In questi tempi in cui, non so perché, si vuole per forza creare una frattura tra il mondo giovanile ed il resto della città, io voglio tentare di giocare in questo campo “fangoso” ed esprimere un mio pensiero. Forse meglio sarebbe dire una mia sensazione.
I giovani di Vasto hanno un solo ed enorme problema comune: la noia. La maggior parte delle persone e molti degli stessi giovani non lo sanno o pensano che questa sia generata da mancanza di strutture, luoghi di aggregazione, luoghi di svago, attività ad essi dedicate. Non è così, o meglio, sicuramente anche questo, ma la “noia” è generata dalla mancanza di una ben più importante causa: il confronto di idee, lo scambio di impressioni, insomma sempre le stesse … facce.
L’estate quando a Vasto si incontrano volti nuovi, si scambiano impressioni, si dialoga di argomenti non soliti, il problema, se non scompare, diminuisce notevolmente. Durante il periodo natalizio e quello pasquale, col ritorno di coloro che per studio o per lavoro risiedono fuori città, si vede un “bel” movimento e si ascolta il chiacchiericcio di chi aspetta con ansia di abbandonare la “monotonia” quotidiana. Durante il resto dell’anno però, cosa dovrebbe fare un “giovane”, ma diciamolo, anche chi giovane lo è stato prima, per non … annoiarsi?
Per i primi c’è internet, per i secondi c’è la televisione o il supermercato. Per tutti c’è il cinema o i locali di intrattenimento ma gli incontri, gli argomenti, le discussioni, sono sempre gli stessi.
“A li timba mi ‘nge statteve niende! Eppure” … Eppure … i tempi sono cambiati.
Cosa sarebbe “necessario” per risolvere il problema?
Tutti a questo punto si porranno la domanda e diranno che la mia proposta è banalissima come “l’uovo di Colombo”. La mia risposta infatti è “riportare a Vasto l’Università”.
Bravo all’asino, mi direbbe la “maestra”, ti sei sforzato!
Devo tuttavia specificare che questa mia semplice risposta, alla luce del periodo storico che stiamo vivendo, assume un particolare valore se se aggiungiamo alla proposta: “dobbiamo riportare l’Università a Vasto” la domanda: Come?
Questa semplice domanda farà scaturire una serie di altri quesiti: Fino ad ora qualcuno ci ha provato? E se si, ci ha provato seriamente? Nella maniera giusta? Seguendo i canali giusti? Seguendo le regole consone per l’ottenimento del risultato cercato?
Adesso qualcuno obbietterà che siamo già in campagna elettorale e che io parlo solo per chiedere i voti. A costoro risponderò che a tal fine, più semplice sarebbe parlare delle deiezioni canine. Mi piace invece pensare che chi sarà eletto, abbia le capacità, nel rispetto delle regole vigenti, di rivolgere istanza a chi di competenza per portare una facoltà universitaria nella nostra città.
Tutti ricordano quanto “movimento” hanno portato quei “pochi” studenti nel breve tempo dell’esistenza della “D’Annunzio” a Vasto. Probabilmente però nessuno ha pensato alle motivazioni che hanno generato questo “movimento”. Non solo l’affitto degli appartamenti, non solo l’apertura di Pub o Bar ma anche e soprattutto la circolazione delle idee, lo scambio di opinioni diverse … per farla breve le “facce nuove”.
Francescopaolo D'Adamo
I giovani di Vasto hanno un solo ed enorme problema comune: la noia. La maggior parte delle persone e molti degli stessi giovani non lo sanno o pensano che questa sia generata da mancanza di strutture, luoghi di aggregazione, luoghi di svago, attività ad essi dedicate. Non è così, o meglio, sicuramente anche questo, ma la “noia” è generata dalla mancanza di una ben più importante causa: il confronto di idee, lo scambio di impressioni, insomma sempre le stesse … facce.L’estate quando a Vasto si incontrano volti nuovi, si scambiano impressioni, si dialoga di argomenti non soliti, il problema, se non scompare, diminuisce notevolmente. Durante il periodo natalizio e quello pasquale, col ritorno di coloro che per studio o per lavoro risiedono fuori città, si vede un “bel” movimento e si ascolta il chiacchiericcio di chi aspetta con ansia di abbandonare la “monotonia” quotidiana. Durante il resto dell’anno però, cosa dovrebbe fare un “giovane”, ma diciamolo, anche chi giovane lo è stato prima, per non … annoiarsi?
