giovedì 31 maggio 2012


Poeti e scrittori meridionali del '900 cancellati dai libri di scuola del liceo

L'ennesimo colpo per il Meridione arriva questa volta dal mondo della scuola.
Le nuove generazioni che frequenteranno i licei di tutta Italia non conosceranno nessun autore meridionale del '900.
Per questi ragazzi dunque, personaggi del calibro di Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la Letteratura, Sciascia, Vittorini o Silone, diventeranno degli illustri sconosciuti. 
A quanto pare la decisione sarebbe stata presa già nel 2010 da una commissione di esperti nominata dall'allora ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.

Per coloro che  volessero constatare di persona ciò che sembra così incredibile a leggersi in queste righe, riportiamo qui di seguito il titolo del documento ministeriale: "Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui all'articolo 10, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n.89, in relazione all'art. 2, commi 1 e 3 del medesimo regolamento" (pag. 189 del pdf).
In tale documento sono racchiuse le linee guida  per i docenti e per la formazione del cosiddetto "curricolo" scolastico, ovvero gli insegnamenti che il Miur (Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca) ritiene fondamentali per le scuole superiori.
In sintesi dal documento ministeriale si legge che, fino all' 800 gli esperti si mantengono sul classico e per fortuna non se la sentono di eliminare Pascoli, D'Annunzio, Verga e Pirandello, i quali vengono giustamente definiti "autori non eludibili".
Diversa è invece la situazione del '900 dove gli unici nomi citati per la poesia sono quelli di Ungaretti, Montale e Saba, mentre per la narrativa vengono definiti come gli autori più significativi Gadda, Fenoglio, Calvino e Primo Levi.
Anche nelle liste di autori minori con cui integrare nel programma scolastico, non compare il nome di un solo meridionale. Ma l'indignazione non tarda ad arrivare, ecco come la pensa Pino Aprile, scrittore meridionalista autore del fortunato "Terroni", in un'intervista di Fulvia Subanìa: "(...)Badate che parliamo del secolo più fertile che abbiamo avuto (...) Sapete cosa vuol dire? Un secolo, cioè 100 anni, cioè tre generazioni, cioè qualcosa che va da 20 a 60 milioni di persone (...) significa che per un secolo 50 o 60 milioni di persone non sarebbero state in grado di produrre una pagina o un verso degni di essere indicati agli studenti dei licei. (...)
Significa che i nostri liceali non dovrebbero sapere dell'esistenza di Sciascia, Tomasi di Lampedusa, Corrado Alvaro, Sinisgalli, Alfonso Gatto (...) Vittorini! E' atato autorevolmente detto che il 30% della letteratura italiana del '900 è dovuta a Vittorini, è stata guidata, sollecitata e incitata da lui, e aggiungiamoci che quello che gli italiani hanno ricevuto dalla letteratura americana, è stato anche quello attraverso Vittorini.
Vittorini non c'è! Non c'è Quasimodo! A un poeta meridionale non valse nemmeno il Nobel per essere indicato (...) agli studenti dei licei. (...) Ora nei paesi seri, gli autori di queste porcherie vanno a casa di corsa, inseguiti dalla furia popolare (...)". Come dargli torto?
Fortunatamente c'è stato chi si è mosso anche avanzando una richiesta ufficiale di correzione , con un esposto all'attuale ministro dell'istruzione Francesco Profumo. Stiamo parlando del Centro di documentazione della poesia del Sud di Nusco, in Irpinia.
Lì il Prof. Paolo Saggese che assieme ad altri anima l'associazione spiega di non voler alimentare polemiche o peggio ancora, una contrapposizione Nord-sud.
Al contrario, l'appello lanciato vuole essere un manifesto di unità culturale per il paese, una cultura nazionale veramente unitaria che dia agli studenti una panoramica completa.
Al ministro Profumo spetterà quindi la decisione. Ritroveremo almeno Quasimodo tra gli autori degni d'esser ricordati dai nostri figli?
Oppure dovremmo tristemente unirci al suo Lamento per il Sud: "Ho dimenticato il mare, la grave conchiglia soffiata dai pastori siciliani, le cantilene dei carri lungo le strade (...) nell'aria dei verdi altipiani, per le terre e i fiumi della Lombardia... Più nessuno mi porterà nel Sud.."

Fonti:www.orizzontescuola.it/node/23933 (Intervista di Fulvia Subanìa a Pino Aprile)
Informazione Libera
Corrieredelmezzogiorno.corriere.it
Roberto di Russo


Chiara Foti

2 commenti:

  1. nicolangelodadamo31 maggio 2012 17:57

    Che tristezza! Sono i primi frutti della Lega al potere! Chi sono i membri della famigerata "Commissione" insediata dal Ministro Gelmini(Iddio la perdoni!)? Con quali criteri sono stati scelti? Solo un cieco odio separatista poteva pensare di togliere dalla storia della Letteratura Italiana il grande poeta grecista Quisimodo, il nostro Silone ("Fontamara" è stato tradotto in trentadue lingue!), Elio Vittorini, Leonardo Sciascia e tanti altri a cominciare dal grande teatro di Eduardo De Filippo... Che tristezza...

    RispondiElimina
  2. Caro Preside, quando ho trovato questo "pezzo" nella rete, ho pensato aTte, al Tuo amore per la scuola e per la cultura. Certo, il nostro Silone, che per noi era un obbligo leggere; il grande Sciascia, col suo stile asciuttoe brillante: tutto al macero per una scelta folle e cretina. Un caro saluto.

    RispondiElimina