giovedì 9 dicembre 2010

ASSALTO INFORMATICO PADANO

Censura tu che censuro anch’io

“Perché i padani parlano in italiano? Vogliono la secessione ma parlano la lingua comune al tanto odiato Stato”.
La domanda, seguita dalla breve constatazione, ha avuto vita breve sul forum virtuale di Yahoo Answers . E pensare che le risposte, provenienti dal popolo di internet, fioccavano: ventidue in un’ora. C’era, ovviamente, l’intervento del solito anonimo che si nascondeva dietro l’avatar di Alberto da Giussano: “Uhè, terrone” era l’esordio. Il resto è immaginabile. Bene, la mia domanda, dopo qualche ora, è stata eliminata con tanto di “avviso di violazione”. Cosa è successo? I padani hanno tempestato il gestore con tante e tali richieste da indurlo alla censura. Non si può più parlare (nemmeno scrivere). Lo stesso succede con face book, “attaccato” dal politico (avversario) con conseguente oscuramento del profilo non gradito. Alla faccia della libertà!

2 commenti:

  1. Caro Giacinto, rassegnamoci! Ogni giorno peggio, le bravate e le rodomontate di Bossi che negli anni passati ci hanno fatto sorridere, oggi sono prese molto sul serio dal suo "popolo". I loro "ragionamenti", la loro "filosofia", o se vogliamo la loro "ideologia" (il virgolettato è d'obbligo)non può essere analizzata con i canoni classici dell'analisi politica o di pedagogia sociale, per un motivo abbastanza semplice: non c'è politica e non c'è pedagogia (anche senza scomodare la "paideia"), La loro è una politica "istintuale": non ci sono idee, non ci sono visioni prospettiche della società, soprattutto non c'è europeismo. Diciamo che sono stati liberati gli istinti allo stato puro: tu vieni ad occupare un posto nella "mia" terra ed io ti caccio, tu vuoi essere aiutato con i "miei" soldi ed io faccio il federalismo fiscale, tu parli di unità nazionale italiana ed io mi invento una nazionalità fittizia. Tutto senza i filtri della ragione, appunto senza i filtri della politica. "Casa mia" è il nord Italia, anzi la mia regione, anzi la mia provincia, anzi la mia valle: piccolo è bello..........
    E' difficile quindi ragionare con chi comincia la frase con: "ehi terrone!".
    Il lavoro che avrà di fronte il nuovo Parlamento, tutte le istituzioni, a cominciare dalla scuola è immane. va ricostruito un tessuto ideologico almeno affine, va ricostruita la tavola valoriale di un Paese occidentale, vanno individuati obiettivi di comune interesse. E quì chiudo con un'ultima riflessione sul ruolo della Chiesa Cattolica. Meglio delle Istituzioni pubbliche può fare la Chiesa predicando "tutto" il Vangelo e solo quello. Appartengono al Vangelo la fratellanza, la tolleranza, la solidarietà, l'accoglienza del diverso, il pagamento delle tasse allo Stato, il rispetto dei contratti di lavoro, la condanna del lavoro nero.....e poi anche la condanna del divorzio, dell'eutanasia e dell'aborto. La chiesa non è credibile se non si sforza di predicare "tutti" i valori del Cristianesimo.
    Ha qualcosa di cristiano secondo te la benedizione della targa di una piazzetta (don Mario d'Ippolitio ha benedetto la targa di dedica di una pinetina di Vasto Marina a R. Suriani), quale giustificazione teologica ha la benedizione della sede elettorale di un partito (don Antonio Bevilacqua ha benedetto la sede elettorale di Nicola del Prete). A me sembra paganesimo..........Punto.

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  2. Caro Preside, grazie. Per loro ormai la strada è tutta in discesa. Certo, la Chiesa può e deve fare molto, ricostruire un tessuto ideale e di fede, con ricadute ovviamente anche sulla socialità. Comunque, sono pessimista.

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