Per i primi c’è internet, per i secondi c’è la televisione o il supermercato. Per tutti c’è il cinema o i locali di intrattenimento ma gli incontri, gli argomenti, le discussioni, sono sempre gli stessi.
“A li timba mi ‘nge statteve niende! Eppure” … Eppure … i tempi sono cambiati.
Cosa sarebbe “necessario” per risolvere il problema?
Tutti a questo punto si porranno la domanda e diranno che la mia proposta è banalissima come “l’uovo di Colombo”. La mia risposta infatti è “riportare a Vasto l’Università”.
Bravo all’asino, mi direbbe la “maestra”, ti sei sforzato!
Devo tuttavia specificare che questa mia semplice risposta, alla luce del periodo storico che stiamo vivendo, assume un particolare valore se se aggiungiamo alla proposta: “dobbiamo riportare l’Università a Vasto” la domanda: Come?
Questa semplice domanda farà scaturire una serie di altri quesiti: Fino ad ora qualcuno ci ha provato? E se si, ci ha provato seriamente? Nella maniera giusta? Seguendo i canali giusti? Seguendo le regole consone per l’ottenimento del risultato cercato?
Adesso qualcuno obbietterà che siamo già in campagna elettorale e che io parlo solo per chiedere i voti. A costoro risponderò che a tal fine, più semplice sarebbe parlare delle deiezioni canine. Mi piace invece pensare che chi sarà eletto, abbia le capacità, nel rispetto delle regole vigenti, di rivolgere istanza a chi di competenza per portare una facoltà universitaria nella nostra città.
Tutti ricordano quanto “movimento” hanno portato quei “pochi” studenti nel breve tempo dell’esistenza della “D’Annunzio” a Vasto. Probabilmente però nessuno ha pensato alle motivazioni che hanno generato questo “movimento”. Non solo l’affitto degli appartamenti, non solo l’apertura di Pub o Bar ma anche e soprattutto la circolazione delle idee, lo scambio di opinioni diverse … per farla breve le “facce nuove”.
Francescopaolo D'Adamo
egr. arch.
RispondiEliminapartiamo già con un errore di fondo. L'università a Vasto c'è ed è rappresentata dalla Facoltà di Scienze Infiermeristiche. Eventualmente si può parlare di incrementare l'offerta formativa, ma, a meno che non si raggiungano accordi specifici con le Università per l'adozione di corsi di laurea già esistenti, per una norma voluta dal Ministro Mussi ai tempi del Governo Prodi è impossibile aprire nuove Facoltà...
Luigi Spadaccini
Una cosa esiste veramente se si vede, altrimenti è il "dogma". Ma questo è un altro problema.
RispondiEliminaIo col mio articolo voglio evidenziare il problema che affligge i giovani: "la noia" e per "noia" intendo la mancanza di nutrimento "intellettuale". Ci si nutre intellettualmente solo con lo scambio di idee e queste devono essere fresche e approfondite quotidianamente. Un pò come la verdura. Anche Lei signor Anonimo parte da un "errore di fondo" quello di leggere secondo il suo punto di vista e quindi "interpretare" alla sua maniera.
Sicuro di un Suo succesivo intervento, mi fermo qui.
