giovedì 26 agosto 2010

PRIMA DI ANDARE A NANNA

La Iervolino, il principe de Curtis, Orazio e Parini

Totò la chiamava ‘a livella. Orazio, dal canto suo, parlava della morte che bussa aequo pede alle case dei ricchi e ai tuguri dei poveri. Per inciso, i Romani, impediti dalla tunica, trovavano più agevole bussare appunto col piede. È la fine di ogni uomo, il degrado delle nostre carni, senza distinzione fra nobile e plebeo, a pasto per i vermi (lo sottolineava il Parini). Per la Iervolino, rimasta chiusa all’interno del camposanto, il luogo geometrico dell’uguaglianza, si è mobilitata mezza città, sindaco in testa. Un dispiegamento di uomini e di mezzi proporzionale alla fama del personaggio. Vedremo cosa succederà la prossima volta, quando l’ultimo dei cittadini vastesi si attarderà sulla tomba dell’amico o del parente.

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