mercoledì 11 giugno 2014

TARES, CHI CI CAPISCE E' BRAVO

Al Sindaco di Pescara
Marco Alessandrini
 

PESCARA - Questa va raccontata. Chi mi conosce sa che mi occupo da tempo di promozione dell’autocompostaggio, praticandolo da ormai 25 anni. Per cui, quando in coda al 2013 ho letto l’annuncio dello sconto del 30% previsto nel regolamento TARES del Comune di Pescara, mi sono precipitato ad acquisire tutte le informazioni al riguardo. La procedura completa mi ha lasciato alquanto dubbioso, tanto da spingermi a segnalare le mie perplessità sia all’Ufficio Tributi che ad Attiva-spa (coinvolta nella “pratica”).
In sostanza chi riteneva di aver diritto allo sconto per l’anno 2013, rispetto ad un regolamento approvato solo dopo l’estate, doveva effettuare un conferimento in due tempi di almeno 40 kg di compost ad Attiva-spa, che lo avrebbe trattenuto. Con la ricevuta si poteva chiedere lo sconto entro il mese febbraio 2014.
Con alcuni documenti ho segnalato, ai soggetti coinvolti, le criticità della procedura. Nessuno mi ha mai risposto. Alla scadenza dei tempi previsti dal regolamento vengo a sapere che ATTIVA non tratteneva più alcunché (pratica inattuabile!) ma che si limitava a pesare e certificare quanto portato dall’utente.
Tradotto, un qualsiasi cittadino poteva andare in diversi giorni e portare sempre lo stesso compost, magari in contenitori diversi, oppure prestarlo ad amici e parenti … Solo che a Pescara sembra che in 5 abbiano usufruito di detta opportunità! Quindi, tutti onesti, ma soprattutto … disinformati!
In esito alla mia richiesta di agevolazione, ad oggi dall’Ufficio Tributi mi sono arrivate tre lettere:
  1. la prima, per dirmi che in quanto utenza “commerciale” dovevo produrre i formulari per il trasporto e la consegna dei rifiuti (quali?): ho fatto presente di essere utenza “domestica”;
  2. la seconda, per dirmi che dovevo produrre la documentazione dell’avvenuto conferimento del compost ad Attiva: ho fatto presente che l’avevo fatto, anzi che non potevo presentare domanda se non con le ricevute allegate e che le trasmettevo di nuovo in copia, avendo loro l’originare;
  3. la terza, per dirmi che, in base ad un ricalcolo, dovevo pagare una quota aggiuntiva che, comunque scontata del 30%, rimaneva ancora da liquidare (ohibò, ho chiesto sconti e ottengo aumenti!).
Be’, raggiunto il “troppo pieno” mi sono recato all’Ufficio Tributi, spendendo metà del mio pomeriggio lavorativo, dove con una gentile e solerte operatrice abbiamo accertato che quanto mi veniva richiesto (che ho scoperto poi essere la quota statale relativa ai servizi indivisibili, cioè 0,30 € al mq) era stato, ahimè, da me già pagato e che in effetti io avevo (ho) diritto al 30% di rimborso sull’intera cifra versata fino ad oggi per il 2013 (me lo comunicheranno). Quindi, tutto è bene quel che finisce bene!
Ma al di là dell’avventura amministrativa contabile che mi accomuna a tanti, quello mi impressiona di più, vista la mia esperienza professionale, è il modo con cui l’Amministrazione (e non l’Ufficio Tributi, che si occupa di altro ) abbia curato, anzi non curato, la pratica di promozione dell’autocompostaggio.
Chi scrive è il responsabile di MONDOCOMPOST, un progetto di promozione del compostaggio domestico in Abruzzo, attuato grazie ad un protocollo di intesa tra l’Ecoistituto Abruzzo e la Regione Abruzzo. Per questa ragione ho avuto modo di verificare tante situazioni locali. Presso numerosi comuni, seppur con situazioni territoriali e demografiche decisamente diverse da Pescara, la procedura ha ben altro iter (a prescindere dalla mia consulenza). L’organismo politico (Consiglio o Giunta) sceglie la linea organizzativa da seguire, attua un piano di comunicazione, raccoglie le adesioni dei cittadini, li coinvolge in attività formative, segue gli utenti con visite domiciliari, e al limite distribuisce anche dotazioni strumentali (compostiere). E le adesioni non sono “5”, ma 200, 300 famiglie, cioè il 10, 15% delle utenze! Se dovessimo applicare il dato statistico ribassato dell’1% a Pescara, avremmo dovuto avere un’adesione di 400 utenti, e non 5! E aggiungo che presso i comuni dove ho lavorato e sto lavorando, la percentuale di sconto applicata più alta è del 15% e non del 30%!
Significa che da questo punto di vista l’Amministrazione comunale di Pescara ha fatto attività di promozione del compostaggio domestico, e quindi di prevenzione della produzione dei rifiuti (come esortati a fare dalle normative europee) in misura vicina allo zero, anzi, credo proprio uguale a ZERO!
Giancarlo Odoardi





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