Mi permetto di osservare che annualmente a Vasto si tengono convegni di notevole spessore culturale e sta partendo il terzo Seminario di Alti Studi del Centro Europeo di Studi Rossettiani, quest'anno il Seminario è dedicato alla letteratura, e quasi nessuno ne parla. A questi appuntamenti, purtroppo, non vedo giovani, e, ahimè, non vedo i docenti. Caro Francescopaolo, ti garantisco che lo spessore delle relazione è altissimo. Se poi vogliamo affittare case e creare movimento, bè, è più difficile. L'Università non tornerà a Vasto perchè per legge non si possono aprire corsi laurea nelle periferie delle sedi universitarie, nè possono aprirsi dei Master Universitari perchè la "D'Annunzio" vuole prima essere pagata (quasi un miliardo delle vecchie lire di debito non onerato!) e poi potrebbe sedersi a tavolino per discutere di Master. Resta la speranza fondata di creare una Università Vastese per Stranieri, in Italia ce ne sono solo due, e verso questa direzione si muove il Centro Rossettiano. Bisogna solo crederci!
RispondiEliminaCaro Nicolangelo non mettertici anche tu. Intanto per l'Università sai che non è così. Poi io non parlo di circolazione di "cultura" parlo di scambio di idee, scambio di opinioni, scambio di problematiche, rapporti nuovi, punti di vista nuovi, che musia sis ente, che mangi a mezzo giorno ... insomma la quotidianità!
RispondiEliminaPS. Pensavo fosse il Bradipo l'animale più lento della terra.
Egr. Arch., innanzitutto non sono anonimo visto che ho firmato quanto scritto; in secundis, non ho interpretato o commentato quello che ha detto ma mi sono solo rifatto ad una affermazione di fondo errata. Riguardo la visibilità vedo con piacere che lei non frequenta molto spesso il nosocomio cittadino altrimenti non avrebbe modo di dubitare di quanto dico nè, evidentemente, ha dati sulla frequenza del corso di Laurea. E poi, io non ho detto che non concordo con Lei ma le affermazioni non veritiere vanno corrette: è lei o non è lei che ha scritto "“riportare a Vasto l’Università”...io ho semplicemente chiarito che l'Università c'è già (Facoltà distaccata della D'Annunzio di Chieti, per intenderci)...chi è, allora che interpreta in senso elettorale? Fa bene il Buon preside a ricordare come ho fatto io che finchè non viene cambiata la Legge nazionale (ribadisco, voluta dal Ministro Mussi, ultimo Governo Prodi) non si potranno avere nuove Facoltà. Peraltro non concordo con lui quando riduce la questione ad una mera mancanza di fondi. Io non sono un candidato, quindi lascio la propaganda agli esperti...(è meglio se la firma la riporto in testa
RispondiEliminaBene! visto che ti sei accorto che l'errore (sicuramente involontario come il mio) è tuo riguardo alla firma, ribadisco che se è necessario frequentare un nosocomio per sapere che esiste l'università nella nostra città, vuol dire che per quanto inerente il problema giovanile che ho sollevato, questa università non esiste. Ribadisco che l'università come le conferenze di cui parla Nicolangelo, servono anche a alimentare fermenti e quanto altro non mi va più di elencare.
RispondiEliminaA proposito, tu che sei molto informato, quanti frequentatori di questa facoltà vivono a Vasto? Sarebbe una buona informazione per ampliare il discorso.
Caro Luigi, parlo di iniziative gestite dal sottoscritto e non per sentito dire. Il problema dei soldi esiste, ci sono le carte, ci sono i solleciti ecc. voglio dire: non è un problema elettorale! Quando mi sono incontrato, tre volte, con il delegato del Rettore per recuperare a Vasto almeno un Master biennale, mi sono sentito rispondere che il progetto era fattibile, ma bisognava onorare gli accordi pregressi (ma di questi debiti si è parlato spesso, non sto rivelando nulla di nuovo).
RispondiEliminaA Francescopaolo ricordo che neppure ai tempi del Diploma di Interpretariato (non era una Facoltà) vi era poi quel traffico a cui allude (almeno per ampiezza), del resto se Vasto non attira giovani dal circondario, dal lancianese, dal basso e medio Trigno, fino a Termoli....la colpa è anche dei privati che non investono in tal senso. Del Borrello ha fatto debiti a non finire, ma ha messo a disposizione dei vastesi e del circondario ben 6 sale cinematografiche...con la chiusura dell'ultimo cinema a Termoli, adesso vengono anche da lì per vedersi una prima. Non aspettiamoci tutto dal pubblico...
