lunedì 6 dicembre 2010

VIAGGIO IN ITALIA (DEL SUD) / 4

Taranto. Aspettare l’Immacolata assaporando l’insalata di rinforzo

Vi apparirà come una città deserta, evacuata all’improvviso e senza un motivo apparente. Nella migliore delle ipotesi, avrete l’impressione del coprifuoco. Nell’immediato pomeriggio di domani, 7 dicembre, tutte le famiglie tarantine si riuniranno nell’intimità delle loro case per “fare la vigilia”, la vigilia dell’Immacolata. È tradizione unire il pranzo, che si fa iniziare alle 2 o alle tre del pomeriggio, o anche più tardi, collegandolo, in unità di tempo, di luogo e di azione, alla cena. In pratica, si mangia aspettando il buio che precede la festività dell’Immacolata Concezione, Patrona, assieme a San Cataldo, della Città. Le portate non sono necessariamente uguali in tutte le tavole, ma le accomuna “l’insalata di rinforzo”, cioè il cavolfiore lesso, meglio se al vapore, “rinforzato”, appunto, dalla presenza dei sottaceti.

In queste ore i Tarantini si augurano vicendevolmente “buona vigilia”, con un occhio alla Concattedrale, in stile moderno, opera di Gio Ponti, intitolata a Maria Immacolata. La chiesa, nella parte moderna della città, in viale Magna Grecia, è visibile, con la sua struttura che richiama una vela, lungo tutto il prospiciente viale Dante, una lunghissima arteria che porta fino al centro storico.
Scusate: scappo per telefonare ai miei amici tarantini. Devo fare gli auguri.

2 commenti:

  1. Io ingrasserei di 10 kg con feste così.....
    Ma non riuscirei mai a mangiare così tanto in un giorno.
    Di queste tradizioni ne posso adorare il clima, ma il cibo quando è troppo, non lo sopporto oggigiorno...
    Ne comprendo, ovviamente, le origini e le motivazioni di tali giornate che un tempo si dedicavano alle grandi tavolate, oltre che allo stre tutti insieme.
    Un caro saluto.

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