
Caro Paolo, Celentano parla per iperboli ed esasperazioni linguistiche che non dovrebbero scandalizzare nessuno, soprattutto in Vaticano: hanno altri problemi, molto seri, ed è bene che si concentrino su quelli: Non aggiungo altro: molto aggiunge, invece, l'esternazione del card. Romeo! Chiudo su Celentano ricordando che ha accompagnato la mia giovinezza e la mia età matura con centinaia di canzoni stupende ed irripetibili: di quelle gli sarò sempre grato. Veniamo al tuo "ritrovamento"; voglio sperare che tu ti sia sbagliato!!! La "Pietra", a cui ti riferisci, so per certo che è consacrata: nessun parroco perciò se ne può disfare e destinarla addirittura ad un tombino....la consacrazione avviene, a cura del Vescovo, in occasione della benedizione di un altare: voglio dire che dell'altare la parte sacra è quella pietra non tutto il resto! E' vero che la sacralità di alcuni oggetti religiosi è andata scemando dopo il Concilio, anzi è stato rivisto lo stesso concetto di "sacro", ma escludo che si possa arrivare a chiudere un tombino con una pietra che contiene al centro una reliquia! In passato, per esempio, l'acqua utilizzata per lavare il "corporale" , la "patena" o i calici non poteva, addirittura, essere buttata in un lavandino, bensì in un piccolo foro per terra in modo che quell'acqua non potesse confondersi con le "acque nere" e potesse finire nella "nuda terra". Tanto era il rispetto per un'acqua che potenzialmente poteva contenere qualche piccolissimo frammento di ostia consacrata. Ricordo che questo "foro" nella chiesa di S. Maria Maggiore stava dietro l' altare della Madonna del Rosario. Ignoro se venga ancora utilizzato.
Ciao, con affetto, Nicolangelo
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