lunedì 10 settembre 2012



                                   Associazione culturale
                                               “IL CINEOCCHIO”


Allestita una Galleria del maestro Fabio De Poli  nella Sala Mattioli di Vasto dal titolo “Venti anni con Vasto”   Curatore Nicola Cucinieri
1 SETTEMBRE   -- 23 SETTEMBRE 

Nel suono del silenzio vieni accolto nella saletta Mattioli dove sono esposti i lavori di Fabio De Poli.
Una Galleria come dice il titolo, che un po ripercorre le tappe del rapporto tra il maestro e la città nell’arco temporale di un ventennio. Forti sono i colori di De Poli, messi su tela, su carta, su legno. La creazione pittorica, viene resa evidente dalle sue opere: facce deformate, simbolo anticipatore  di una società atomizzata e frammentata, che riproducono le inquietitudini e gli stati d’animo che continua a interrogarci e che interroga.
Le figure e i personaggi di De Poli sono reali e nel contempo fantastici, mai immobili, si muovono e muovono l’osservatore che sembra partecipare lo svolgimento artistico nell’istante della sua genesi. De Poli: una ricerca sempre aperta se solo osserviamo i tre lavori su Robespierre le cui inquietitudini ci angosciano e ci sollevano, sollecitando l’istinto alla giustizia e al diritto umano. Questa è l’arte che ci parla, si immerge e vive nelle cose quotidiane, spingendoci all’azione. Un’arte contemporanea che segue il filo della storia nel suo sviluppo contraddittorio, che vola nel silenzio e nel sogno come le figure di auto d’epoca stile anni trenta, le armonie melodiche della musica jazz, come la installazione in parete del pianista e del pianoforte, - omaggio a Gershwin - , quel violino dimezzato e interrotto alla Braque che ci guarda, come le teste influenzate da Bacon. Il percorso, il ciclo non si interrompe di De Poli artista con questa sua presenza a Vasto, con la sua gioiosa illustrazione, con i suoni e i colori che ci avvolgono. L’allestimento di De Poli a Vasto ci offre non solo un ricordo e una azione dei suoi rapporti con la citta’ compiuti di senso, ma una ricerca complessa e originale, una contemporaneità derivata dai filtri della sensibilità delle diverse epoche artistiche.

                       il Cineocchio

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