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martedì 30 novembre 2010

A proposito di sensibilità ambientale …

Associazione civica Porta Nuova – Vasto
www.portanuovavasto.altervista.org


Qualcuno forse ricorderà un nostro comunicato dello scorso 22 maggio in cui si dava conto di alcuni colloqui intercorsi tra la nostra associazione e l’assessore comunale all’Ambiente, Anna Suriani (SeL), nel corso dei quali avevamo presentato certe richieste di interesse generale; e naturalmente si riferivano le risposte che avevamo ricevuto.

Tre erano state dunque le nostre richieste principali, tutte inspiegabilmente ricusate dall’assessore:
1. Una variante al PRG in funzione dei requisiti minimi di sicurezza previsti dalla legge in relazione alla “necessità di mantenere le opportune distanze tra stabilimenti e zone residenziali” nell’area attorno allo stabilimento della Fox Petroli (un impianto, lo ricordiamo, a rischio di incidente rilevante);
2. La predisposizione di un regolamento comunale (come ne esistono nella maggior parte dei comuni d’Italia) per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile e radiotelevisivi ;
3. L’istituzione di un comitato permanente di consultazione e di controllo, composto dagli enti pubblici (Provincia, Comuni del Vastese, ARTA) e dalle associazioni interessate, che tenga d’occhio le numerose criticità ambientali della zona .

Per contro, su questioni di peso minore ma ugualmente importanti, il nostro comunicato informava poi con un certo sollievo che l’assessore Suriani aveva assunto i seguenti impegni:
1. Ancora a proposito Fox Petroli, la redazione e la diffusione di un’informativa –come richiesto dalla legge- diretta alla popolazione residente a Punta Penna circa il rischio industriale e le norme di comportamento da tenere in caso di incidente rilevante;
2. L’adozione, come raccomandato dalla ASL, di un piano per la riduzione numerica delle colonie di colombi. La somma necessaria, aveva dichiarato l’assessore, era già in Bilancio.
3. L’assessore Suriani si era infine impegnata a realizzare e pubblicare, in tempi brevi, un elenco completo degli impianti presenti in citta, sia di telefonia mobile che radiotelevisivi, così come richiesto dalla legge.

Dopo oltre sei mesi siamo andati a controllare.
Ebbene, la notizia è questa: che, ad oggi, l’assessore Suriani non ha mantenuto neanche uno degli impegni che aveva assunto.
Lasciamo al lettore ogni commento.

venerdì 19 novembre 2010

UN DOVEROSO RICONOSCIMENTO ALLA MAGISTRATURA

Ricevo da Destra Sociale - Fiamma Tricolore, Taranto

Alla luce delle considerazioni sulla vita sociale e politica del paese in questi ultimi tre anni, e soprattutto sulle illazioni gratuite a danno della magistratura, Fiamma tricolore Taranto, sente doveroso intervenire nei confronti di alcuni politici nazionali e locali ribadendo alcuni concetti fondamentali di uno stato civile e democratico. La magistratura concepita come uno dei tre poteri dello Stato, costituisce di per sé l’organo che garantisce la vita democratica e legale di uno Stato. Pertanto la indipendenza della stessa non va minata in alcun modo e l’operato dei magistrati va incentivato in quanto trovansi ad operare sotto organico con una mole di lavoro non indifferente. Essendo la stessa assoggettata comunque alla legge, in sede di legificazione, ovvero in sede parlamentare, dovrebbero essere poste in essere tutte quelle misure atte a garantire un funzionamento della magistratura più fluido nell’interesse della collettività. Gli attacchi ai magistrati non possono e non devono essere condivisi, in quanto avallarli significherebbe appoggiare indirettamente una insurrezione. Piuttosto l’opera dei magistrati va incentivata con l’aumento dei mezzi logistici a loro disposizione, aumento degli organici, anche nell’ambito delle forze dell’ordine, possibilità di continuare ad usare le intercettazioni per fini investigativi come dimostrato dalla cattura di numerosi latitanti e lavorare di concerto con il CSM ascoltando le esigenze di questo organo, “La Magistratura” che costituisce il fiore all’occhiello della organizzazione democratica dello Stato. Un plauso alla magistratura di Taranto e ai suoi dirigenti che negli ultimi anni si è distinta nella lotta alla criminalità, ovvero anche a quella civile che ha cercato di far collimare le varie controversie che quotidianamente si sono presentate al suo esame, con particolare riferimento al personale amministrativo impiegato nel palazzo di giustizia. Ai politici nazionali un invito serio a dibattere sui problemi reali del paese e non sulle pagliacciate della vita privata dei colleghi.

