
I Coordinatori cittadini di “Progetto per Vasto”, “Futuro e Libertà”, “Movimento per le Autonomie” ed “Alleanza per Vasto” hanno preso in esame le questioni relative agli insediamenti di impianti di produzione di energia dalle biomasse nell’area di Punta Penna.
Due sono le realtà produttive in itinere nella zona e di tale natura. L’una per la produzione di potenza elettrica pari a 4 MW (Istonia Energy srl), l’altra di potenza pari a 16,2 MW (Puccioni spa).
Dal punto di vista politico-amministrativo c’è da stigmatizzare e denunciare l’evidente contraddizione in cui persevera il Sindaco di Vasto, il quale, se da un lato s’inalbera dichiarando di “non accettare da nessuno lezioni di ambientalismo”, dall’altro fa spallucce, portando a giustificazione del suo atteggiamento rinunciatario l’impossibilità di un’azione di contrasto, così alimentando grande instabilità nella propria coalizione e scarsa determinazione politica a difesa del territorio.
Nel corso dei lavori, si è ribadito come il “Piano d’Area” rappresenti lo strumento più idoneo a dare regolamentazione a quella parte di territorio, in quanto esso consentirebbe di "individuare le giuste soluzioni per quei contesti territoriali che richiedono specifici, articolati e multidisciplinari approcci alla pianificazione". Infatti, all’interno della zona di Punta Penna, ricompresi in una superficie di pochi chilometri quadrati, insistono, contemporaneamente, realtà naturalistiche, industriali, commerciali e residenziali. Appare dunque importante che l’Amministrazione comunale definisca un “Piano d’Area comunale”, in variante al P.R.G., al fine di una più razionale utilizzazione e riorganizzazione.
Ma per l’intanto, anche se ci fosse una volontà politica in questa direzione, i due insediamenti previsti cominciano ad essere una realtà. Il primo già autorizzato, il secondo, con potenza elettrica prodotta ben più alta, in via di autorizzazione.
I sottoscritti Coordinatori esprimono preoccupazione e, conseguentemente, contrarietà alla nuova strategia d’insediamento nella zona industriale di Punta Penna. Le contraddizioni storiche nell’utilizzo di quella parte del territorio comunale sono state fino ad ora ritenute tollerabili, giustificando la tipologia delle industrie lì allocate con una interpretazione benevola del principio di eco-sostenibilità, determinata da situazioni di fatto, dalle necessità proprie di un modello di sviluppo economico e dall’assenza decennale di pianificazione e programmazione razionali, anche in ordine agli effetti derivanti dalla contemporanea presenza dell’insieme di più realtà.
Quanto, oggi, si prospetta per l’area di Punta Penna va però ben oltre la tollerabilità a cui si faceva riferimento e determina, nella prospettiva e per il futuro, scelte affatto rispondenti alla vocazione di quel territorio, per nulla conformate al pubblico interesse e lesive dell’immagine propria di una città che vuol essere dedita all’accoglienza.
A queste conclusioni si è giunti nella considerazione dei seguenti fatti:
- la totale mancanza di strategia politico-amministrativa da parte degli enti preposti al governo del territorio,
- la prospettiva di ulteriori nuovi insediamenti, della medesima tipologia, per la produzione di energia elettrica;
- il fondato timore, per il futuro, della diversificazione e/o ampliamento della “materia prima” conferita agli impianti per la produzione di energia o della riconversione degli stessi (e la tecnica è quella dell’incenerimento);
- il saldo ambientale negativo tra risparmio energetico ottenuto ed energia consumata per il conferimento delle biomasse;
- lo scarso vantaggio economico riferibile all’interesse pubblico diffuso,
- la ben delineata e diversa vocazione dell’intera area territoriale interessata,
- lo scarso impiego di nuova mano d’opera derivante da tali nuovi insediamenti,
- preoccupazioni relative alla sicurezza degli impianti ed alla comprovata inefficacia dei controlli.
Tutto ciò valutato (rimarcando l’imbarazzo ed il silenzio di più ed anche importanti forze politiche che, eludendo il preciso dovere di pronunciarsi sull’argomento riferibile al futuro della nostra città, rinunciano ad affacciare soluzioni), si dichiara l’impegno ad evitare ed impedire che l’area di Punta Penna possa ospitare, per il futuro, attività industriali particolarmente impattanti per il territorio circostante e che, comunque, abbiano rilevanza maggiore, nel consumo ambientale, rispetto agli insediamenti industriali già esistenti. Ci si impegna, inoltre, a svolgere per il futuro un’attività di stimolo che induca all’inizio di una fase di riconversione, totale o parziale, delle attività industriali maggiormente impattanti presenti in quell’area.
Valerio Ruggieri
Coordinatore Progetto per Vasto
Giuseppe La Rana
Coordinatore cittadino FLI
Filippo Di Risio
Coordinatore cittadino MPA
Francesco Paolo D’Adamo
Coordinatore Alleanza per Vasto
Vasto, 08.12.2011
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