martedì 7 dicembre 2010

SPARISCONO ANCHE LE TOMBE

Damnatio memoriae

A seguito di un' imprecisata iniziativa all' interno del cimitero di Napoli, ben presto potrebbero scomparire tombe antiche. Fra queste anche quelle di diversi Soldati borbonici protagonisti delle vicende militari degli anni 1860 - 1861.
A seguito di ciò per chi volesse portargli un ultimo saluto prima che vadano disperse le tombe vi segnalo qui di seguito alcune collocazioni:
Pasquale de Alcubierre Sergente del 14° Cacciatori Congrega di S. Alessio al Lavinaio;
Guglielmo Maresca Soldato dei Carabinieri a Cavallo Congrega di S. Petrillo ai Cangiani;
Francesco Palazzi Sergente dei Tiragliatori della Guardia Congrega del Bambino Gesù alla Pietrasanta;
Francesco Anfora Capitano del Genio Congrega di S. Giuseppe dei Nudi;
Giuseppe Barmetler Artigliere del Reggimento Regia Artiglieria, loculo nel viale d'ingresso del cimitero (ultimo reduce dell' armata ad essere morto anno 1927);
Raffaele Criscuolo Comandante del Corpo dei Cannonieri Marinai Congrega di S. Lucia a mare;
Inoltre sono presenti numerose tombe di alte personalità civili e militari del ex Regno delle Due Sicilie nella congrega dei nobili di S. Giacomo al quadrato vecchio.

Luca Esposito
Rete informazione Due Sicilie

3 commenti:

  1. Che brutta cosa la non più esistenza di tombe...
    E questi erano pure graduati o comunque noti dell'epoca.
    Ricordo circa quindici anni fa, accompagnai una mia zia ad cimitiro nel vastese, del suo paese natale, prima che si traserì a Novara per fare la mondina, (credo cominciò a fare la mondina proprio tra le risaie di San Salvo e poi scelse di partire) dove sposò il suo "caporale" e li rimase... (ricordo le memorabili giocate nella loro cascina e le memorabili avventure con la loro capretta più simpatica: Mirella).
    Mia zia cercò la tomba della sua mamma che morì dandola alla luce... Nessuno, nemmeno il suo marito, mio nonno che si risposò con mia nonna, ebbe il tempo, visto che morì comunque giovane, mia mamma era ragazzina, di conservarne e rinnovarle il posto nella tomba in terra... quindi passati venti anni andò a finire nell'ossaio comune e non c'era più nemmeno un posto dove poter leggere il suo nome, se non un misero registro. (ricordo lo sguardo triste e di smarrimento di mia zia...)
    Spero che se proprio serve altro spazio per i nuovi arrivi, (nono solo per il cimitero citato nell'articolo)facciano un piccolo, piccolissimo anche, altare con i nomi di tutti coloro che ora sono ancora visibili ed aggiungano un ricordo per tutti quelli che hanno avuto comunque una sepoltura in quel cimitero...
    Sono tracce di memoria sia storica che di vita comune.... 150 anni non sono un abisso!
    Se considero, personalmente, semplicemente che i miei nonni campani erano della prima decade del 1900, immagino che i loro genitori fossero delle ultime decadi del 1800 circa, che sono (erano) i miei bisnonni, (i nonni di mio padre) e quindi di quei tempi, dal 1860 in giù, erano i bisnonni del mio papà...
    Stessa cosa per i miei nonni abruzzesi (materni).
    Se non mi sono persa per strada, direi che con mio figlio, siamo solo alla quinta generazione... Non si sono superate in linea di massima, tra chi genera prima e chi dopo, nemmeno le fatidiche sette generazioni....

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  3. Cara Maria, ti racconto una cosa che non ho mai detto a nessuno. Salvatore D'Attilio, mio trisavolo, soldato del Regno, combattè contro gli invasori sul Volturno. Lì se ne persero le tracce. Speriamo che Dio lo abbia fatto morire in battaglia, piuttosto che a Fenestrelle. Ciao.

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