I dati relativi alla criminalità mortificano Vasto
Per noi vecchi cronisti è una novità che facciamo fatica ad accettare. La criminalità irrompe a Vasto e ruba la scena agli altri fatti di cronaca, che pure non mancano. Furti, rapine, accoltellamenti, risse, incendi di auto, episodi che il linguaggio burocratico (chissà perché) riconduce alla categoria della micro-criminalità, rischiano di diventare una costante quotidiana.
Un quarto di secolo fa, un gruppo di delinquenti venne in trasferta dalla Puglia per compiere una rapina. I malviventi furono presi dopo qualche ora, associati alle patrie galere, processati e condannati. Sui vari giornali (in numero molto minore rispetto alle varie testate offerte oggi all’attenzione dei lettori) ne scrivemmo in lungo e largo, per parecchie settimane. Il fatto, di per sé eclatante, insolito, ebbe, come era naturale che fosse, una vasta eco nell’opinione pubblica, non adusa a tanto clamore. Il rischio è ora l’assuefazione, la rassegnazione, il considerare tutto come normale, come uno scotto da pagare a seguito della crescita demografica. Qualcuno ci suggerisce di distinguere la insicurezza reale e la insicurezza percepita, come se il cittadino, dotato di intelligenza e di discernimento, non fosse in grado di giudicare una situazione che non avrebbe bisogno di commenti. Abbiamo anche appreso che comunque Vasto è al di sotto della media nazionale per quanto attiene gli episodi criminosi: menomale, verrebbe da dire, e ci mancherebbe altro. Sono tutte rassicurazioni che non rassicurano.
I dati, se non vogliamo fare affidamento sulla percezione avvertiti dai singoli, dimostrano come non ci sia da stare allegri. Lo riferisce il prefetto: nella nostra città i reati, nel 2010, sono stati 2.006, con un incremento, rispetto all’anno precedente, del 18%, mentre nella vicina Lanciano sono stati 1.059, con un decremento dell’11%. Un calo, quantificato in un 9%, è stato registrato anche nella città di Chieti. Solo Vasto, dunque, nell’ambito della provincia, si distingue per un dato che non avremmo mai voluto leggere.
Ci avviciniamo alla data delle elezioni amministrative. La speranza è che i candidati sindaci si confrontino seriamente sul da farsi, offrendo ai cittadini elettori soluzioni possibili per restituire alla città quella pace che sembra persa. Certo, un sindaco non può risolvere un problema che chiama in causa lo Stato, con i suoi apparati di prevenzione e di repressione. Ma un sindaco, se davvero determinato, può fare molto, anche in questo campo. Può chiedere, ed ottenere, per esempio, una presenza più massiccia di agenti della Polizia di Stato o di Carabinieri, che andrebbero a rinfoltire i ranghi, magari nel periodo estivo, quando gli spostamenti tipici della bella stagione attirano i malintenzionati. E poi c’è sempre sul tappeto, mai affrontato compiutamente, il problema della videosorveglianza, un occhio a tutela della tranquillità dei cittadini, con la sua duplice valenza, dissuasiva e di sostegno all’attività delle forze dell’ordine. In ogni caso, occorre muoversi in fretta.
Giacinto Zappacosta
pubblicato su Il Vastese
Per noi vecchi cronisti è una novità che facciamo fatica ad accettare. La criminalità irrompe a Vasto e ruba la scena agli altri fatti di cronaca, che pure non mancano. Furti, rapine, accoltellamenti, risse, incendi di auto, episodi che il linguaggio burocratico (chissà perché) riconduce alla categoria della micro-criminalità, rischiano di diventare una costante quotidiana.Un quarto di secolo fa, un gruppo di delinquenti venne in trasferta dalla Puglia per compiere una rapina. I malviventi furono presi dopo qualche ora, associati alle patrie galere, processati e condannati. Sui vari giornali (in numero molto minore rispetto alle varie testate offerte oggi all’attenzione dei lettori) ne scrivemmo in lungo e largo, per parecchie settimane. Il fatto, di per sé eclatante, insolito, ebbe, come era naturale che fosse, una vasta eco nell’opinione pubblica, non adusa a tanto clamore. Il rischio è ora l’assuefazione, la rassegnazione, il considerare tutto come normale, come uno scotto da pagare a seguito della crescita demografica. Qualcuno ci suggerisce di distinguere la insicurezza reale e la insicurezza percepita, come se il cittadino, dotato di intelligenza e di discernimento, non fosse in grado di giudicare una situazione che non avrebbe bisogno di commenti. Abbiamo anche appreso che comunque Vasto è al di sotto della media nazionale per quanto attiene gli episodi criminosi: menomale, verrebbe da dire, e ci mancherebbe altro. Sono tutte rassicurazioni che non rassicurano.
I dati, se non vogliamo fare affidamento sulla percezione avvertiti dai singoli, dimostrano come non ci sia da stare allegri. Lo riferisce il prefetto: nella nostra città i reati, nel 2010, sono stati 2.006, con un incremento, rispetto all’anno precedente, del 18%, mentre nella vicina Lanciano sono stati 1.059, con un decremento dell’11%. Un calo, quantificato in un 9%, è stato registrato anche nella città di Chieti. Solo Vasto, dunque, nell’ambito della provincia, si distingue per un dato che non avremmo mai voluto leggere.
Ci avviciniamo alla data delle elezioni amministrative. La speranza è che i candidati sindaci si confrontino seriamente sul da farsi, offrendo ai cittadini elettori soluzioni possibili per restituire alla città quella pace che sembra persa. Certo, un sindaco non può risolvere un problema che chiama in causa lo Stato, con i suoi apparati di prevenzione e di repressione. Ma un sindaco, se davvero determinato, può fare molto, anche in questo campo. Può chiedere, ed ottenere, per esempio, una presenza più massiccia di agenti della Polizia di Stato o di Carabinieri, che andrebbero a rinfoltire i ranghi, magari nel periodo estivo, quando gli spostamenti tipici della bella stagione attirano i malintenzionati. E poi c’è sempre sul tappeto, mai affrontato compiutamente, il problema della videosorveglianza, un occhio a tutela della tranquillità dei cittadini, con la sua duplice valenza, dissuasiva e di sostegno all’attività delle forze dell’ordine. In ogni caso, occorre muoversi in fretta.
Giacinto Zappacosta
pubblicato su Il Vastese
Nessun commento:
Posta un commento