Per strada o in un letto d’ospedale
Morire come un cane sull’autostrada. È capitato ad un nostro conterraneo, al culmine di una lite con un camionista, che ha pensato bene di schiacciarlo col tir. Il poveretto si era steso a terra per impedire all’altro, un rumeno, di allontanarsi dopo un lieve tamponamento. Quanto vale la vita di un uomo al giorno d’oggi? E quella di una donna? Un nome a caso: Eluana Englaro. Io voglio sapere perché cavolo, negli ultimi istanti di vita, le idratavano le labbra. Non ci avevano detto che la povera Eluana era un vegetale? E allora come si spiega il fatto che avesse un regolare ciclo mestruale, al punto che era in grado di procreare? Non mi si venga a dire che ognuno è libero di fare quello che vuole, che la morte di Eluana è un fatto privato e cose radical-intelligenti del medesimo calibro. Qui si tratta di stabilire a quali regole debbano attenersi le Asl, enti pubblici per eccellenza, di fronte ai tanti casi in cui non vogliano o non sappiamo distinguere lo spartiacque tra la vita e la morte. Per parte mia, concordo col prof. Meluzzi, che tra l’altro non mi risulta sia cattolico: se non consideriamo la vita come sacra, sono possibili tutte le aberrazioni. Siamo sicuri che, in nome della libertà assoluta, non abbiamo imboccato una china molto pericolosa?
Morire come un cane sull’autostrada. È capitato ad un nostro conterraneo, al culmine di una lite con un camionista, che ha pensato bene di schiacciarlo col tir. Il poveretto si era steso a terra per impedire all’altro, un rumeno, di allontanarsi dopo un lieve tamponamento. Quanto vale la vita di un uomo al giorno d’oggi? E quella di una donna? Un nome a caso: Eluana Englaro. Io voglio sapere perché cavolo, negli ultimi istanti di vita, le idratavano le labbra. Non ci avevano detto che la povera Eluana era un vegetale? E allora come si spiega il fatto che avesse un regolare ciclo mestruale, al punto che era in grado di procreare? Non mi si venga a dire che ognuno è libero di fare quello che vuole, che la morte di Eluana è un fatto privato e cose radical-intelligenti del medesimo calibro. Qui si tratta di stabilire a quali regole debbano attenersi le Asl, enti pubblici per eccellenza, di fronte ai tanti casi in cui non vogliano o non sappiamo distinguere lo spartiacque tra la vita e la morte. Per parte mia, concordo col prof. Meluzzi, che tra l’altro non mi risulta sia cattolico: se non consideriamo la vita come sacra, sono possibili tutte le aberrazioni. Siamo sicuri che, in nome della libertà assoluta, non abbiamo imboccato una china molto pericolosa?
Nessun commento:
Posta un commento