Taranto, 19 novembre 2010

Il segretario Prov.le Avv. Filippo Lerario
Il segretario Citt.no Dott. Luca Abatematteo

sabato 13 novembre 2010

VASTO VERSO IL VOTO

Oggi incontro con Massimo Desiati

Oggi, alle ore 18, presso la sala Michelangelo di Palazzo D’Avalos, incontro di presentazione del Movimento “Progetto per Vasto”. Nell’occasione, sarà illustrato il Tema: “Governo del Territorio/Ambiente”.

L’iniziativa si inquadra nella preparazione alla prossima campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione cittadina.

Continua, intanto, la pubblicazione del “Progetto” sulle pagine del free press settimanale “il Taglio giusto per Vasto” e sul sito web omonimo.

mercoledì 10 novembre 2010

LEGALITA' DEL TERRITORIO

Appuntamento a Palazzo d'Avalos con Davigo

Il Comitato per la Sicurezza e la Legalità del territorio vastese organizza per Venerdì 19 Novembre alle ore 17:00 presso la Pinacoteca del Palazzo D’Avalos in Vasto il II° Convegno cittadino sulla Sicurezza e la Legalità.
I relatori del convegno saranno il dr. Piercamillo Davigo, Consigliere di Cassazione e già membro del pool mani pulite di Milano, il dr. Giovanni Canzio, Presidente della Corte d’Appello di L’Aquila, il dr. Christian Lalla, giornalista e coordinatore di Spindoctoring.
Il convegno, patrocinato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e dall’Amministrazione comunale di Vasto, sarà moderato dall’avv. Giampaolo Di Marco, e nell’occasione verrà reso pubblico il secondo studio sociale sulla percezione della sicurezza e della legalità nel territorio vastese. L’occasione sarà utile per discutere sullo stato della giustizia in Italia e sulle possibili soluzioni per una sua riforma reale e condivisa.
Diversi gli ospiti già confermati, tra cui: il Prefetto di Chieti, dr. Vincenzo Greco, il Questore di Chieti, dr. Alfonso Terribile, il Sindaco di Vasto, avv. Luciano Lapenna, autorità militari locali e regionali e diversi magistrati di differenti Corti d’Appello. L’evento è pubblico e la cittadinanza è invitata a partecipare.

venerdì 5 novembre 2010

Il Consiglio Comunale di Vasto sbarca sul Web

Ricevo dall'arch. F. D'Adamo

Per iniziativa dell’Arch. Francescopaolo D’Adamo, già Assessore nella Giunta Municipale di Vasto, il discorso di apertura sull’argomento “quartiere satellite a Colle Pizzuto”, tenuto dal Sindaco durante il Consiglio Comunale del 4 novembre 2010, è proposto ai cittadini interessati, su YouTube e sul Blog: francescopaolodadamo.blogspot.com .

Vista la scarsa partecipazione di pubblico alle assisi civiche, sarebbe auspicabile la trasmissione di ogni Consiglio Comunale (possibilmente nella sua interezza), così che il cittadino disponga della facoltà di ascoltare, direttamente e senza intermediari, quanto discusso dagli Amministratori.
L’iniziativa si propone fini didattici, con l’intento di sviluppare nel cittadino una coscienza critica basata sul “fatto” e non sulla “interpretazione”.

lunedì 1 novembre 2010

IL SINDACO PUO', SE VUOLE, BLOCCARE LA CENTRALE A BIOMASSE

Siamo nelle sue mani

1. Per motivi tecnici.
Il Comune di Vasto ha concesso il 24 luglio 2006 il proprio parere favorevole all’insediamento della centrale a biomasse a Punta Penna, ma solo per motivi tecnici (“vista la conformità dell’insediamento con i piani regolatori” ), ed esprimendo “perplessità” . La Giunta comunale era insediata da appena un mese, e probabilmente non poteva fare di più. Però solo dieci giorni dopo il Sindaco e l’assessore Suriani hanno rivenduto ai giornali il parere appena reso (ripetiamo: favorevole) come: “netta contrarietà” . Da allora né il Sindaco, né l’assessore Suriani, né alcun altro si è più curato di proporre una sia pur modesta variante ai piani regolatori suddetti (l’Assessore si riferiva probabilmente al PRT del COASIV).
Eccoci dunque, oggi, con lo stesso problema del Luglio 2006, ancora di fronte alla stessa conferenza dei servizi. Presumibilmente per gli stessi motivi tecnici di allora –(“l’inefficacia del parere del Comune” , secondo quanto si apprende dai giornali)- tutti i gruppi politici presenti in Consiglio comunale (o quasi tutti), nella riunione dello scorso martedì 19, hanno espresso sì una certa contrarietà all’impianto, ma non l’hanno tradotta in nessun documento ufficiale. Insomma, vorrebbero ma non possono. Per motivi tecnici.

