Tra queste bifore c’è la faccia del nuovo sindaco
Attenzione. In questa foto, che ho tratto da Piazza Rossetti, c’è il nuovo sindaco di Vasto. Sarà quello con le gambe accavallate? Quello assorto? Quello con qualche etto di troppo? In ogni caso, l’immagine ritrae un momento della campagna elettorale, di fatto già cominciata. Sì, perché la manifestazione immortalata dal fotografo riguarda l’impegno, o il disimpegno, a seconda delle persone presenti, a sostegno degli ospedali minori, ma la mente del politico, si sa, è sempre oltre, sempre al di là, con lo sguardo fisso alle imminenti elezioni comunali. Tra meno di un anno, il sindaco di Vasto avrà già giurato nelle mani del prefetto e sarà investito nella pienezza delle sue funzioni. Nel caso della nostra città, significa, in pratica, avere una bella gatta da pelare, sia che vinca la destra, sia che vinca la sinistra, con in mezzo qualche variabile indipendente, sempre possibile. I politici li chiamano “riposizionamenti”: liste civiche per una tregua, rigorosamente armata, tra due o tre personaggi che non vedono l’ora di ricominciare a litigare. Comunque, la bacchetta magica, per risolvere i tanti problemi che ci affliggono, a cominciare dall’ordine pubblico, non ce l’ha nessuno e dobbiamo solo sperare che vinca il migliore.
Attenzione. In questa foto, che ho tratto da Piazza Rossetti, c’è il nuovo sindaco di Vasto. Sarà quello con le gambe accavallate? Quello assorto? Quello con qualche etto di troppo? In ogni caso, l’immagine ritrae un momento della campagna elettorale, di fatto già cominciata. Sì, perché la manifestazione immortalata dal fotografo riguarda l’impegno, o il disimpegno, a seconda delle persone presenti, a sostegno degli ospedali minori, ma la mente del politico, si sa, è sempre oltre, sempre al di là, con lo sguardo fisso alle imminenti elezioni comunali. Tra meno di un anno, il sindaco di Vasto avrà già giurato nelle mani del prefetto e sarà investito nella pienezza delle sue funzioni. Nel caso della nostra città, significa, in pratica, avere una bella gatta da pelare, sia che vinca la destra, sia che vinca la sinistra, con in mezzo qualche variabile indipendente, sempre possibile. I politici li chiamano “riposizionamenti”: liste civiche per una tregua, rigorosamente armata, tra due o tre personaggi che non vedono l’ora di ricominciare a litigare. Comunque, la bacchetta magica, per risolvere i tanti problemi che ci affliggono, a cominciare dall’ordine pubblico, non ce l’ha nessuno e dobbiamo solo sperare che vinca il migliore.
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