lunedì 27 settembre 2010

EVASIONE ELETTORALE

Una tentazione sempre presente

Un vecchio adesivo degli anni ’70 ritrovato per caso, mi ha fatto ragionare su un problema che ciclicamente si ripete in Italia. Quello della “evasione elettorale”. Ogni qualvolta che le cose non vanno per il verso desiderato, il popolo reagisce dichiarando “questa volta non vado a votare”. Devo dire che spesso anche io sono stato tentato di farlo salvo poi scegliere una strada diversa. La strada dell’impegno. Tutti sanno come è finita. Qualcuno ancora mi deride o mi commisera dicendomi: “Chi te lo ha fatto fare! La politica è tutta uno schifo. Io sono anni ormai che non voto più”. Costoro osteggiano solo quelli come me non andando a votare. Quelli che con la politica vogliono portare un po’ di “fare”, un po’ di “coscienza critica”. I professionisti invece cercano solo di mantenere il proprio potere.

“Sepolcri imbiancati”. Così Gesù definì i Farisei e gli Scribi, com' è scritto nel Vangelo di Matteo (cap.XXIII v.2), ma indirettamente tutti quelli che a prima vista appaiono degni di stima e di ammirazione, mentre dentro di loro, cioè moralmente, lasciano molto a desiderare a somiglianza delle tombe che si presentano belle di fuori, ma nell'interno contengono i resti macabri dei morti.

Inutile non andare a votare, i “sepolcri imbiancati” resterebbero sempre al proprio posto.

Occorrerebbe un corso di “educazione al voto”. Un corso che insegni al cittadino che non bisogna votare questo o quel politico perché da sempre è un politico. Non bisogna votare il “comparuzzo” o il nipotino perché “bravo guaglione”. Soprattutto non bisogna votare chi ti promette favori personali. Bisogna votare chi ha idee condivise e sa come queste si possono concretizzare, bisogna votare chi “promette” di operare per il miglioramento della qualità della vita (di tutti) e ci dà “garanzie” di riuscita.

E’ in questi giorni che si svolge la Woodstock di Beppe Grillo. Molti di noi che abbiamo vissuto il sogno di Wastock (ormai 32 anni fa) sorridono disincantati, altri al contrario vedono la fiammella riprendere vigoria, tuttavia è una fiammella. E’ il popolo che col voto può far ardere quel fuoco purificatore necessario per cancellare il malcostume, la retorica, l’incapacità … insomma la “merda” che tutti vedono, tutti vorrebbero scomparisse ma di fronte alla quale tutti, mi permetto di dire quasi tutti, chiudono il naso e gli occhi e magari voltano le spalle.

Francescopaolo D'Adamo

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