Comunicato stampa
Vasto, 3 Dicembre 2010. - E’ molta l’incertezza, tra e nei partiti, circa la scelta dei candidati a Sindaco in previsione delle prossime consultazioni di primavera. Non si è, però, di fronte alle normali “manovre” che sempre hanno contrassegnato il periodo preelettorale. C’è qualcosa in più. Alle tattiche ed accordi che si accavallano cangianti, si affianca e sovrappone una nuova e sempre più crescente variabile. I Partiti ne sono consapevoli ma fanno finta di niente, come se la cosa non li riguardasse. Come se il problema, il vero problema, non esistesse e, per questo, potesse essere rimosso dalle loro considerazioni e giudizi. Si vuole qui dire che i partiti continuano a gestire la fase preelettorale senza curarsi della distanza siderale che, ogni giorno che passa, si va creando tra loro e la cittadinanza. E’ certo che i partiti siano lo strumento che, teoricamente, serve per organizzare democrazia e rappresentatività istituzionale, ma è altrettanto vero che la cittadinanza è talmente avulsa dalle tecniche utilizzate, all’interno dei partiti e per la individuazione della nuova classe amministrativa della città, da assumere un atteggiamento di comprensibile e crescente distacco ed evidente e palpabile sfiducia.
Dal canto loro i partiti, invece di creare nuovi metodi di coinvolgimento per stimolare l’interesse alla partecipazione, si arroccano nei propri schemi di struttura, ritenendo che le scelte operate nelle segrete stanze, in ultima analisi, possano e debbano per forza essere condivise da una popolazione in attesa del Messia. Non una idea progettuale, non una proposta amministrativa. L’amore per la stolida polemica, il gusto del dir male senza proporre alternative stanno rendendo, sempre più, il confronto realmente inutile per le prospettive di crescita della nostra città. Si compongono filiere sostenute dal solo interesse personale ad ottenere galloni e… scatti di carriera.
Ed in concreto, il terrore nascosto dei maggiori partiti, ammantato da un atteggiamento di incredibile presunzione, non permette si sviluppi un qualunque dialogo con la cittadinanza che, forse, vorrebbe conoscere, ammesso ne abbia ancora un po’ di voglia, quale futuro la politica le riservi! Non cogliere questi estremi sussulti di vivacità in una popolazione depressa da crisi di varia natura è cosa colpevole.
Non ci si meravigli, quindi, se nasce l’iniziativa “Progetto per Vasto” e se essa fa proseliti sulla base di un reale confronto con la popolazione che desidera partecipare, per il bene della città, alla costruzione di una prospettiva.
Massimo Desiati
Vasto, 3 Dicembre 2010. - E’ molta l’incertezza, tra e nei partiti, circa la scelta dei candidati a Sindaco in previsione delle prossime consultazioni di primavera. Non si è, però, di fronte alle normali “manovre” che sempre hanno contrassegnato il periodo preelettorale. C’è qualcosa in più. Alle tattiche ed accordi che si accavallano cangianti, si affianca e sovrappone una nuova e sempre più crescente variabile. I Partiti ne sono consapevoli ma fanno finta di niente, come se la cosa non li riguardasse. Come se il problema, il vero problema, non esistesse e, per questo, potesse essere rimosso dalle loro considerazioni e giudizi. Si vuole qui dire che i partiti continuano a gestire la fase preelettorale senza curarsi della distanza siderale che, ogni giorno che passa, si va creando tra loro e la cittadinanza. E’ certo che i partiti siano lo strumento che, teoricamente, serve per organizzare democrazia e rappresentatività istituzionale, ma è altrettanto vero che la cittadinanza è talmente avulsa dalle tecniche utilizzate, all’interno dei partiti e per la individuazione della nuova classe amministrativa della città, da assumere un atteggiamento di comprensibile e crescente distacco ed evidente e palpabile sfiducia.Dal canto loro i partiti, invece di creare nuovi metodi di coinvolgimento per stimolare l’interesse alla partecipazione, si arroccano nei propri schemi di struttura, ritenendo che le scelte operate nelle segrete stanze, in ultima analisi, possano e debbano per forza essere condivise da una popolazione in attesa del Messia. Non una idea progettuale, non una proposta amministrativa. L’amore per la stolida polemica, il gusto del dir male senza proporre alternative stanno rendendo, sempre più, il confronto realmente inutile per le prospettive di crescita della nostra città. Si compongono filiere sostenute dal solo interesse personale ad ottenere galloni e… scatti di carriera.
Ed in concreto, il terrore nascosto dei maggiori partiti, ammantato da un atteggiamento di incredibile presunzione, non permette si sviluppi un qualunque dialogo con la cittadinanza che, forse, vorrebbe conoscere, ammesso ne abbia ancora un po’ di voglia, quale futuro la politica le riservi! Non cogliere questi estremi sussulti di vivacità in una popolazione depressa da crisi di varia natura è cosa colpevole.
Non ci si meravigli, quindi, se nasce l’iniziativa “Progetto per Vasto” e se essa fa proseliti sulla base di un reale confronto con la popolazione che desidera partecipare, per il bene della città, alla costruzione di una prospettiva.
Massimo Desiati
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