domenica 19 febbraio 2012

Per una informazione corretta non politicista della questione energetica a Vasto

Un comunicato scarno, debole e infelice quello emesso dal Comune il 17 febbraio a proposito della sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Pescara che respinge - (con motivazioni confuse, -secondo la nostra opinione-, che ignora la realtà della area di Punta Penna e di tutto ciò che vi insiste in quanto a industrie, capannoni commerciali, residenze, marineria, turismo, inquinamento e danni alla salute ) - il ricorso proposto da una ditta privata, per un progetto relativo alla realizzazione di un impianto di energia rinnovabile pulita di circa 1 megawatt nell’area di Punta Penna, e bocciato dal comitato di gestione della riserva di punta d’Erce. Aggiungiamo che un impianto fotovoltaico non emette fumi inquinanti in atmosfera. Una difesa debolissima dopo le vicende che hanno caratterizzato la questione Biomasse dentro Punta Penna a ridosso della riserva di Punta d’Erce, di un’amministrazione comunale dopo aver espresso parere favorevole alla installazione della Histonia Energy (biomasse da 4 magawatt) a seguito del determinante parere espresso dal Comitato di Gestione; rappresentato dall’assessore all’Ambiente Anna Suriani di SEL, dal rappresentante dell’Arta (agenzia regionale tutela ambientale) all’epoca Vincenzo Ronzitti e membro WWF, e dall’allora dirigente del settore urbanistico Avv. Mercogliano. Per capire meglio a proposito dell’ARTA, poi, va detto che nel 2006 – 2008, l’assessore all’Ambiente regionale Franco Caramanico del partito SEL e titolare politico dell’agenzia, si fece presentatore di una legge che incentivasse lo sviluppo delle energie da biomasse, ma che alla luce della mobilitazione cittadina vastese contro l’impianto della Histonia Energy, nella veste di consigliere regionale interpella la Giunta regionale per bloccarla. Misteri della politica: dire una cosa e scriverla e poco dopo dire e scrivere il contrario!
Il comunicato comunque si conclude con la goffa difesa del comitato di gestione della riserva che avrebbe mostrato coraggio nella cura ambientale di Punta Penna e di Punta D’Erce preservandola da oscuri interessi economici (in questo caso di un piccolissimo impianto fotovoltaico da circa 1 megawatt).
Il comunicato non dice perché questi stessi hanno invece detto sì all’impianto a biomasse della ditta Histonia Energy, - pare trattarsi di una finanziaria italo svizzera che ha generato, non energia, - ma che ha suscitato violenti contrasti in città provocando una mobilitazione che è culminata con la raccolta di oltre 5000 firme contrarie all’impianto. E non ci dice il comunicato come mai il comune di Vasto assieme al comitato di gestione, prima esprime parere favorevole alla Histonia Energy e poi ricorre al TAR per annullare la decisione espressa. Insomma atteggiamenti politici schizoidi, farsa indecorosa di soggetti inadeguati che amministrano la città con superficialità e scarsissimo senso pubblico.
Suggeriamo comunque all’ispiratore del comunicato di informarsi un po’ meglio rispetto ad altri comuni come quelli di Collelongo e di Villavallelonga che hanno rilasciato autorizzazioni ad impianti di 3 megawatt con il benestare del Parco Nazionale d’Abruzzo. Il comunicato non ci informa sulla latitanza dell’amministrazione circa una previdente pianificazione di un piano regolatore energetico rispetto a nuove richieste di investimenti privati di impianti di energia rinnovabile; una assenza di programmazione che rende confuso il quadro amministrativo in cui la città si trova. Vedono gli amministratori come il territorio agricolo vastese negli ultimi tempi si sia trasformato in immenso parco fotovoltaico?.
Ma nel caso di specie infatti i pareri favorevoli degli enti coinvolti nel procedimento, confermano che l’impianto non rientra nel perimetro della riserva ma nella fascia di rispetto dove si trova l’area di Punta Penna e che l’impianto è perfettamente il linea con le indicazioni del piano di assetto naturalistico della stessa riserva. Sono in attesa di conoscere le posizioni (se ne hanno!) dei partiti della coalizione: Italia dei Valori, Rifondazione comunista, Giustizia sociale, e gli ambientalisti del PD, rispetto a questo caso considerato che si sono detti ambientalisti convinti dopo il caso Histonia Energy.

La Nuova Terra
Ivo Menna ambientalista storico

Nessun commento:

Posta un commento