sabato 27 aprile 2013

MI MUOVO DUNQUE ESISTO



di Giovanni Uselli
L’amico Giacinto Zappacosta scrive su “Piazza Rossetti” un commento “pepato” sulle manovre in atto intorno al Pidielle vastese. La sua curiosità di vedere come andrà a finire è la stessa di migliaia di cittadini e di elettori, non solo di parte e tutt’altro che disposti ad essere considerati poco o per niente utili alla bisogna. 
La vicenda del e sul coordinamento cittadino del Pdl è tanto lungo e pedante quanto ridicolo e inconcludente. Però su un fatto io non concordo con Giacinto: ovvero l’iniziativa intrapresa da parte del coordinamento provinciale e regionale. Perché quello che bisogna stigmatizzare non è tanto lo start-up organizzativo, quanto piuttosto il modus operandi che da l’impressione, ancora una volta, di una scelta già decisa a tavolino.
Il precedente del 2007, l’ultimo di una qualche rilevanza, che ha visto, contrapposte, le due anime di Forza Italia dovrebbe essere ricordata bene e sempre come ipotesi non percorribile, così come le successive del Pdl di cui, in tutta onestà e senza nulla togliere agli amici che hanno dato il loro contributo, poco o niente i cittadini e gli elettori hanno saputo e ricordano.
Il ridicolo viene raggiunto nei giorni immediatamente successivi alle amministrative del 2011, nelle quali è bene ricordarlo, se ne sono combinate di tutti i colori, prima e dopo le consultazioni, all’interno e all’esterno del partito, localmente e non. 
In occasione della nomina di Ciancaglini a commissario del Pdl ci fu il comunicato stampa firmato da Mauro Febbo e dallo stesso Ciancaglini in cui venivano riproposte le cose di sempre. Sono trascorsi quasi due anni e, in tutta onestà, pur considerando tutti i limiti di una gestione commissariale, se ne poteva anche fare a meno. Non è stata una gestione inconsistente ma inesistente. Dico questo perché il partito non ne ha tratto benefici tangibili e i cittadini probabilmente non ne sono venuti a conoscenza. E questo è un fatto grave, un altro errore madornale che, da quanto si legge nell’articolo, si sta riproponendo. Il rilancio del partito per etero-direzione non è sbagliata in partenza e in assoluto perché il coordinamento comunale “dirige e organizza l’attività politica del Popolo della Libertà sul territorio, secondo le direttive degli Organi nazionali, regionali, provinciali.” Quello che maggiormente disturba l’elettorato vastese e che diverte gli altri, è la pretesa del coordinatore regionale e del suo vice, non di occuparsi di Vasto, cosa che non hanno mai fatto, quanto piuttosto di dettare legge in un campo dove le loro conoscenze sono ferme ai tempi di Alleanza Nazionale. Tanto valeva, quindi, fare le riunioni nella sede di corso Garibaldi, come ironizza l’amico Zappacosta.
Il maggiore ostacolo al riconoscimento del coordinamento e al suo conseguente affermarsi come bene comune cittadino è rappresentato non da questa scelta iniziale quanto dal burlesco comportamento che si è tenuto nei confronti del nostro elettorato. In questi due anni, come giustamente evidenziato, mai si è visto il coordinatore, da solo o accompagnato, né mai si sono visti i dirigenti provinciali e regionali. Lo avessero fatto in questi due anni avrebbero avuto più voti e più conoscenze a disposizione. La pretesa di nominare un coordinatore cittadino e insieme anche il coordinamento ci può stare. Il passo successivo, però è quello di ufficializzarlo a mezzo conferenza stampa, con piena assunzione di responsabilità e non obbligando gli iscritti ad accettare una decisione sulla quale essi non hanno potuto esprimere alcun parere. 
L’assemblea del 30 pv convocata presso il Cinema Corso servirà per comunicare agli elettori la cosa già fatta. Questo è un alibi mal congegnato e facile da smontare. Non va bene, non è giusto: così si prendono in giro gli elettori. 
Ecco cosa prevede lo Statuto:
Art. 32 - Coordinatore e Congresso comunale
…….
Il Congresso comunale è convocato di norma ogni 3 anni, oppure ogni volta che lo richieda il 50%+1 degli aventi diritto al voto. Al Congresso comunale partecipano tutti gli aderenti e gli associati residenti nel Comune o che abbiano ivi stabilito il loro domicilio secondo quanto previsto dall’art. 7. 
Il Congresso si svolge nelle forme stabilite dal Regolamento congressuale, che può prevedere il voto ponderato degli eletti, che complessivamente non può rappresentare una quota superiore al 30% degli aventi diritto al voto. Il Congresso elegge il Coordinatore comunale e un Coordinamento comunale composto da non più di 10 membri. Può eleggere anche i delegati al Congresso provinciale.
già pubblicato su piazzarossetti.it

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