sabato 9 gennaio 2016

QUESTIONE DI STILE E DI ESTETICA

Da sempre sensibile alla bellezza femminile, la mia ira, o il mio disappunto nel trovare la poltrona occupata, avrebbe fatto luogo ad un apprezzamento estetico. Lo dico con rispetto, senza malizia e coi dovuti modi: Sara Marcozzi è una bella donna, e di fronte alla sua bellezza, in ogni caso, mi sarebbe caduta la spada dalla mano. Ecco, è tutta qui la differenza antropologica tra me e D'Alfonso, io in perenne ricerca del bello, nell'arte come nell'altro sesso, il presidente mentalmente strutturato, Camillo D'Alessandro adiuvante, attorno a quell'empito, pietra miliare, architrave della politica italiana, la frase spesa o sottintesa, 'lei non sa chi sono io', che ricorre nei sacri palazzi delle istituzioni. Siccome ho l'età per elargire consigli, specie se non sono richiesti, ribadisco che D'Alessandro avrebbe bisogno di fare un po' di ginnastica per smaltire la panza, mentre D'Alfonso dovrebbe osservare due settimane di cure termali a Caramanico. Sarebbe bastato, caro presidente, dire alla Marcozzi, con garbo: Sara, di quanto tempo hai bisogno ancora? Oppure: dai, Sara, ripasso fra due minuti, però sbrigati, non mi mettere in difficoltà. E' questione di stile, oltre che di estetica.

Giacinto Zappacosta

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