La caduta di stile presuppone, tautologicamente, che il soggetto abbia uno stile. Il sindaco di Vasto, molto più semplicemente, ha perso la testa. Lo si intuisce leggendo l’attacco sferrato a Massimo Desiati, PpV: ““Il consigliere comunale Massimo Desiati non si fida dell’amministrazione comunale, i vastesi non si sono fidati di lui che, come sta dimostrando con la sua opposizione, fa solo del male alla città". Lapenna, dopo essere stato criticato dal capogruppo di PpV in merito alla questione di Fosso Marino, che è ancora tutta da risolvere e da affrontare, ha affidato ad un comunicato stampa gli effetti del suo travaso di bile. Lo ha fatto in modo scomposto, come spesso gli capita di questi tempi, offendendo un gruppo di persone che si riconosce nelle posizioni di Desiati e un’ampia fetta di elettorato (un quinto) che ha indicato quest’ultimo come sindaco. Certo, Lapenna ha vinto le elezioni, mentre Desiati è all’opposizione. Bella scoperta. Intanto, Lapenna venga a qualche riunione di Progetto per Vasto: scoprirà che nella sede di via S. Michele si fa politica, si discute sulle cose da fare per questa città. Tutte stupidaggini, secondo il sindaco, che risolve il tutto nell’ostracismo “i Vastesi non si sono fidati di lui”. Noi ci siamo fidati e ci fidiamo ancora. E poi, se l’ostracismo vale per Desiati, stesso criterio il Lapenna dovrebbe applicare agli altri candidati sindaci, financo a tutti i candidati consiglieri non eletti. La arroganza è una cattiva maestra. La verità è che su Fosso Marino, come sul governo complessivo, Luciano sta facendo acqua da tutte le parti. Reagisce come un puglie suonato, sferrando cazzotti in aria. Si sta facendo male da solo, e questo potrebbe anche non interessarci. Il guaio è che, così malmesso, ce lo dobbiamo tenere per altri quattro anni. A quel punto, scaduto il suo mandato, festeggerò, da astemio, con una bella bevuta, magari in compagnia dello stesso Lapenna, che, sono sicuro, non declinerà l’invito. Dopo tutto, siamo amici.
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