Ragazzi, vi ringrazio dei vostri interventi, che ho letto con interesse. Non aggiungo il mio perché è un tema che non conosco.
RispondiElimina@Francescopaolo: eventualmente io mi preoccuperei più del fatto che molti dei quei mini-laureati siano costretti a fare valigia e partire per il Nord. Resta il fatto che di fronte ad una mera correzione concettuale lei si sia sentito toccato in prima persona. Torno a ribadire che l'ampliamento dell'offerta formativa di grado universitario ci trova concordi (qualora fosse possibile, ma non lo è. @Nicolangelo: quando dico che non sono d'accordo con lei quando la questione si riduce ad un mero bisogno di quattrini, intendo proprio quello che lei afferma nell'ultima parte del suo discorso: qui o ci mettiamo in testa che tutti devono contribuire alla causa, privati in primis. Ed è questo il compito principale di una buona Amministrazione comunale. Cercare di lavorare sulla mentalità imprenditoriale, mediare le forze economiche del Comprensorio per raggiungere gli obiettivi di uno sviluppo culturale quanto economico (perchè la formazione fa economia diretta ed indiretta). Un po' come nel turismo, dove c'è gente che spera ancora che sia l'Amministrazione comunale a portare turisti senza muovere un dito in prima persona. Con grande stima di entrambi, vi saluto.
RispondiEliminaApprofitto della disponibilità dell'amico Giacinto e rispondo nella speranza di non annoiarvi. Caro Luigi, mi consenta la familiarità, il problema del debito eccessivo che abbiamo con l'Unichieti nasce dalla mancata costituzione di un "Consorzio Universitario", formato ovviamente da soggetti pubblici e privati, che avrebbe dovuto farsi carico delle spese (a mio avviso eccessive) della convenzione. Non si curò all'epoca neppura il protocollo di investimento che la "D'Annunzio" avrebbe dovuto accollarsi per la gestione dell'attività didattica, mi riferisco, p.e., all'acquisto indispensabile di un laboratorio linguistico interattivo per le esercitazioni degli allievi (Ricordo che a Vasto fu assegnato il "Di.U.", ovvero Diploma Universitario, di Interpretariato e pertanto quel laboratorio era indispensabile). Per sopperire si rivolsero al- l'ITCG "Palizzi" (che ne aveva uno eccellente) di cui all'epoca ero Dirigente, e sopperirono alla carenza. A Lanciano analoga iniziativa fu gestita da un Consorzio.
RispondiEliminaIl capitolo turismo richiederebbe spazio e tempo per un minimo di chiarimenti e doverose informazioni. Sono tra i pochi "bastiancontrari" che non credono affatto che Vasto abbia una vocazione turistica, per la totale mancanza di cultura turistica della città, ovvero degli operatori diretti e indiretti. Per quello che poteva valere ho sempre criticato le consistenti spese dell'amministrazione comunale per la partecipazione alle fiere di settore per "vendere" il turismo vastese. A quelle fiere, oltre al Comune, dovrebbero partecipare l'associazione degli albergatori e le altre di settore, ma a Vasto questa disponibilità è quasi del tutto sconosciuta. Voglio troppo bene a Vasto per raccontarvi una serie di gustosissimi aneddoti estivi che illustrano molto bene la nostra capacità di "fare" turismo.
Mi fa piacere che ci troviamo concordi su molte questioni...entrambi ripetiamo che bisogna investire tutti assieme per avere la possibilità di fare le cose. Inoltre, io dico sempre che ci si dimentica che Vasto ha alcune delle aziende più importanti del Centro-Sud, è compresa tre nuclei industriali nei e con i quali, probabilmente, lavora il 65% della popolazione, un'agricoltura di rilievo assoluto (ed i vari premi a Jasci, Del Casale, Sputore, Zimarino) ne sono una dimostrazione lampante...non solo turismo, quindi...sono onorato che lei mia dia del tu...a me consenta un riverenza nei suoi confronti...
RispondiEliminaOttimi spunti, ragazzi. Grazie.
RispondiElimina