Vite (e sedi elettorali) parallele
Plasticamente, topograficamente, il discorso si sviluppa nell’ambito dello stesso isolato, quello delimitato da via Marchesani, piazza Diomede e piazza Barbacani. Due sedi elettorali, due candidati, due storie da raccontare. In rigoroso ordine alfabetico, Massimo Desiati e Gino Marcello sono presenti. Diciamo che si sono messi in proprio, ognuno per conto suo, dimostrando di saper fare da sé, palesando perlomeno coraggio, quel coraggio che manca ai vertici locali del Pdl, imbrigliato nei pasticci dei due consoli o, come suggerisce l’amico preside D’Adamo, dei Dioscuri. Per la verità, il consigliere Marcello non ha ancora dichiarato come si muoverà, ma è ormai evidente il solco profondo che lo divide da chi non ha saputo valorizzarlo. Il problema, come spesso avviene, è pre-politico, molto umano: in rigoroso ordine di anzianità, Marcello e Desiati fanno ombra, rischiano di incrinare determinate posizioni di rendita. Meglio fare a meno della loro dote di voti e vivere tranquilli. A costo di distruggere un partito, quel Pdl che dovrebbe raccogliere tutti i moderati.
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