nel Tuo "pezzo", sempre brillante e documentato, l'indirizzo del mio piccolo blog è per me motivo di soddisfazione. Per il resto, che dire? La politica, specie quella locale, ci consegna le macerie di uno sfacelo senza eguali. In queste condizioni ci accingiamo a rinnovare sindaco e consiglio comunale. Auguri, Vasto. Un abbraccio, caro Giovanni.
RispondiEliminaCara maria, non volevo rovinarti l'onomastico. Domani Ti farò gli auguri accompagnati dalla mia stima. Ti ringrazio per il Tuo commento che, lo sai, leggo sempre con piacere.
RispondiEliminaNon temere "Giacì"... scusa, riprendo il modo di chiamrti di Spinelli... :)
RispondiEliminaDomani, è il mio onomastico, ma volendo anche oggi, per me, è motivo di anniversario e necessitano taaaaaaaaaaaaaaaanti auguri...
Oggi, io e maritime, festeggiamo 19 anni che stiamo assieme... :) Io ed anche maritime credo, ci stiamo ancora chiedendo: ma come abbiamo fatto? :))))
Ci vuole una gran pazienza...
Aspetterò domani per i tuoi auguri con dolce trepidazione... Grazie in anticipo.
Ciao.
Allora auguri anche alla Tua metà.
RispondiEliminaP.S. Scusa, ma non potevi sposarti il 7 ottobre?
Per il lavoro che mio marito svolgeva e svolge, voleva dire prendersi ferie in periodi poco propensi...Abbiamo optato per luglio, 10 anni dopo questo 6 ottobre e dopo 6 anni di convivenza...
RispondiEliminaPoi credo che ogni traguardo debba avere una sua festa distinta... Altrimenti che gusto c'è nel festeggiarli ... :))) insomma, io due onomastici all'anno, vuoi che abbia una sola ricorrenza di coppia... Nooo! :)
Grazie Giacinto.