mercoledì 1 febbraio 2017

NON MI PIACE

 


Non mi sono mai fidato dei democristiani e non cambio idea oggi. Mattarella è stato eletto con una pluralità di espressioni linguistiche, in ossequio alla volontà di potenza del capetto di turno e alla sua necessità di controllo sistematico. “On. Mattarella, Sergio Mattarella, S. Mattarella” e via discorrendo. I verificatori, appollaiati al di là dei catafalchi, hanno riscontrato, cronometro in mano, che il grande (si fa per dire) elettore non avesse consegnato la scheda in bianco. Nessuno si scandalizza e tutti applaudono. Il nuovo presidente, che nasce già vecchio, è paragonato a papa Francesco, è indicato come esempio di parsimonia perché attento al prezzo delle scarpe che calza. “E’ uno con la schiena dritta” hanno detto tutti, da destra a sinistra, quasi si fossero messi d’accordo, quasi leggessero sullo spartito scritto da un unico compositore. La prima uscita pubblica alle Fosse Ardeatine è un corollario della opacità diffusa che tace sulle scaturigini di quell’eccidio. Il vile attentato di via Rasella, lucidamente attuato dai partigiani comunisti, che per prima cosa hanno pensato bene di salvare le proprie chiappe, non trova spazio nella memoria collettiva. Nemmeno nella memoria personale del presidente. Non mi piace.


Giacinto Zappacosta

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