Il Pd l'ha capito
Domenica 20 marzo si sono svolte a Vasto le Primarie del PD per la scelta del candidato sindaco che guiderà anche la coalizione di centrosinistra nelle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio prossimi. All’appuntamento delle Primarie si è arrivati dopo lunghe discussioni e colpi di scena che sembravano riproporre l’ennesimo “teatrino” di divisioni e polemiche così frequenti nei partiti italiani, specie di centrosinistra. Tanti avevano visto in quelle polemiche il peggior viatico per una campagna elettorale che si annuncia difficile e combattutissima con ben cinque candidati a sindaco, almeno fino ad oggi, e temi amministrativi assai complessi che impegneranno a lungo tutti i protagonisti. Perciò la sorpresa dell’elettore, che domenica 20 marzo si è recato al PALABCC (anche su questa scelta del PD ci sono state sterili polemiche) per votare, è stata grande. Aveva di fronte: tantissima gente, allegra e paziente, in fila davanti ai 6 seggi allestiti sull’ampio parquet (opportunamente coperto) del palasport, ogni seggio suddiviso in due postazioni informatiche (separate da bouquet di fiori): per l’accredito dell’elettore il primo e per l’esercizio del voto il secondo, gli scrutatori disponevano di un software antibrogli opportunamente studiato da due tecnici vastesi , ed ogni ora, sul tabellone dove di solito compaiono i risultati delle partite di basket, appariva il totale dei votanti. Una organizzazione perfetta ed una efficienza quasi sconosciute nelle note elefantiache organizzazioni elettorali italiane. Si è votato per tutta la giornata, fino alle ore 20.00, sempre con tanta gente davanti ai seggi, tanta da arrivare alla fine ad un incredibile 4861 voti, ovvero il 15% dell’elettorato vastese (a Torino le primarie sono state salutate come un grande successo ed ha votato il 5% del corpo elettorale)! Alla chiusura dei seggi tanti sono rimasti sugli spalti del Palazzetto per assistere allo spoglio e conoscere il nome del vincitore. Alle 20.30 è iniziato il conteggio dei voti e ad intervalli di 500 voti scrutinati apparivano sul tabellone i risultati parziali di ogni seggio e i rispettivi totali provvisori. Già al primo parziale il vantaggio di Lapenna su Forte appariva netto: Lapenna era in vantaggio in cinque seggi su sei. Poco più di un’ora e finalmente sono apparsi i risultati definitivi: Lapenna voti 2689 pari al 55,85%, Forte voti 2126 pari al 44,15%, voti nulli 46. Vittoria netta di Lapenna, ma ottima affermazione per Forte (il risultato che molti si auguravano). Dopo qualche minuto è apparso sugli spalti del Palazzetto il sindaco Lapenna, visibilmente soddisfatto, e, appena sceso sul parquet, gli è andato incontro Peppino Forte che, in perfetto stile americano, lo ha abbracciato e si è complimentato per la vittoria: gesto sottolineato da scroscianti applausi di condivisione. Finiva così la grande tenzone e senza soluzione di continuità si faceva un passo avanti. Chi aveva pronosticato fuochi e fiamme, morti e feriti era servito.
Resta una bella lezione di democrazia per il PD, ma anche per l’intera città. Il popolo sovrano vuole esprimersi ed è sempre più convinto che un sindaco non si impone, si sceglie! Il Partito Democratico l’ha capito.
NICOLANGELO D’ADAMO
Domenica 20 marzo si sono svolte a Vasto le Primarie del PD per la scelta del candidato sindaco che guiderà anche la coalizione di centrosinistra nelle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio prossimi. All’appuntamento delle Primarie si è arrivati dopo lunghe discussioni e colpi di scena che sembravano riproporre l’ennesimo “teatrino” di divisioni e polemiche così frequenti nei partiti italiani, specie di centrosinistra. Tanti avevano visto in quelle polemiche il peggior viatico per una campagna elettorale che si annuncia difficile e combattutissima con ben cinque candidati a sindaco, almeno fino ad oggi, e temi amministrativi assai complessi che impegneranno a lungo tutti i protagonisti. Perciò la sorpresa dell’elettore, che domenica 20 marzo si è recato al PALABCC (anche su questa scelta del PD ci sono state sterili polemiche) per votare, è stata grande. Aveva di fronte: tantissima gente, allegra e paziente, in fila davanti ai 6 seggi allestiti sull’ampio parquet (opportunamente coperto) del palasport, ogni seggio suddiviso in due postazioni informatiche (separate da bouquet di fiori): per l’accredito dell’elettore il primo e per l’esercizio del voto il secondo, gli scrutatori disponevano di un software antibrogli opportunamente studiato da due tecnici vastesi , ed ogni ora, sul tabellone dove di solito compaiono i risultati delle partite di basket, appariva il totale dei votanti. Una organizzazione perfetta ed una efficienza quasi sconosciute nelle note elefantiache organizzazioni elettorali italiane. Si è votato per tutta la giornata, fino alle ore 20.00, sempre con tanta gente davanti ai seggi, tanta da arrivare alla fine ad un incredibile 4861 voti, ovvero il 15% dell’elettorato vastese (a Torino le primarie sono state salutate come un grande successo ed ha votato il 5% del corpo elettorale)! Alla chiusura dei seggi tanti sono rimasti sugli spalti del Palazzetto per assistere allo spoglio e conoscere il nome del vincitore. Alle 20.30 è iniziato il conteggio dei voti e ad intervalli di 500 voti scrutinati apparivano sul tabellone i risultati parziali di ogni seggio e i rispettivi totali provvisori. Già al primo parziale il vantaggio di Lapenna su Forte appariva netto: Lapenna era in vantaggio in cinque seggi su sei. Poco più di un’ora e finalmente sono apparsi i risultati definitivi: Lapenna voti 2689 pari al 55,85%, Forte voti 2126 pari al 44,15%, voti nulli 46. Vittoria netta di Lapenna, ma ottima affermazione per Forte (il risultato che molti si auguravano). Dopo qualche minuto è apparso sugli spalti del Palazzetto il sindaco Lapenna, visibilmente soddisfatto, e, appena sceso sul parquet, gli è andato incontro Peppino Forte che, in perfetto stile americano, lo ha abbracciato e si è complimentato per la vittoria: gesto sottolineato da scroscianti applausi di condivisione. Finiva così la grande tenzone e senza soluzione di continuità si faceva un passo avanti. Chi aveva pronosticato fuochi e fiamme, morti e feriti era servito.Resta una bella lezione di democrazia per il PD, ma anche per l’intera città. Il popolo sovrano vuole esprimersi ed è sempre più convinto che un sindaco non si impone, si sceglie! Il Partito Democratico l’ha capito.
NICOLANGELO D’ADAMO
Nessun commento:
Posta un commento