mercoledì 8 dicembre 2010

LA TRAGEDIA DI YARA VISTA DA SUD

I cani, i paragoni, gli errori di traduzione, i confronti con Avetrana

C’erano tutti gli ingredienti: il marocchino che si era dato alla fuga, l’intercettazione ambientale che lo inchiodava (come Gesù Cristo in croce, e la similitudine non paia blasfema), il traghetto che rientra dalle acque internazionali. Soprattutto c’era la legittimazione a dire “ non è stato uno di noi ” e c’era l’orgoglio, a volte mal celato, a volte palese, di un territorio, di una realtà che apparivano così diversi dai “caciaroni” di Avetrana, e poi una forma mentis sobria che aveva portato ad un risultato, il fermo del colpevole. La permanenza in carcere del giovane operaio sembrava scontata, necessario epilogo di un’indagine lontana, non solo geograficamente, dalla terra di Puglia. E invece…
Si è parlato anche del cane, quel randagio che continuava a stazionare davanti casa Misseri. Perché, si è detto, non si è capito che il quadrupede volesse richiamare l’attenzione sul teatro dell’omicidio? Già, i cani, che abbiamo scoperto essere anche “molecolari”, al cui confronto quelli usati nelle campagne del Tarantino appaiono un branco (è proprio il caso di dire) di provincialotti allo sbaraglio, tenuti al guinzaglio da persone non all’altezza della situazione.
Se però raffronti vogliamo fare, verrebbe da aggiungerne un altro, sul quale nessuno ha riflettuto, neanche i giornali che si stampano a Milano, così prodighi di critiche nei riguardi di tutto quello che si muove tra il Tronto e Lampedusa. Immaginiamo che gli inquirenti di Taranto, impegnati nell’indagine sull’assassinio di Sarah, avessero commesso un errore di traduzione come quello nel quale, almeno pare fino a questo momento, è incappato il maldestro esperto che ha reso in italiano la frase intercettata sulla linea telefonica del marocchino. Eccoti, il giorno dopo, i titoli a nove colonne: “Dozzinale traduzione manda all’aria l’inchiesta”, “Il traduttore spedisce in cella un innocente”.
Mentre preghiamo Gesù Cristo che Yara possa festeggiare il Natale a casa con i suoi, non possiamo fare a meno di notare che anche nelle tragedie spunta la cultura del veleno, gli eterni e sempre più incalzanti raffronti tra nord e sud, epifenomeno di un Paese diviso e allo sbando.

Giacinto Zappacosta

pubblicato su piazza rossetti.it

3 commenti:

  1. Ci fu, non per Avetrana ma per Gravina, un apparente errore di traduzione...
    Ciò che è successo a quei due bambini (i fratellini di Gravina) al momento lo sà solo Dio... Di certo non sembrava violenza, ma si sono ipotizzate tante cose anche in quel caso, anche in quel caso si iniziò a seguire la pista di stranieri (rom) Per poi imprigionare il padre, e scarcerarlo con la memorabile frase del giudice: se i ragazzini erano in un pozzo, sarebbero già stati trovati...
    Avevano cercato in tutti i pozzi, tranne che in uno vicino casa, ed i corpi furono scoperti per caso, per caso quel bimbo finì li dentro... (questo se vogliamo credere che ogni cosa accade per caso)

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  2. Onestamente, credo che risolvere un caso di sparizione e/o omicidio, specie se di bambini, sia un lavoro immane in particolar modo quando si parte dal nulla e bisogna anche saper, riuscire a non farsi condizionare dal furor di popolo o da sillogismi popolari...
    Bisogna avere rispetto per chi svolge questo lavoro, ed i primi ad avere rispetto, dovrebbero essere proprio quelli dalla stampa o TG o trasmissioni che servono solo ad attirare attenzione, audience, che fanno solo nascere gruppi stupidi su facebook e piattaforme simili...
    La collaborazione della gente deve esserci ma con rispetto e sobrietà... specie in presenza di situazioni che riguardano i minori...
    Dietro ogni famiglia c'è sempre qualcosa, e dietro ogni avvenimento c'è sempre qualcuno che soffre!
    La cosa più bella sarebbe nel fatto che di cose simili non accadano, mi piacerebbe che gruppi simili, stampa e trasmissioni si riunissero per sensibilizzare la gente affinchè queste cose accadano il meno possibile ed affinchè chi sa, possa aiutare gli inquirenti in maniera gratuita e senza falsi miti o finte opportunità di successo....
    Troppo spesso da questi casi, emergono solo persone bramose di 1 minuto di successo in TV.

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