2. Una norma di cui nessuno sa nulla.
Quanti consiglieri ci sono in Consiglio comunale? E quanti tecnici e avvocati nei partiti locali? E quanti nell’Ufficio legale del Comune? Possibile che nessuno si sia accorto che, a norma del D.Lgs. 59/2005 e ai fini del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, è espressamente richiesto (nei casi, come il presente, riguardanti le industrie insalubri di I classe, tra cui le centrali a biomasse) il parere del Sindaco in relazione agli articoli 216 e 217 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie ? Non si tratta di una questione secondaria, né di un cavillo. È precisamente la norma di legge che risponde a una preoccupazione diffusa tra la popolazione in ordine alla compatibilità dell’impianto nei confronti dell’ambiente, e di conseguenza sulla salute pubblica. Che nessuno ne sapesse nulla è una circostanza ai limiti del credibile, e rende semmai la misura della qualità del ceto politico locale.
Nel caso di industrie insalubri di I classe, dunque, in base all’art. 216 “il Sindaco, quando lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può vietarne l'attivazione o subordinarla a determinate cautele”. “Quando lo ritenga necessario”: diverse sentenze del Consiglio di Stato riconoscono infatti al Sindaco “un’ampia potestà di valutazione della tollerabilità o meno delle lavorazioni” in oggetto. Una potestà che altrove è stata in numerosi campi ampiamente esercitata, e di recente proprio in un caso del tutto simile al nostro. Nel gennaio 2009, richiamandosi alle norme suddette, e adducendo un’autonoma valutazione sull’impatto sanitario ed ambientale dell’impianto , il Sindaco di Pontinia (LT) ha espresso in sede di conferenza di servizi parere negativo all’installazione in quel comune di una centrale a biomasse. “Il parere negativo reso dal sindaco”, ha scritto il TAR del Lazio respingendo il ricorso presentato dalla società titolare del progetto “ha sostanziale connotazione di dissenso correlato alla tutela di un interesse sensibile ed implica la conclusione del procedimento”. Tanto è bastato a fermare la procedura di autorizzazione.
Tanto basterebbe oggi anche da noi.

3. Oltre l’emergenza.
Detto questo, ci sia consentita una breve considerazione di carattere politico-amministrativo.
Quella presente è un’emergenza che ha naturalmente una sua specificità, ma anche una forma tipica simile a tante altre passate e (presumibilmente) future: è un conflitto tra un interesse privato e particolare contro un interesse generale e diffuso. Chi –come noi- si schiera in difesa di quest’ultimo, supplisce a una funzione tipica dell’Amministrazione pubblica, che per l’appunto dovrebbe difendere il pubblico interesse, ed è invece (più o meno) assente. Non ci sarebbero queste continue emergenze se ci fosse una seria politica di programmazione territoriale.
Sotto questo aspetto il nostro ceto politico è gravemente carente. Da anni, e a vari livelli, sta perdendo un’occasione dopo l’altra per compiere finalmente delle scelte, anzi per dare finalmente attuazione a scelte che esso stesso –sulla carta- ha compiuto.
La mancata variante al PRT (di cui abbiamo detto al §1); la mancata perimetrazione, ferma quasi da un decennio, del Parco Nazionale; la mancata attuazione del Piano Territoriale delle Attività Produttive (adottato nel marzo 2006) ne sono –per limitarci solo all’argomento in questione- tre esempi significativi. L’attuazione anche di una sola di queste azioni avrebbe evitato la situazione presente.
Occorrerebbe una svolta, prima che politica, culturale.

1 novembre 2010
Associazione civica Porta Nuova – Vasto
www.portanuovavasto.altervista.org

