lunedì 3 dicembre 2012


MICHELE GAZICH
Concerto Spirituale

“Imperdonabile l’amore / Imperdonabile la dolcezza / Imperdonabile il passo leggero / Imperdonabile la grazia / Imperdonabile la bellezza / Imperdonabile il volo / Imperdonabile il mistero”. Imperdonabile Michele Gazich! Partecipare ad un concerto del Maestro Michele è un rito, ma senza ostentazione, è una celebrazione d’amore in un mondo sempre più carico d’odio.
Ogni sera Gazich intona la sua Guerra Civile: “Dio sopravvive nei dettagli / nelle crepe dei centri commerciali”, scandendo con forza il suo recitar cantando intenso e toccante, che può ricordare l’ultimo Leonard Cohen.
Michele è anche e soprattutto il suo violino: grazie ad uno stile personale e decisamente innovativo sul suo strumento, che rende il suo suono immediatamente riconoscibile, Gazich, dopo numerose collaborazioni con artisti italiani, si è fatto apprezzare anche fuori dal nostro paese, con significativi e ripetuti tour in USA ed Europa, fino all’estremo oriente, a partire dagli anni Novanta, con formazioni sinfoniche classiche e contemporaneamente legando il suo lavoro al mondo dei singer-songwriters: da Michelle Shocked a Mary Gauthier, da Eric Andersen a Mark Olson.
Accanto a Michele Gazich, nel Concerto spirituale, Francesca Rossi, violoncellista dai lineamenti delicati ma dal suono potente e Marco Lamberti, da anni al fianco del Maestro, che si alterna tra chitarra classica, bouzouki e pianoforte. Francesca utilizza il violoncello ora in maniera melodica, ora in maniera ritmica, come se fosse un contrabbasso, creando un accompagnamento sempre cangiante; Lamberti e Gazich si intendono con uno sguardo e, nelle sezioni più libere e improvvisate delle canzoni, si prendono rischi che solo due amici potrebbero affrontare insieme.
Le canzoni sono un’antologia del repertorio di Gazich:l centro del concerto Verso Damasco, nella quale Michele Gazich ci ricorda che se non abbiamo l’amore, possiamo solo cadere: la canzone è un ampio affresco in cui la Damasco di San Paolo si sovrappone alla Damasco contemporanea delle “bombe intelligenti per le donne con il velo”. Il brano è caratterizzato da un originale sonorità world, con il bouzouki di Lamberti che propone ciclicamente un riff orientaleggiante. Francesca Rossi, in alcuni brani, affianca il recitar cantando del Maestro con delle eteree e raffinate backing vocals.
Parte importante del concerto sono anche sempre i brani dedicati ai poeti, tra cui ricordiamo Il latte nero dell’alba, la canzone dedicata al poeta di cultura ebraica Paul Celan: nel marzo 2012 il Maestro ha eseguito la canzone a Cracovia, dopo aver viaggiato con gli studenti delle scuole superiori italiana con il “Treno della memoria” verso i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau.
La musica di Michele è universale, unisce pubblici e sensibilità diversi; i suoi album vengono apprezzati e recensiti si riviste dedicate alla classica, alla canzone e al folk: “Foto della nostra epoca, qualcosa di unico nel panorama della musica d’autore italiana” (Riccardo Santangelo, Amadeus), “Non riesco davvero a trovare in Europa un progetto artistico così vario, originale e ricco” (Guido Giazzi, Buscadero), “Un viaggio di ritorno verso la tradizione cantautorale italiana con in spalla il ricco bagaglio culturale e musicale raccolto negli anni” (Salvatore Esposito, Jam), “Album che promuovono Gazich ai vertici della canzone d’autore contemporanea” (La Stampa).
Il concerto di Gazich non è mai solo un concerto, ma un viaggio interiore che ti porti nel cuore. 

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