domenica 10 ottobre 2010

LA MIA PERSONALISSIMA CAMPAGNA ELETTORALE

Applicando il (collaudatissimo) metodo Boffo-Fini

Cerco di imparare, di migliorarmi costantemente, apprendendo da amici e, “come esploratore non come disertore” (Seneca), anche da chi, per valori o per opzioni filosofiche, per credo religioso, è lontano mille miglia da me. Il metodo Boffo, dunque (per la verità, nella lezione più corretta e affermata, deve parlarsi di metodo Boffo-Fini): intendo seguirlo pedissequamente, perinde ac cadaver. Detto per inciso, Fini se l’è meritata perché quella storia di Montecarlo puzza di nepotismo, e poi perché ha tradito una tradizione di riferimento.
Incombe la campagna elettorale. Quale migliore occasione per applicare questa nuova categoria propostaci dalla moderna dottrina dello stato? L’ho già scritto più volte, giurato ripetutamente: impersonerò la figura retorica del climax, proporrò un crescendo di toni polemici da qui fino alla mezzanotte del venerdì precedente il voto, parlerò (scriverò) delle porcate della politica locale, racconterò quello che ho visto da vicino, denuncerò all’opinione pubblica vastese, sempre più neghittosa, le malefatte di cui sono venuto a conoscenza, e non mi farò intimidire dal messaggio giunto sulla mia utenza telefonica.

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