venerdì 18 marzo 2011

…E NON C’E’ NIENTE DA CAPIRE (FRANCESCO DE GREGORI)

Provando a chiosare, a mo’ dei giureconsulti medioevali, non si cava un ragno dal buco

Non ho capito. E quando non capisco, insisto.
“In tali locali ho ritenuto di fissare la mia residenza, pur non avendo di fatto alloggiato al loro interno”. Se Mario Della Porta, candidato sindaco per il Pdl, non ha mai alloggiato in quella che è tuttora la sua residenza, cioè all’interno del palazzo di giustizia di Vasto, come può, codice civile alla mano, certificare la regolarità della propria posizione? In altri termini: se ha abitato ed abita altrove, avrebbe dovuto indicare all’ufficio anagrafe, quale residenza, l’immobile effettivamente ed abitualmente occupato.
“…alcuni locali adibiti ad alloggio del presidente del tribunale”. Personalmente non so se esistano tali alloggi all’interno dell’edifico di via Bachelet, ma, posto che esistano, Della Porta non può continuare a mantenervi la residenza anagrafica semplicemente perché non ha più titolo, dato il suo stato di quiescenza, ad accedere in un appartamento che, stando a quello che riferisce lo stesso candidato del Pdl, a questo punto spetta, quale alloggio di servizio, all’attuale presidente del tribunale.
Sopralluogo della polizia municipale. Sarebbe interessante leggere cosa abbia scritto nel verbale di sopralluogo (che è atto pubblico) il vigile incaricato, il quale sicuramente si sarà accorto come al numero civico 1 di via Bachelet insista un edificio pubblico, e conoscere in virtù di quali considerazioni il sindaco dell’epoca (siamo nel settembre del 1998) abbia concesso la residenza.
Ipotesi varie (che hanno una loro valenza). Se Della Porta, a bordo della sua auto, dovesse essere “beccato” dall’autovelox, il relativo verbale di contestazione seguirà il solito iter, quello valido per tutti (in questo, almeno, siamo uguali): l’organo che ha accertato la violazione al codice della strada risale, tramite la targa, al proprietario, presso la cui residenza provvede all’invio dell’atto giudiziario (la cosiddetta multa). Bene, cioè male: il recapito avviene presso il palazzo di giustizia? E nelle mani di chi? Di qualcuno che poi provvede ad avvisare il Della Porta? Stesso discorso per quanto attiene comunicazioni di vario tipo. La regola, alla quale ci dobbiamo attenere tutti, è che bisogna garantire, a nostra tutela e a tutela dei terzi, la reperibilità.
Un consiglio a Della Porta: si metta in fila allo sportello dell’ufficio anagrafe di Vasto e regolarizzi la sua posizione. Toglierà dall’imbarazzo se stesso, il partito che lo ha candidato, la coalizione che si accinge a sostenerlo e l’intero palazzo di giustizia di Vasto, chiamato in causa dalle sue affermazioni incaute.

Giacinto Zappacosta
pubblicato su piazzarossetti.it

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