martedì 30 agosto 2011

IL DESERTO DEI TARTARI

Fuga di massa dalla sconfitta

Mentre Febbo dorme sonni tranquilli, la catastrofica situazione del Pdl vastese, priva di sbocchi, assume i contorni di un consapevole suicidio. Il commissariamento del partito, a sua volta commissariato dal cordone sanitario creatogli attorno, non ha prodotto gli effetti sperati dalla base e dai simpatizzanti. Anzi, se effetto c’è stato, questo va individuato nella fuga dei sostenitori, sempre più incazzati e disillusi. Manca, in buona sostanza, la volontà politica, in capo all’oligarchia, di affrontare le questioni che sono sul tappeto, a cominciare dalla terribile mazzata rimediata in occasione delle recenti elezioni comunali, vale a dire un indice di gradimento pari al 12% ed in procinto di ulteriori probabili erosioni. Eppure, lì per lì le premesse sembravano esserci tutte, sostenute da una indomita volontà alfieriana. Poi, mestamente, il ritorno alla realtà segnata dalle solite, vecchie tattiche finalizzate a conservare l’esistente e, se possibile, a dissotterrare chi sembrava già morto. L’idea è stata geniale, non c’è che dire: la figura e le funzioni del commissario vengono sapientemente annichilite dalla creazione di un “gruppo di lavoro”, a sua volta frutto di quello che di più vecchio offre la politica politicante. Manuale Cencelli a portata di mano, il Pdl locale ha affiancato il commissario ad uno stuolo francamente impresentabile. Intanto, le settimane e i mesi passano in un’attesa senza senso, tipo “Il deserto dei Tartari”.


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