Sigma Siv, la "Caporetto" di Vasto

Campa .. nilismo che l’erba cresce

Dopo la mia presa di posizione sul progetto “Sigma Siv” (io continuo a chiamarlo così) tutti coloro che non hanno le competenze per controbattere le mie teorie, hanno ripreso a “suonare” il “campanilismo”. Questo “campanaccio” è ormai stonato da tempo, tuttavia questi “sapienti”, che hanno letto una volta la parola “pianificazione” su wikipedia ma non riescono più a ritrovarla perché nemmeno sanno come si scrive, continuano a suonarlo provocando un suono fastidioso.
Non si può pensare che l’urbanizzazione di 50 ettari di territorio vastese a confine con San Salvo siano un ampliamento proprio di questa “città” e non di Vasto? Non ci si può chiedere quali sono “i fini sociali” di questa operazione, valutati da una Amministrazione Comunale che ha fatto della riduzione dell’espansione edilizia una bandiera? Uno come me che si chiede addirittura come mai il “Polo del freddo Conad” sia stato realizzato a San Salvo, invece che a Vasto dove già esiste un “Centro Freschi” di questa catena commerciale, non può chiedersi perché portare 5 mila abitanti a vivere a confine con San Salvo invece che nei pressi del centro di Vasto? Uno come me che vede quotidianamente “crescere l’erba” sui monumenti del centro storico in attesa di “alcuni pezzi di carta buoni solo per …” che chiamano piano di recupero, non deve porsi interrogativi perché altrimenti è un campanilista?
A presto, il nuovo Consiglio Comunale. Ne sentiremo delle belle … speriamo bene!

P.S. Invece del 4 novembre, per prendere questa decisione, i nostri amministratori avrebbero dovuto scegliere il 24 ottobre, ma si sa che in questo periodo ognuno vede la “storia” a modo suo.

Francescopaolo D'Adamo

giovedì 28 ottobre 2010

PUZZA DI ZOLFO

Riceviamo e pubblichiamo da Nicola Del Prete (Coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia)

“A questo punto il sindaco Lapenna non ha più giustificazioni: o agisce legalmente a tutela degli interessi pubblici per quanto concerne la vicenda degli ex palazzi scolastici di corso Italia o, di fatto, condivide ed accetta la linea dell’impresa privata che ha realizzato l’accordo di programma, secondo cui le responsabilità di non aver proceduto ad una corretta regimentazione delle acque meteoriche su corso Italia sono proprio del Comune”. Nicola Del Prete, coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia, dopo essersi consultato con i consiglieri comunali Di Paolo, D’Adamo e La Verghetta, porta alla luce un elemento nuovo che potrebbe contribuire a dare un impulso anche alla commissione consiliare che si occupa di fare chiarezza sulla vicenda legata ai due ex palazzi scolastici. “Qualche mese fa, precisamente in luglio – dice Del Prete -, il Comune di Vasto ha ricevuto una documentazione tecnica dettagliata da parte del Tribunale di Vasto, per l’esattezza una perizia disposta dal giudice, che evidenzia in maniera netta alcune responsabilità dell’impresa esecutrice dell’accordo di programma su un immobile al piano terra, di proprietà di una ditta privata. La perizia, non di parte, ripeto, ma disposta dal giudice, evidenzia alcune negligenze dell’impresa nell’eseguire l’opera di ristrutturazione dei palazzi, in modo particolare per quanto attiene all’umidità, alle infiltrazioni di acqua accertate ed alla disattesa regimentazione delle acque piovane su corso Italia. Su quest’ultimo aspetto, l’impresa privata esecutrice dei lavori ha chiamato in causa, addirittura, il Comune come se non spettasse ad essa la completa realizzazione ed esecuzione dell’accordo di programma. Non vorremmo che la stessa impresa, un domani non tanto lontano, possa rivalersi proprio sul Comune di Vasto ovvero sui contribuenti vastesi, per eventuali danni da risarcire a quei privati che, davanti al giudice, avranno dimostrato che i lavori eseguiti non sono stati realizzati a regola d’arte. E’ questo il grande rischio che si corre, come dimostra la perizia in questione, altro che commissione d’inchiesta o d’indagine. Chi doveva intervenire non lo ha fatto in maniera adeguata, adesso la campanella dell’ultimo giro sta per scadere, dunque tocca all’amministrazione comunale decidere se dare incarico al suo ufficio legale di procedere a tutela dell’interesse pubblico, attraverso una delibera di indirizzo o se il Comune vuole solo continuare a “difendersi”, senza contrattare pur avendone le ragioni, su una vicenda che, da notizie di stampa, è al vaglio della magistratura contabile. In tempi non sospetti – conclude Nicola Del Prete – dissi che la commissione d’indagine non aveva senso, perché i “vizi” di questo importante intervento di recupero edilizio sono stati evidenti fin dal primo momento. Gli acquirenti, da subito, hanno lamentato infiltrazioni di acqua, allagamenti, umidità e sgretolamento dell’intonaco. Il Comune è rimasto a guardare. Sperando che non sia tardi, l’amministrazione comunale, adesso più che mai, a prescindere dalle risultanze della commissione d‘indagine, deve agire per tutelare l’interesse pubblico”.

da semidiceviprima.com

(titolo a cura di Cana Culex)