“Molto lontano dalla terra d’Italia io giaccio e da Taranto mia patria”
L’approccio con le persone è sempre facile, immediato, senza sovrastrutture mentali o pregiudizi etnici. Sarà che l’immenso porto (tutta la città, adagiata tra il Mar Grande e il Mar Piccolo, è un immenso approdo) li ha abituati a rapporti con gente che va e che viene, i Tarantini sono disponibili con tutti, anche con i Vastesi, il che è tutto dire. Un piccolo episodio di tanto tempo fa, quando ero giovane (anche io lo sono stato). La Fiat 126 bis, appena comprata a Milano, mi lasciò in mezzo della campagna, di notte, un bel pezzo prima del ponte di Punta Penna, mentre tornavo con moglie e figlio piccolo nella casa dove alloggiavo durante le vacanze estive. Panico. Dissi alla mia consorte: “mettiamo il bambino sul passeggino e avviamoci a piedi”. Ci guidavano le luci della città di Taranto, molto, molto lontane. Fatti pochi passi, si fermò un autobus del servizio pubblico che stava tornando al deposito: “siamo salvi” dissi. L’autista, arrivati nell’autorimessa, senza dirmi nulla e senza sapere nemmeno come mi chiamavo, andò a prendere la sua auto personale, tirò il freno a mano lasciando il motore acceso e mi fece: “prendetela e domani me la riportate”. Strano, vero? In questo mondo di schifo, dove tutti ci giriamo dall’altra parte per non vedere chi ha bisogno, non è un fatto miracoloso? Per la cronaca, rinunciammo a questa cortesia perché trovammo un’altra soluzione, ma l’auto del mio sconosciuto benefattore era lì, a mia disposizione.
Continua…
Giacinto Zappacosta
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Giacinto Zappacosta
Fiat 126 bis... Non dirmi che è partita la frizione. :)
RispondiEliminaBello l'accaduto!
Oggi anche ci sono persone che aiutano senza nulla in cambio... e senza che il "telegiornale" ne parli filmandoli come EROI...
Ma purtroppo per la maggiore dalla stessa massa di gente, vengono definiti stupidi, in quanto non ci guadagnano nulla, ed un riconoscimento, seppur su un blog, ed a distanza di anni: per molti è nulla!
Si attende il continuo....
Spero non ci siano sorprese.... al seguito: spero di no!
No, Maria, era la calotta che imbarcava umidità. Per la disperazione l'ho venduta. Alla prossima, se vorrai, sui miei viaggi in Magna Grecia.
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